Bel Milan, brutto pareggio

Bel Milan, brutto pareggioMilanNews.it
© foto di Federico De Luca
domenica 7 marzo 2010, 00:45Vista dalla Curva
di Davide Bin
All'Olimpico i rossoneri giocano meglio della Roma per lunghi tratti dell'incontro, ma tirano in porta con scarsa precisione e raccolgono solo un punto che in chiave scudetto serve a poco.

Il Milan torna da Roma con un pareggio e tanti rimpianti per una partita giocata bene ma con scarsa incisività in zona gol; peccato perchè con una prestazione del genere la vittoria sarebbe stata anche meritata ed è già la seconda volta negli ultimi tempi che i rossoneri non raccolgono quanto seminato in una partita importante: era accaduto contro il Manchester a San Siro, è successo anche questa volta e quella che potrebbe essere un'attenuante, ovvero il fatto di aver giocato meglio di un forte avversario, diventa un'aggravante di fronte ad una mancata vittoria, perchè se non basta neppure dimostrarsi superiori per vincere gli scontri diretti, vuol dire che questo bel Milan leonardiano deve ancora fare il definitivo salto di qualità. L'allenatore rossonero ha dimostrato che voleva vincere a tutti i costi, schierando il doppio centravanti in una delicata sfida in trasferta e la squadra, dopo un avvio lento e sofferto, ha trovato i giusti equilibri, è cresciuta e ha messo in difficoltà la Roma con pressing alto e vigoria fisica, ma raramente gli attaccanti sono riusciti ad impesierire davvero il portiere avversario e alla fine bisogna ringraziare ancora una volta Abbiati, che in pieno recupero ha salvato il risultato su una sventola dalla distanza di Riise, evitando una sconfitta che sarebbe stata una vera beffa.

Come già detto, Leonardo risolve il problema della sostituzione dell'infortunato Pato, con la scelta più originale e coraggiosa, quella che aveva scartato nella dichiarazioni della vigilia, bluffando un po': Huntelaar al fianco di Borriello, con Ronaldinho confermato largo a sinistra, mentre molti lo vedevano rifinitore centrale in caso di schieramento del doppio centravanti; l'escluso rispetto alle previsioni della vigilia è Beckham, tenuto a riposo in vista della sfida contro il suo passato di mercoledì prossimo, mentre per il resto la formazione è quella ipotizzata alla vigilia, con Bonera a destra e il rientrante Antonini a sinistra e con un centrocampo in cui le geometrie di Pirlo ben si combinano con la grinta e il dinamismo di capitano Ambrosini e Flamini, che di fatto rimpiazza lo squalificato Gattuso. L'Olimpico è tutto esaurito per una sfida importante, che deve decretare chi fra Roma e Milan sia la vera anti-Inter; gremito anche il settore ospiti e i sostenitori rossoneri si faranno sentire nonostante il gran tifo dei romanisti, cercando di sostenere la squadra in questa sfida delicata e, forse, decisiva.



L'avvio non è molto promettente: la Roma sembra più pimpante e sorprende un Milan lento e spaccato in due, perchè il trio d'attacco rimane slegato dal resto della squadra, la manovra ne risente e i giallorossi sono bravi ad infilarsi negli spazi liberi. Si trema sul tiro di De Rossi che finisce fuori di poco dopo una bella incursione e si comincia a temere la serata negativa quando Baptista conclude da lontano e Abbiati è costretto ad una deviazione tutt'altro che agevole. Il Milan soffre in avvio ma verso metà tempo si riorganizza: invece di pretendere che gli attaccanti rientrino, compattando la squadra, sono i compagni, guidati ad arte dal regista Pirlo, a salire e a pressare la Roma che progressivamente va in confusione e dimostra di essere in difficoltà. Il tiro alto di Antonini è il primo segnale della riscossa, mentre quello sballato di Borriello, servito come sempre da Ronaldinho, dimostra che l'attaccante non ha la mira dei giorni migliori. Nel finale di tempo la Roma prova ad invertire la tendenza negativa e a riportarsi in avanti, ma non crea grandi pericoli e si va al riposo con un nulla di fatto tutto sommato giusto e con la sensazione ondivaga che la partita possa decollare da un momento all'altro ma anche che possa rimanere una grande incompiuta, qualora le due squadre continuino ad annullarsi a vicenda senza creare grandi occasioni per sbloccare il risultato.

