Leo: "Tifosi perchè fischiarci?" Ecco la risposta!
Non so se Leonardo, in altre e più importanti faccende affaccendato avrà tempo e voglia di leggere queste parole, ma siccome ha rivolto una ben precisa domanda, provo a rispondergli, cercando, come sempre avvenuto in questa rubrica, di interpretare il pensiero dei tifosi rossoneri, senza la presunzione di riuscirci in pieno perchè, come accade in tutte le grandi comunità, le opinioni sono varie, diverse e spesso discordanti. Innanzitutto bisogna fare due premesse: personalmente non sono mai stato d'accordo con chi fischia e contesta, soprattutto "in corso d'opera", ovvero durante le partite, perchè il "compito" dei tifosi dovrebbe essere quello di sostenere la squadra fino alla fine ed eventualmente solo dopo il triplice fischio manifestare dissenso; in fondo si parla sempre di 12° uomo in campo e allora il compito di un giocatore è aiutare la squadra e fischiando è come se improvvisamente un giocatore cominciasse a giocare con gli avversari... Seconda premessa: come sempre, non tutto il pubblico ha fischiato alla fine del primo tempo, all'entrata in campo per l'inizio della ripresa e in vari momenti della partita; lo zoccolo duro del tifo rossonero, ovvero la Curva Sud, ha continuato ad incitare e sostenere i ragazzi anche nel momento in cui tutto il resto dello stadio fischiava sonoramente e copriva i loro cori, quindi già da ciò si può capire che l'umore dei tifosi del Milan è vario e contrastante. Siccome, però, ho promesso di provare ad interpretare il pensiero di chi ha fischiato (e anche di chi non lo ha fatto ma in questi giorni è comunque deluso) ecco la risposta che Leonardo voleva, visto che è rimasto sorpreso dai fischi e dalla disapprovazione del pubblico.
I tifosi sono rimasti profondamente delusi per l'atteggiamento della squadra nel primo tempo di Milan-Catania: dopo i proclami della vigilia a suon di roboanti dichiarazioni ("Ci crediamo ancora!", "Vinciamo tutte le partite che mancano e poi vediamo...", "Abbiamo la possibilità di giocare sei grandi partite!"), veder giocare il Milan in quel modo ha sconcertato e indignato la gente sugli spalti: sembrava che i rossoneri stessero giocando una noiosa e sgradita amichevole estiva e non una partita fondamentale per ridurre il distacco dalla vetta; sembrava che fosse il Catania la squadra terza in classifica e in lotta per lo scudetto e il Milan quella tranquilla e con poco da chiedere a questo campionato; si pensava che una formazione che ci credeva e sentiva di potercela fare a centrare un filotto di vittorie, potesse e dovesse aggredire il Catania, assediarlo e non mollare la presa fino a che la vittoria non fosse al sicuro; invece nulla di tutto ciò: gente che passeggiava per il campo, ritmo lento, difesa immobile e inguardabile, attaccanti poco e mal serviti, fantasisti in sciopero, niente cuore, niente grinta, niente orgoglio, con il Catania a ringraziare per tanta manna piovuta dal cielo e pronto a colpire appena si è presentata l'opportunità. Inoltre la delusione diventa più cupa e profonda se si pensa che quella di domenica è la terza occasione consecutiva sprecata in casa, dopo quelle contro Napoli e Lazio e ciò ha esasperato i tifosi, scatenando i sonori fischi a fine primo tempo. Le attenuanti non mancano e nessuno l'ha mai negato: infortuni, giocatori acciaccati, altri stanchi per troppi impegni consecutivi, ma questi alibi cadono nel momento in cui si è vista finalmente una squadra motivata e "con la bava alla bocca" nella ripresa, con già quarantacinque minuti nelle gambe (anche se in verità molti non si erano certo stancati!); ciò ha confermato che la squadra poteva iniziare diversamente la gara e allora perchè non l'ha fatto? In fondo nessuno ha chiesto niente e sono stati allenatore e giocatori ad alimentare sogni e speranze con le loro dichiarazioni, salvo poi andare in campo molli, svogliati e svagati come in una qualunque partita di fine stagione e questa è la goccia che ha fatto traboccare il vaso della sopportazione di chi ha già vissuto altri momenti umilianti nel corso di questa stagione (perchè il buon rendimento in campionato non cancella del tutto le sei "pappine" in due derby e le sette "sberle" prese dal Manchester!). Non ho la controprova, ma penso che se il Milan avesse invertito il rendimento nei due tempi, iniziando alla grande, dando tutto, portandosi in vantaggio e poi crollando per lo sfinimento, la stanchezza e la fatica, la reazione ad un eventuale pareggio sarebbe stata ben diversa, perchè i tifosi hanno sempre chiesto il massimo impegno e non le vittorie a tutti i costi e proprio la sensazione che in alcuni momenti questo massimo impegno sia mancato quando sarebbe stato necessario (ed era stato promesso) ha fatto salire il nervosismo e scatenare la contestazione a suon di fischi. Nessuno dimentica che questa squadra occupa attualmente un terzo posto con ampio margine sul quarto che ha del miracoloso rispetto alle prospettive di inizio stagione, ma non si può nemmeno negare che con qualche piccolo (e possibile) sforzo in più ora potremmo essere ancora più in alto e ciò brucia molto e contribuisce ad alimentare la delusione; la gente presente allo stadio ha dato fiducia a questa squadra in tempi non sospetti, quando nessuno aveva grandi speranze, ma poi ha preso progressivamente coraggio vedendo un gruppo che rientrava in lotta per lo scudetto e sentendo dichiarazioni bellicose e che ispiravano fiducia; la delusione è figlia della disillusione nel vedere una squadra che sembra crederci solo a parole e non con i fatti e che in alcuni frangenti fa correre più la lingua che le gambe; delle due l'una: o si ammette che oltre certi limiti non si può andare e, quindi, non si alimentano illusioni alla vigilia o durante la settimana, altrimenti si cerca in tutti i modi di tramutare le parole in fatti e il primo tempo di domenica è indegno di chi aveva detto di crederci. In fondo quando Berlusconi ha rivolto critiche a squadra e allenatore, nell'ambiente rossonero ci si è subito premurati di dire che si trattava di delusione provocata dal troppo amore, quindi anche questii fischi dei tifosi vanno capiti e accettati proprio perchè causati dalla delusione per troppo amore nei confronti di quei colori che vorremmo sempre vedere davanti a tutti e vincenti. Ecco perchè la gente ha fischiato, magari sbagliando ma mostrando l'esasperazione e la delusione per le troppe occasioni fallite nella primavera dei rimpianti: potevamo essere là davanti a tutti, al posto della Roma, ma non certo giocando come nel primo tempo di domenica e questo Leonardo non lo può certo negare, visto che è persona schietta e onesta, oltre che allenatore bravo e competente.
I tifosi rossoneri ci sono rimasti male, caro Leo, perchè senza nulla togliere a quanto di ottimo avete fatto, si aspettavano qualcosa in più nel momento decisivo e la sensazione che la squadra non abbia dato tutto ciò che poteva dare ha aumentato a dismisura la delusione; adesso l'impresa è disperata, ma giocate cinque partite come il secondo tempo di domenica e vedrete che come d'incanto i fischi torneranno ad essere applausi per una stagione comunque superiore alle attese!
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