Non mollare per chiudere dignitosamente la stagione

Non mollare per chiudere dignitosamente la stagioneMilanNews.it
© foto di Filippo Gabutti
venerdì 23 aprile 2010, 20:30Vista dalla Curva
di Davide Bin
Il Milan deve affrontare una trasferta durissima a Palermo e altre sfide difficili in questo finale di campionato, ha problemi di ogni tipo ma deve continuare a lottare con cuore e orgoglio, per chiudere positivamente questa stagione "agrodolce".

Domenica scorsa il Milan ha detto definitivamente addio allo scudetto e ora le ultime quattro giornate, che potevano essere intensissime e ricche di tensione, rischiano di diventare pressochè senza interesse, con la conseguenza di mettere a rischio anche il terzo posto che sembrava in cassaforte: con la sconfitta di Genova il vantaggio sulla Sampdoria si è ridotto a sette punti, sempre tanti ma che non bastano per la sicurezza matematica e all'orizzonte c'è l'altrettanto insidiosa trasferta di Palermo, visto che i rosanero sono in corsa, proprio insieme ai blucerchiati, per il quarto posto e avranno mille stimoli per fare bene contro il Milan. In casa rossonera, invece, c'è il concreto rischio di smobilitare in anticipo, perchè non è facile assorbire la delusione per l'uscita dalla lotta scudetto; ritrovarsi improvvisamente senza l'obiettivo principale potrebbe deconcentrare il gruppo e le tante voci sul futuro e sul probabile addio di Leonardo a fine stagione non aiutano certo i giocatori a mantenere la giusta concentrazione e l'unità d'intenti con un tecnico che tra poco potrebbe non esserci più. Sembra di rivivere la situazione di un anno fa, quando si discuteva sul probabile addio di Ancelotti, sempre smentito ma poi puntualmente avvenuto e, infatti, anche allora, una volta detto addio al sogno di raggiungere e superare l'Inter, il Milan frenò nel finale di campionato, conquistando l'agognato terzo posto, con conseguente qualificazione alla Champions League, solo all'ultima giornata nello scontro diretto di Firenze. Si spera di non dover aspettare anche questa volta l'ultima giornata per raggiungere l'obiettivo minimo stagionale, ma a complicare le cose c'è un calendario tutto in salita, visto che i rossoneri dovranno affrontare da qui alla fine squadre che lottano per un posto in Europa.



In Sicilia si presenta un Milan sempre più rimaneggiato: nessuno degli acciaccati (Favalli, Flamini, Kaladze) ha recuperato, i lungodegenti (Nesta e Pato su tutti) rimangono tali, a loro si è aggiunto anche Abate e ci sono anche tre squalificati (Ambrosini, Bonera e Borriello); emblematico il fatto che Leonardo ha a disposizione un solo centrale di ruolo, Thiago Silva, oltretutto diffidato da molte giornate e bravissimo fino ad ora ad evitare l'ammonizione che farebbe scattare l'automatica squalifica; il tecnico deve scegliere se lanciare il giovane Albertazzi in una sfida difficile e complicata o confermare Oddo in un ruolo non suo come nel secondo tempo di Genova e quest'ultima sembra al momento la soluzione preferita, perchè Leo vuole evitare di bruciare un giovane promettente in una situazione delicata (scelta saggia ma così facendo i giovani non troveranno mai posto come, invece, accade all'estero, dove non si esita a lanciarli in situazioni di emergenza); non va meglio a centrocampo, dove i disponibili sono solamente tre (Pirlo, Seedorf e Gattuso) ed è stato necessario convocare qualche Primavera, mentre in attacco lo squalificato Borriello ha un naturale sostituto, Huntelaar, che dovrebbe essere affiancato da Ronaldinho, ancora aggrappato al sogno di disputare i mondiali e dall'altro brasiliano Mancini. Una formazione d'emrgenza contro una squadra forte, motivata e alla ricerca dei punti necessari per tenere il passo della Sampdoria, impegnata nella difficile trasferta di Roma; il destino di questo Milan rimaneggiato e crepuscolare sembra segnato (e le quote delle agenzie di scommesse lo confermano...), ma speriamo sempre in una reazione orgogliosa dei ragazzi che scenderanno in campo, per tentare di chiudere in modo dignitoso una stagione iniziata male, quasi esaltante nella fase centrale e che si sta chiudendo negativamente: il Milan ha vinto una sola volta nelle ultime sei partite e proprio per questo è uscito prematuramente dalla lotta scudetto; ora galleggia in una sorta di limbo a sette punti dalla vetta e ad uguale distanza dal quarto posto e si rischia lo strabismo non sapendo se guardare davanti o dietro.

Abbiamo detto ripetutamente che Leonardo ha fatto miracoli con la rosa a sua disposizione e non si può dimenticare che la situazione è precipitata quando si sono infortunati Pato e Nesta; con loro in campo forse ora saremmo ancora in lotta per qualcosa di importante, ma con i se e con i ma non si fa la storia del calcio e men che meno si vincono i campionati; in fondo è altrettanto vero che se in rosa ci fossero stati sostituti all'altezza degli infortunati, magari ora il Milan avrebbe qualche punto in più, mentre le tante assenze hanno penalizzato la squadra proprio nel momento decisivo. Per onestà e correttezza bisogna dire che il Milan di Leonardo sembra aver disputato un campionato più positivo di quello della scorsa stagione, ma è solo un'impressione dovuta al fatto che là davanti l'Inter è andata molto più piano: i rossoneri, infatti, hanno ben sei punti in meno rispetto ad un anno fa dopo lo stesso numero di partite, ma nemmeno questo si può imputare al tecnico, visto che in estate, non solo la rosa non è stata rinforzata ma è stata addirittura indebolita. Ora i tifosi temono che la situazione si ripeta anche nel prossimo mercato e i segnali che giungono non sono confortanti, al punto che proprio questo sembra il motivo del probabile addio di Leonardo, che rimarrebbe volentieri se capisse che la società ha intenzione di fare qualche sforzo sul mercato per migliorare la qualità della rosa in ogni reparto. Questi, però, sono discorsi che riguardano il futuro e, invece, bisogna cercare di restare ancorati alla realtà, che non può più essere esaltante come speravamo fino a quelche giorno fa ma che non si può snobbare, se si vuole finire in modo dignitoso la stagione ed evitare il fallimento anche dell'ultimo obiettivo rimasto, che sembra così vicino e scontato ma che per vari motivi non lo è ancora.