Pasqua rossonera

Pasqua rossoneraMilanNews.it
© foto di Federico De Luca
sabato 3 aprile 2010, 20:51Vista dalla Curva
di Davide Bin
Il Milan risorge dopo un mese di marzo negativo, segna tre gol in trentotto minuti e ritrova la vittoria, anche se soffre troppo nella ripresa e rischia ancora una volta di sprecare l'occasione di rimanere agganciato al treno scudetto.

Dopo un mese di marzo nerissimo e quasi tragico, in cui il Milan aveva vinto una sola partita e segnato la miseria di tre reti in sei incontri, i rossoneri risorgono a Cagliari, realizzano tre gol in soli 38 minuti e tornano alla vittoria, restando agganciati al trenino scudetto anche se ancora come ultima carrozza. Era importante conquistare i tre punti per prolungare la speranza e non aggiungere rimpianto a rimpianto, dopo la settimana delle occasioni sprecate che ha lasciato delusione e rammarico nell'ambiente rossonero e il Milan ci è riuscito con il doppio merito di averlo fatto nonostante 11 assenti che avrebbero formato una squadra niente male e completa in ogni reparto; Leonardo ha schierato ciò che gli rimaneva e ha avuto buone risposte dalla squadra soprattutto nel primo tempo. Milan a due facce, positivo nella prima parte di incontro, troppo rinunciatario e remissivo nella ripresa, quando ha rischiato di vanificare un'altra preziosa vittoria; anche la partita ha avuto due volti: scoppiettante nel primo tempo, con cinque gol e tante altre emozioni, meno emozionante nella ripresa, in cui i cuori rossoneri hanno tremato varie volte e i tifosi rossoblu hanno sperato nel pareggio. Attacco nuovamente a segno e finalmente sbloccato, ma difesa ballerina per un Milan che aveva iniziato molto bene e ha finito tremando, un po' per la stanchezza (e per il primo caldo), un po' per la paura di buttare via altri due punti, ma questa volta la vittoria è arrivata e servirà a riportare il sorriso in casa rossonera.

Leonardo sceglie Abate al posto di Zambrotta come laterale destro di difesa e schiera Seedorf a centrocampo, lasciando in panchina Gattuso; formazione molto offensiva, quindi, con un solo incontrista (Ambrosini) e molti giocatori di fantasia (Pirlo, Seedorf e Ronaldinho) al servizio delle due punte Borriello e Huntelaar. Nonostante ciò i rossoneri sono lenti e macchinosi nei primi minuti e faticano a trovare i giusti meccanismi e a mettersi in moto. Lo spavento provocato dal primo buco difensivo in cui si infila Ragatzu, serve a svegliarli e già al settimo minuto arriva il gol del vantaggio, frutto di una bella triangolazione Borriello-Seedorf con tiro vincente del centravanti. La partita sembra già in discesa e il Milan sfiora il raddoppio con Antonini, ma con i rossoneri in questi ultimi tempi non si può mai stare tranquilli e, infatti, dopo un paio di incursioni pericolose dei sardi, interrotte dal solito Thiago Silva in versione "The wall", arriva il pareggio, favorito da una colossale dormita della difesa rossonera, che lascia solo e indisturbato Ragatzu che ringrazia e segna il suo secondo gol in serie A, curiosamente sempre alla vigilia di Pasqua. Il segreto del Milan di Leonardo è quello di non farsi abbattere mai da qualunque avversità: solo così la squadra è riuscita a riprendersi da due derby persi in malo modo o dalla rovinosa sconfitta di Manchester e così capita che nell'azione successiva al gol subito il Milan riesca a riportarsi in vantaggio, con un gran tiro dalla distanza di Huntelaar che si conferma attaccante di razza, vista la qualità della rete e considerato il fatto che abbia segnato già sette gol giocando pochissimo. Il Milan questa volta sembra proteggere meglio il vantaggio e, anzi, sfiora il terzo gol con un bel duetto Borriello-Ronaldinho che il centravanti spreca calciando alto da pochi passi. Le squadre si sfidano a viso aperto, cercano di offendere più che difendere e la partita è spettacolare anche se zeppa di errori: il più colossale è quello di Pirlo, che perde palla a centrocampo e favorisce la ripartenza degli avversari, che realizzano il gol del pareggio con Matri. Il classico gol dell'ex, che indispettisce sempre, soprattutto perchè ora i rossoneri devono cercare di ritrovare la vittoria, visto anche che Roma e Inter stanno vincendo e il pareggio significherebbe staccarsi quasi definitivamente dal trenino scudetto. Per fortuna arriva anche l'autogol dell'ex (nel settore giovanile), nonchè (forse) nuovo acquisto dei rossoneri, ovvero Astori, che combina un pasticcio insieme a Marchetti su un cross tutto sommato innocuo di Abate e segna un clamoroso autogol che riporta in vantaggio i rossoneri. Cinque gol in trentotto minuti, ma l'ottovolante delle emozioni non vuole saperne di fermarsi: il Milan sfiora il quarto gol con Borriello prima e ancora Antonini poi (a quando un suo gol dopo tanti tentativi?), ma rischia di subire per la terza volta il pareggio ad ogni affondo dei sardi, a conferma che la spettacolarità della partita è causata dalle difese troppo allegre.



