Sinisa "rianima" anche i terzini: ecco cosa vuole il serbo dai suoi laterali difensivi

Sinisa "rianima" anche i terzini: ecco cosa vuole il serbo dai suoi laterali difensiviMilanNews.it
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
sabato 8 agosto 2015, 17:05Primo Piano
di Pietro Mazzara

Il tormentone di queste settimane, attorno al mercato del Milan, è quello legato al centrocampista di qualità che manca alla rosa a disposizione di Sinisa Mihajlovic. È evidente che senza un Riccardo Montolivo al top della condizione, ne risenta tutta la manovra rossonera che dovendo passare dai piedi di De Jong, non può articolarsi in verticale con velocità e ferocia, ma dovrà trovare per forza di cose sbocco sulle fasce con i due terzini che dovranno essere chiamati ad eseguire un lavoro specifico e importante, soprattutto nella fase offensiva andando a creare quella superiorità numerica necessaria a mettere in difficoltà le retroguardie avversarie.

SPINTA COSTANTE – Era da tanto tempo che non si vedeva un lavoro così specifico sul compito dei terzini. I due laterali bassi, infatti, vengono spesso invitati da Mihajlovic a farsi trovare sulla stessa linea del centrocampista centrale in modo tale da potergli fornire un’opzione di passaggio aggiuntiva e, soprattutto, per prendere campo agli avversari. Nel corso delle amichevoli fin qui giocate, si è visto spesso un duettare promettente tra le due mezz’ali e i terzini, con i vari Antonelli, Calabria, Abate e De Sciglio che, a turno, si sono buttati nei corridoi venutisi a creare lungo la loro corsia di competenza. Questa scelta è dovuta al fatto che fino ad oggi Mihajlovic non ha potuto lavorare, come avrebbe voluto, sulle verticalizzazioni verso le punte, e in quest’ottica sarà importante l’arrivo di Romagnoli, giocatore in grado di far ripartire l’azione dalla difesa.

GOL CHE MANCANO – Dai suoi terzini, poi, Mihajlovic si aspetterà anche un apporto in fase realizzativa. Nel corso degli ultimi anni, al Milan, i laterali difensivi hanno portato pochissimi gol con l’astinenza dovuta al fatto che quasi mai si sono trovati in condizioni favorevoli per calciare in porta o, anche, per limiti tecnici che li hanno spesso portati ad optare per un passaggio (spesso vanificato) piuttosto che verso la conclusione personale.