Permanenza al Milan ed Europeo: due obiettivi difficili per questo Balotelli
Nonostante abbia segnato il gol che ha permesso al Milan di vincere la semifinale di andata di coppa Italia contro l’Alessandria, non è un buon momento per Mario Balotelli. L’attaccante in maglia numero 45, infatti, è apparso ancora piuttosto indietro di condizione – come ha confermato nel post partita Sinisa Mihajlovic – e questo lo si è visto in campo quando la sua andatura ciondolante e lenta ha caratterizzato gran parte dei palloni da lui giocati. Non ha i 90 minuti nelle gambe, ma forse nemmeno 60 fatti ad alto livello e questo, per chi avrebbe voluto tornare in campo prima della sosta di Natale del campionato, non è certo un buon segnale.
PERMANENZA LONTANA – Il Milan, riprendendo Balotelli, sperava di poter riavere in rosa un attaccante nuovo, sia sotto il punto di vista tecnico sia sotto quello comportamentale. E se nel secondo caso la cura rossonera ha funzionato in pieno, c’è da dire che sul piano prettamente calcistico, Mario ha ancora molto da lavorare. L’essere stato fermo per tre mesi, inevitabilmente, ha influito sulla sua condizione atletica e la forma ottimale è ancora lontana. Gli servirà ancora del tempo, ma il calendario dice che siamo già al 27 di gennaio e prestazioni come quelle con l’Alessandria, per ritmo e decisioni prese, non può e non deve essere replicata dal 45 milanista anche perché la sua permanenza a Milanello oltre il termine del prestito secco che il Liverpool ha concesso in estate, è tutt’altro che scontata per non dire che le percentuali sono davvero minime.
MISSIONE IMPOSSIBILE? – Se a tutto questo contesto, poi, ci mettiamo dentro il fatto che Antonio Conte non straveda per Balotelli, allora il quadro è completo. Anche ieri sera, il CT della nazionale non è uscito dall’Olimpico di Torino con un grande report su Mario, anche se il ragazzo andrà visionato nuovamente quando starà meglio. Però, in occasione del suo ingresso in campo contro la Fiorentina, Conte decise di lasciare la tribuna centrale di San Siro e di andare a casa. Se Mario vorrà fare il bene suo e del Milan, dovrà provare a vincere anche questa sfida che, forse, è la più difficile di tutte.
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