L'intervallo serve a riportare un po' di ordine nelle squadre un po' troppo disordinate e, infatti, il secondo tempo è più tranquillo e meno ricco di emozioni: il Cagliari è più propositivo rispetto al Milan, cosa anche ovvia, visto il risultato, ma l'eccessivo arretramento dei rossoneri fa preoccupare, visto che la difesa è tutt'altro che impermeabile. In pratica il Milan non riesce più ad impensierire Marchetti, mentre nell'altra area ogni pallone vagante provoca brividi e non è un buon segnale. I rossoneri soffrono e dopo un miracolo di Antonini, che salva su un tiro a botta sicura di Cossu, Leonardo decide che è venuto il momento di coprirsi e toglie Huntelaar per inserire Zambrotta, con Abate che si sposta più avanti. L'unico vero tiro in porta del Milan è una punizione di Ronaldinho nemmeno troppo pericolosa, mentre nel finale diventa protagonista Dida, a cominciare da una bella parata su tiro di Matri. Pirlo chiede il cambio per problemi allo stomaco e Leonardo si copre ancor di più inserendo Gattuso per dare solidità ad un centrocampo che traballa. I rossoneri faticano ad uscire dalla metà campo e il Cagliari spinge alla ricerca del pareggio: sono tanti i palloni in area che creano potenziali pericoli e quando Dida si supera sul colpo di testa di Larrivey, con una parata spettacolare ed efficace che vale quanto un gol segnato, si raggiunge l'apice dei brividi, nonostante il caldo pomeriggio di Cagliari. Nel finale si arrende anche Abate per un crampo al polpaccio e Leonardo inserisce Oddo. Il Milan soffre e trema, Ronaldinho prova ad interrompere i patemi d'animo con una punizione che lascia impietrito Marchetti ma si spegne sul fondo e, quindi, bisogna aspettare il triplice fischio di Brighi per esultare definitivamente. Un Cagliari scatenato ha provato a bloccare i rossoneri che, fortunatamente, hanno resistito in un secondo tempo molto sofferto e portano a casa tre punti molto preziosi.

Non cambia nulla in classifica e questa non è una buona notiza, visto che c'è una partita in meno per cercare l'assalto alla vetta: Milan, Roma e Inter hanno vinto, quindi nell'uovo di Pasqua rossonero c'è "solo" la vittoria e i conseguenti tre punti, oltre a tre gol al'attivo, ovvero la stessa produzione offensiva dell'intero mese di marzo; niente recuperi in classifica e situazione invariata, ma va già bene così, viste le sofferenze della ripresa. I rossoneri non sono al meglio dal punto di vista atletico e non potrebbe essere altrimenti, visto che la rosa è ridotta all'osso per le tante assenze; bisogna stringere i denti e sperare che la Pasqua favorisca qualche resurrezione anche in casa rossonera, per poter affrontare la volata finale con qualche giocatore in più a disposizione. Comunque era importante vincere, non importa come e la vittoria è arrivata, dopo una partita giocata bene nel primo tempo e con un netto calo nella ripresa; il Cagliari ha poco da chiedere ancora a questo campionato ma voleva riscattarsi dopo un periodo costellato da risultati negativi e cercava la vittoria di prestigio, quindi si tratta di un successo importante per i rossoneri che tornano alla vittoria in trasferta che non arrivava dal 24 febbraio. Il Diavolo rimane in corsa, soffrendo le pene dell'inferno ma resistendo a tutte le avversità e vuole giocarsi le sue residue possibilità fino in fondo, per non avere ulteriori rimpianti al termine di un campionato in cui le occasioni sprecate sono state già tante.