Danesi: "Abbiamo le carte in regola per vincere il campionato"
A tu per tu con Omar Danesi. A tre giornate dal termine del campionato il tecnico degli Allievi regionali del Milan si racconta analizzando il momento della squadra e le impressioni per questo rush finale che vede i suoi giovani rossoneri protagonisti indiscussi.
Omar Danesi, questa è la sua prima stagione in rossonero. Quali sono state le prime impressioni?
Ho trovato un ambiente all'avanguardia e in continua crescita, ricco di giovani promettenti e di persone molto professionali…insomma, la realtà Milan è ottima sotto ogni punto di vista. Mi ritengo davvero fortunato, ho a disposizione un ottimo gruppo di giovani talentuosi e che hanno voglia di fare cose importanti.
Qual'è stato il suo percorso prima di arrivare al settore giovanile rossonero?
Ho iniziato a giocare nel vivaio dell’Ospitaletto riuscendo poi a conquistare la prima squadra e a debuttare in C2. Dopo quel bellissimo periodo ho girato varie squadre tra cui il Pergocrema, il Fiorenzuola, la Solbiatese, il Novara e di nuovo l’Ospitaletto (quest’ultimo militava in C2 e vincemmo il campionato nella stagione ’93 – ’94). Nel 2000 ho iniziato ad allenare la scuola calcio proprio dell’Ospitaletto mentre nel 2004 mi fu proposto di andare ad allenare nel settore giovanile del Brescia, dove ho trascorso sei anni fantastici occupandomi inizialmente dei Giovanissimi e passando poi agli Allievi.
Ora, a tre giornate al termine del campionato, che bilancio può tracciare di questa prima stagione alla guida degli Allievi Regionali el Milan?
Direi molto positivo! La squadra sta facendo veramente bene sia a livello di risultati sia a livello di gioco, consolidando sempre di più una propria identità. Con la Tritium abbiamo disputato una bellissima partita contro una formazione molto organizzata e con ottime individualità sia tecniche che fisiche avendo loro un anno in più. E’ stata una vittoria che ci ha dato molta fiducia in quanto il risultato e la prestazione sono stati davvero positivi e confortanti.
Un’iniezione di fiducia che potrà essere determinante per il rush finale. La classifica in questo momento dice Atalanta 75 e Milan 73 con il calendario che vi riserverà una partita fondamentale proprio contro la formazione orobica alla penultima giornata. Come arriverete all’appuntamento?
Affronteremo l’Atalanta in un ottimo periodo di forma anche se da qui alla partita ci saranno di mezzo due tornei che potrebbero cambiare le carte in tavola. Anche loro hanno disputato un ottimo girone di ritorno, a dimostrazione del buon lavoro che stanno portando avanti. Detto ciò siamo motivati a far bene non solo in campionato ma anche nei due tornei perché a questi prenderanno parte squadre internazionali come Chelsea, Barcellona, Arsenal oltre alle migliori squadre italiane. Sarà un buon banco di prova per valutare il nostro lavoro contro le migliori formazione di categoria.
Alcuni dei tuoi ragazzi sono stati aggregati alla rosa degli Allievi Nazionali, come giudichi questa cosa?
E’ una cosa senz’altro positiva perché la crescita dei ragazzi è senza dubbio il nostro obbiettivo primario; giocatori come Petagna e Rondanini sono ormai in pianta stabile a disposizione di Beggi, a dimostrazione delle ottime qualità sia tecniche che fisiche di cui sono dotati e indispensabili per affrontare un campionato difficile e molto provante com’è quello degli Allievi Nazionali. Ci tengo però a precisare che oltre a loro ci sono altri giovani della mia rosa che hanno tutte le carte in regola per fare il salto di categoria anche se dal punto di vista fisico devono ancora maturare.
Parlando del tuo modo di allenare, cosa ritieni fondamentale insegnare ai ragazzi e cosa invece esigi sempre?
Mi piace trasmettere soprattutto il rispetto verso gli altri e l'assumersi sempre le proprie responsabilità iniziando dai piccoli errori. Per quanto riguarda ció che esigo, mi preme sempre sottolinear loro di "vivere il momento" e cioè, dal punto di vista calcistico, quello di arrivare al campo e cercare di migliorarsi sempre, curando i dettagli e non solo di presentarsi all'allenamento per "trascorrere" due ore in compagnia.
Che sistema di gioco prediligi utilizzare?
Naturalmente la prima cosa da analizzare sono le caratteristiche dei giocatori e poi ricercare un sistema che permetta a loro di esprimersi al meglio. Per questo posso dire di non essere legato ad un sistema fisso a cui sono particolarmente affezionato, si può partire con un certo tipo di gioco e poi cambiarlo in base a come si evolve la partita: la cosa che prediligo insegnare sono i principi del gioco del calcio che si adattano a tutte le situazioni.
Come bisogna comportarsi quando si è a contatto con dei ragazzi così giovani?
Bisogna sempre considerare il carattere dei singoli, in ogni caso bisogna sicuramente rispettarli e soprattutto aiutarli a crescere, non solo a livello calcistico, ma anche a livello umano.
Qual è l’errore più grosso in cui un allenatore può incappare?
Sicuramente quello di non stare vicino ai ragazzi, che in quest’età hanno bisogno di punti di riferimento.
Come ti definiresti come allenatore?
Questo lo lascio giudicare agli altri, posso solo dire che compio il mio dovere con serietà e passione, l’importante è poter sempre stare a testa alta anche in caso di una sconfitta.
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