"Molto più cattivo". Zlatan dà il primo esempio ai giovani compagni: l'obiettivo è rivalutarli
"Arriva un Ibra molto più cattivo, ora ho capito quanto è difficile far crescere i bimbi... Scherzi a parte, sarò lo stesso di sempre. Lavorare e soffrire, non tutti sanno farlo. A me piace e per questo lavoro sempre duro, mi aspetto tanto dai miei compagni, a volte anche di più di quanto possono effettivamente dare". Così Zlatan si è espresso durante la conferenza stampa di presentazione, rispondendo a chi gli chiedeva come avrebbe approcciato con i nuovi compagni di squadra. E forse questo è uno dei motivi principali per cui è stato acquistato dall'attuale dirigenza...
I MOTIVI - Sappiamo che Ibrahimovic non è il prototipo dell'investimento ideale per Elliott, la cui politica si è focalizzata sui giovani da cui creare un importante base tecnica ed economica. Eppure, come dimostrano i fatti, anche i giocatori giovani possono svalutarsi e rendere meno rispetto a quello per cui sono stati acquistati. Il caso più evidente, e recente, è quello di Lucas Paquetà, prelevato dal Flamengo per circa 40 milioni tra bonus e commissioni e ora richiesto dallo stesso Leonardo, solo un anno dopo, per meno di 30 milioni di euro. E Paquetà è un classe '97, Nazionale brasiliano, facente parte della spedizione verdeoro che ha vinto la Coppa America. Pensate quanto possano svalutarsi giocatori con meno respiro internazionale...
PIU' BASTONE - Da Ibrahimovic non si attendono solo i gol e gli assist, ma anche una auspicata rivalutazione di un parco giocatori che si è impantanato nella mediocrità. Zlatan non può fare miracoli, come sarebbe l'utopica rincorsa Champions, ma potrebbe sicuramente aiutare la crescita e il miglioramento di qualche ragazzo talentuoso che è deragliato insieme al resto della squadra. Ma per farlo non basterà la cosiddetta carota, perché per far rendere meglio un gruppo di giovanissimi è necessario anche il bastone. Il primo esempio è arrivato ieri, nel primo giorno da nuovo milanista di Ibra: allenamento in solitaria non previsto e zero post sui social. Una mentalità da campione che al Milan devono imparare in tantissimi.
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