Pulisic: "Veramente felice al Milan: contento di aver incontrato Pioli. Gol di Genova? Petto poi ascella, gol regolare"
L'inizio di avventura al Milan di Christian Pulisic è stato molto positivo e il giocatore americano se lo sta godendo tutto. Quattro gol e un assist, soprattutto le reti spesso decisive. Come l'ultima nella gara contro il Genoa, discussa, e su cui il numero 11 rossonero si è espresso per la prima volta direttamente dal ritiro della nazionale americana, alla vigilia dell'amichevole con la Germania che si giocherà oggi alle 21 italiane. Le sue parole, su questo e non solo, sono state riportate dalla Gazzetta dello Sport questa mattina.
Come a casa
Come detto, non ci poteva essere un inizio migliore di carriera al Milan per Pulisic che si sta affermando come uno dei più positivi. Il suo ambientamento è stato facile anche grazie ad alcuni nuovi ex compagni che ha ritrovato in rossonero, su tutti Giroud e Tomori. I due lo hanno aiutato, parole sue: "Un po’ tutti mi hanno aiutato ma in particolare devo ringraziare giocatori come Tomori e Giroud, ragazzi che conoscevo già dal Chelsea, che mi hanno dato i consigli giusti per calarmi al meglio in questa nuova realtà". E anche aver trovato un compagno di nazionale come Yunus Musah, anche lui nuovo innesto rossonero, ha giovato: "Sono fortunato ad avere in squadra un compagno di nazionale come Yunus. A dire il vero, con Team Usa alla fine ci si vede di rado, per cui è stato bello avere la possibilità di instaurare un rapporto di grande amicizia fuori dal campo". In tutto questo c'è comunque anche Stefano Pioli che ci ha messo pochissimo per fare breccia nel cuore di Captain America, che aveva bisogno di nuovi stimoli: "È un ottimo allenatore, oltre a essere una persona di grande spessore. Ti stimola a dare il massimo senza farti sconti ma è pronto anche a rincuorarti e ad aiutarti quando sbagli. Sento la sua fiducia ed è qualcosa di fantastico per un giocatore. Sono davvero contento di averlo come allenatore". Insomma un inizio positivo e un ambiente che lo ha colpito a 360 gradi: "Sono veramente felice. Sto iniziando a conoscere la cultura italiana ed è tutto molto bello, i tifosi poi sono straordinari. Mi hanno subito fatto sentire a casa, il loro supporto è fondamentale e mi sta dando tantissimo".
La notte di Genova
Tra le tante partite già decise dall'americano, l'ultima in ordine cronologico è stata la folle gara di Genova, l'ultima prima della sosta. Una gara bloccata per 88 minuti fino al gol proprio di Pulisic. Da lì è successo letteralmente di tutto con i rossoneri che hanno chiuso con Giroud in porta. Anche se poteva andare diversamente: "Io ho dato la mia disponibilità, ho detto ai compagni che sarei potuto andare io tra i pali. Poi anche Giroud ha chiesto di andare in porta e l’allenatore dei portieri, considerato anche la sua statura, ha pensato che fosse la scelta migliore". Dunque Pulisic avrebbe volentieri e per davvero vestito i panni del supereroe a cui è paragonato ma solo una mera questione fisica gli ha impedito questo. Ma poco importa, visto il risultato: "Me la sarei cavata ma alla fine Olivier è stato straordinario". Inevitabile tornare a parlare anche del gol molto discusso che è valso i tre punti al Milan e oggetto di un lungo check Var per un possibile tocco di mano. Finalmente anche Pulisic ha potuto dare la sua versione dei fatti: "A mio avviso comunque è stata una decisione giusta. Ho controllato il pallone con il petto ed è scivolato sull’ascella, ma non l’ho colpito con il braccio. Da regolamento non è fallo. Quando ho segnato non ho nemmeno pensato che ci potessero essere problemi, alla fine è stato giusto convalidare il gol". Tutto bene quel che finisce bene.

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