Milan, vietato fallire il sesto posto: l’Europa League è una priorità anche per la nuova proprietà

Milan, vietato fallire il sesto posto: l’Europa League è una priorità anche per la nuova proprietàMilanNews.it
© foto di DANIELE MASCOLO/PHOTOVIEWS
venerdì 5 maggio 2017, 12:01Primo Piano
di Enrico Ferrazzi

Dopo i passi falsi con Empoli e Crotone, il Milan non può più sbagliare se vuole tornare finalmente a giocare una competizione europea nella prossima stagione. Anche la nuova proprietà ha ben chiaro in testa l’obiettivo dei rossoneri in questo finale di campionato: centrare il sesto posto per cercare l'ingresso alla fase a gironi dell'Europa League dalla doppia porta di servizio rappresentata dal terzo turno preliminare di fine luglio e dal playoff di agosto.

NESSUN PESO - Lo riferisce questa mattina Tuttosport che spiega che Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli hanno ribadito questo concetto con forza alla squadra anche nei giorni scorsi. Qualcuno dice che l’Europa League rappresenterebbe solo un peso per il Milan, ma l’ad milanista ha voluto allontanare questo pensiero attraverso i microfoni di Milan TV: “L'Europa League per qualcuno è più un peso che un vantaggio. Noi crediamo che sia un passaggio obbligato per riprendere le abitudini a giocare in quel contesto, a riprendere l'abitudine di avere la partita infrasettimanale. Se abbiamo l'obiettivo di andare in Champions già dal 2018/’19, l'Europa League per noi sarebbe un passaggio fondamentale”. Nessun dubbio quindi per la nuova dirigenza rossonera, che vede la qualificazione in Europa League come un passo fondamentale per il futuro del Milan e un obiettivo che non si può fallire.

SERVE UNA REAZIONE - Ora tutto passa quindi nelle mani e soprattutto nei piedi di Vincenzo Montella e dei giocatori milanisti che già da domenica sera contro la Roma, sotto gli occhi di Han Li, dovranno reagire agli ultimi risultati deludenti e regalare la prima vittoria alla nuova proprietà. La formazione rossonera dovrà scendere in campo con il giusto atteggiamento e tornare quella di un mese, quando sembrava in grado di poter puntare anche a qualcosa di più del sesto posto.