Tanti milioni spesi, nessun bomber in rosa: scelte rivedibili, forse là davanti si poteva fare meglio
In principio fu Immobile (tripletta). Poi fu la volta di Dzeko, tanto spietato quanto fortunato. Quindi Icardi (tre gol anche per lui) e Higuain (doppio schiaffo in San Siro visione). Fin qui, i grandi bomber hanno fatto la differenza, prendendo a pallate Donnarumma. Insomma, tra le tante carenze, al Milan spicca l’assenza di un vero goleador.
SOLDI SPESI MALE? - "I top player da 100 milioni vogliono giocare la Champions League per vincerla". Le parole di Montella non fanno una piega, ma un appunto è d’obbligo: con 200 e passa milioni in tasca, là davanti si poteva fare di meglio. Molto meglio. Fassone e Mirabelli hanno speso circa 60 milioni per regalare a Montella due attaccanti onesti ma tutt’altro che irresistibili come Kalinic (disastroso contro la Juventus e non solo) e André Silva (talentuoso ma ancora da... svezzare). Con ogni probabilità, i manager rossoneri avrebbero potuto investire diversamente il budget a disposizione, concentrandosi su un solo elemento ma di spessore.
LIMITI - Perché un grande centravanti, inutile girarci intorno, può davvero spostare gli equilibri. André Silva ha stoffa, ma non è (perlomeno non ancora) quel giocatore incisivo e decisivo che servirebbe a una squadra in costruzione come il Milan. Kalinic, invece, dopo un avvio incoraggiante, sta mostrando tutti i suoi limiti sotto-porta. Insomma, i rossoneri non hanno un vero bomber (Cutrone è un potenziale crack, ma anche per lui vale il discorso fatto per André Silva). Con queste premesse, la Champions è sempre più un miraggio.

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