Un crollo che fa male: la mediana regge e poi scompare, l'attacco è un buco nero
E' impossibile parlare di Milan-Fiorentina senza far riferimento all'abominevole emergenza a centrocampo che ha colpito il Diavolo: privo di Bonaventura e Biglia ormai da due mesi, costretto a rinunciare insieme a Bakayoko e Kessie, fuori entrambi per squalifica. Gattuso si è inventato un centrocampo piuttosto singolare, inserendo José Mauri (che ha dato buoni segnali nelle ultime settimane), adattando Calabria (tra i più in forma in questo periodo) e provando a sbloccare lo spento Calhanoglu. Il risultato, almeno nel primo tempo, è stato soddisfacente, tant'è che i rossoneri sono andati anche vicini al gol nel finale. Poi, purtroppo, la musica è cambiata.
LA MEDIANA SCOMPARSA - I veri problemi sono nati quando il tecnico rossonero è stato costretto a cambiare José Mauri, bloccato dai crampi. In panchina l'unico centrocampista a disposizione, oltre al giovane Brescianini, era Riccardo Montolivo. Rino ha preferito cambiare assetto di gioco, passando al 4-4-2 con una coppia centrale alquanto improvvisata con Calabria-Calhanoglu. Federico Chiesa ha segnato un gran gol, ma ha trovato spazio proprio in quel settore di campo. In aggiunta di questo, con l'uscita dell'argentino, il Milan non ha più trovato il bandolo della matassa in mediana, riuscendo a graffiare la viola solo in maniera estemporanea col colpo di testa di Rodriguez. Forse mantenendo inalterato il tema tattico le cose non sarebbero cambiate (e sarebbe stato possibile col solo Montolivo), ma l'involuzione rossonera è nata proprio a seguito di quella decisione, nella seconda fase della ripresa.
NON SI SEGNA E IL MERCATO E' UN PUNTO INTERROGATIVO - Il Milan, dopo essersi ritrovato al quarto posto nel momento più difficile, con tre centrali difensivi fuori oltre alle fonti di gioco della mediana, ha pagato dazio in maniera progressiva, prima perdendo brillantezza offensiva, poi equilibrio a seguito delle squalifiche del duo Bakayoko-Kessie. L'obiettivo Champions, che fino a poco fa sembrava concretamente raggiungibile, ora appare molto complicato, quasi utopico se pensiamo alle enormi difficoltà che stanno attraversando i rossoneri. Da un lato c'è il periodo plumbeo di Higuain (a cui si unisce la crisi realizzativa generale), dall'altro gli infortuni e la poca incisività degli altri nuovi acquisti come Castillejo e Laxalt. La piazza sperava di ritrovare ossigeno con il ritorno di Ibrahimovic che, per usare un eufemismo, appariva come piuttosto probabile. Zlatan non arriverà e al momento non si sa quale tipo di mercato possa fare il Milan, gravato da una sentenza UEFA che lo costringerà ad un complicatissimo pareggio di bilancio entro il giugno 2021. Le ultime tre gare, alla portata, avrebbero potuto portare 9 punti ai rossoneri che, invece, ne hanno conquistati solo 2, con una classifica che ancora non piange ma che non consentirà più errori. Perdere contatto col treno Champions sarebbe fatale e, almeno attualmente, il Milan non sembra avere la forza per poter tenere un ritmo da rimonta.

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