Nella ripresa il Milan dimostra di aver assimilato le convinzioni del suo allenatore, che aveva detto di puntare alla vittoria perchè il pareggio serve a poco: i rossoneri partono forte e mettono sotto la Roma, ma il tiro ravvicinato di Flamini su assist di Antonini finisce fuori, il cross di Borriello è troppo forte per Huntelaar in leggero ritardo, poi è lo stesso Borriello a scattare verso la porta, ignorare in un primo tempo il libero Huntelaar al centro per entrare in area e concludere addosso a Julio Sergio che devia in angolo; proprio sul corner successivo, il colpo di testa in buona elevazione di Ambrosini finisce alto e, per finire, Huntelaar recupera un pallone sull'uscita bassa di Julio Sergio e prova a scavalcarlo con un pallonetto troppo debole e basso. Chi conosce un po' le strane dinamiche del calcio sa che non concretizzare una superiorità che appare netta non è un buon segnale e, infatti, la Roma esce dal guscio e rischia di beffare i rossoneri, con un colpo di testa ad incrociare sul secondo palo di Vucinic su cross di Riise che finisce fuori di poco, trasformando nuovamente i sogni di vittoria in brividi di paura. Leonardo cambia l'intera fascia destra, inserendo Abate e Beckham al posto degli acciaccati Antonini e Flamini (Bonera va a sinistra) e proprio un cross dell'inglese sembra telecomandato per la testa di Ronaldinho, che dimostra di non essere un ariete delle aree di rigore e mette sul fondo. Un'ulteriore occasionissima sprecata alla quale se ne aggiunge un'altra quando Pirlo sradica un pallone dai piedi di De Rossi e lo crossa al centro per Huntelaar che sembra divorarsi il gol di testa a pochi passi dalla porta, ma in realtà viene infastidito da un intervento a gamba tesa di Burdisso. Come si può notare è un secondo tempo dominato dai rossoneri, ma la partita volge al termine e il risultato è ancora di parità e alla fine bisogna anche tirare un gigantesco sospiro di sollievo quando Abbiati devia sopra la traversa il missile terra-aria di Riise.

Finisce 0-0 e resta la sgradevole sensazione dell'opera incompiuta da parte del Milan, che ha giocato bene, ha sovrastato dal punto di vista fisico gli avversari, mostrando una buona condizione fisica, cosa che fa sperare in vista di Manchester, ma non ha saputo concretizzare la netta superiorità, soprattutto nella ripresa, creando molte potenziali occasioni ma, di fatto, centrando poco i pali della porta giallorossa, al punto che Julio Sergio non è stato poi molto impegnato se non in due o tre occasioni. Ora si dirà che tra Roma e Milan ha vinto...l'Inter e che i rossoneri devono chiudere nel cassetto i sogni di rimonta e di scudetto; in effetti sembra così, ma già altre volte quel cassetto è stato poi riaperto e il rammarico per la mancata vittoria si compensa pensando che un ostacolo molto duro è stato superato uscendo indenni da un campo difficile, dove la Roma aveva vinto le ultime nove gare consecutive e meritando qualcosa in più di uno scialbo pareggio. Certo sarebbe servita più precisione davanti alla porta, ma l'esperimento del doppio centravanti non deve essere accantonato, perchè la mossa ha messo in difficoltà gli avversari, visto che Huntelaar è stato bravo ad allargarsi sulla destra, ad aprire le maglie della difesa della Roma e a costringere sulla difensiva il pericoloso Riise, che ha spinto poco in avanti rispetto al solito; ovviamente quando si lavora molto per la squadra si rischia di essere poco lucidi in zona gol e ciò è avvenuto anche per Borriello, un altro che non risparmia certo energie quando si tratta di dare una mano ai compagni e che, infatti, ha finito la sua partita stremato e in anticipo, sostituito da Inzaghi, che non ha ricevuto nemmeno un pallone giocabile. Insomma una serata "agrodolce", perchè la prestazione è stata molto buona, ma il risultato non serve a molto e lascia un po' di amaro in bocca, visto che si doveva e si poteva tranquillamente vincere. Ora bisogna pensare alla sfida dell'Old Trafford, dove questo bel Milan visto all'Olimpico potrebbe anche realizzare l'impresa, a patto di essere più lucido e concreto davanti alla porta, perchè a Manchester uno 0-0 servirà ancor meno di questo di Roma che già ci lascia molti rimpianti.