Sabato di passione

Sabato di passioneMilanNews.it
© foto di Filippo Gabutti
venerdì 2 aprile 2010, 19:18Vista dalla Curva
di Davide Bin
La corsa verso lo scudetto prosegue nel turno pre-pasquale di campionato: Milan a Cagliari, Inter in casa contro il Bologna, Roma a Bari; i rossoneri devono vincere e attendere buone notizie...

Come da tradizione, nella settimana di Pasqua il campionato anticipa la sua giornata al sabato e le tre squadre in lotta per lo scudetto giocheranno una volta tanto in contemporanea, senza che qualcuno possa sapere già i risultati delle rivali; in questo senso è una giornata da "vecchi tempi", con gli occhi verso il campo dove gioca la propria squadra e le orecchie attente alle notizie che arrivano "via etere" e in questo modo le emozioni si moltiplicano e rendono ancora più intensi i novanta minuti della partita che si sta seguendo; un evento sempre più raro nel calcio moderno e nell'era del "campionato spezzatino", ma quando accade i tifosi mostrano di gradire il ritorno al passato. Il Milan è di scena a Cagliari e ha l'imperativo di vincere per provare a crederci ancora; tre punti dalla vetta non sono un distacco incolmabile, anche se ora le squadre da inseguire sono due e non più solo una e gli ultimi risultati negativi hanno smorzato gli entusiasmi e lasciato molti rimpianti, ammesso che tali entusiasmi siano mai davvero esistiti, visto lo squallore degli spalti di San Siro semi-vuoti anche in partite che potevano essere decisive. Gran parte del popolo rossonero ha deciso che non era il caso di dare fiducia e sostegno alla squadra di Leonardo e, a quanto pare, i risultati hanno dato ragione agli assenti, ma sarebbe stato comunque bello e degno di una tifoseria che si è sempre fatta notare per l'attaccamento alla squadra anche nei momenti più difficili della sua storia (serie B o crisi societaria precedente all'avvento di Berlusconi) riempire lo stadio e dare la giusta carica ad una squadra ultimamente in debito di energie e falcidiata dalle assenze. La mancanza di entusiasmo e di fiducia si nota anche dal fatto che molti sostengono che sia giusto guardarsi alle spalle, invece che davanti: in pratica nove punti di vantaggio sulla quarta sono considerati pochi, mentre tre dalla vetta sono tantissimi e incolmabili e ciò mi sembra francamente bizzarro. E' vero che ora il calendario del Milan, che nella scorsa settimana aveva offerto qualche assist sempre sprecato, comincia ad essere un po' più in salita, in attesa di un finale abbastanza difficile e ciò non conforta certo chi ancora si ostina a credere nello scudetto, ma crederci ancora non costa nulla, anche se per tentare il tutto per tutto bisogna vincere tutte le partite a prescindere dall'avversario e sperare che chi sta davanti faccia ancora qualche frenata.

Mancano sette giornate alla fine e proprio sette vittorie consecutive nel finale di campionato spinsero il Milan alla rimonta nella stagione '98-'99, con Zaccheroni in panchina e l'attuale mister Leonardo in campo; un precedente che può dar coraggio perchè anche allora nessuno ad inizio stagione avrebbe scommesso su quella squadra dall'organico non eccelso e, invece, il miracolo riuscì, proprio quando scoccò la scintilla nelle ultime sette partite, mentre fino a quel punto il campionato rossonero era stato costellato di alti e bassi (un po' come quello attuale). La situazione ora è diversa e più complicata e il rendimento della squadra nelle ultime partite non lascia sperare in un filotto di vittorie come quello realizzato allora, ma è giusto dare ancora un po' di fiducia a questa squadra perchè, come ha detto Leonardo domenica sera, questo è un campionato strano, diverso dagli ultimi e si può rimanere in corsa anche dopo risultati negativi come quelli dell'ultima settimana, visto che questa volta non c'è la squadra dal rendimento stratosferico che domina e vince sempre. Ovviamente il Milan ha esaurito i bonus e non può più lasciare per strada punti e occasioni propizie, a cominciare dalla trasferta in Sardegna; il Cagliari è squadra temibile, ma ultimamente ha frenato e regalato punti un po' a tutti, perchè è nella classica posizione di chi non ha più nulla da chiedere al campionato: già salva ma senza ambizioni di ottenere qualcosa in più (posto in Europa), la squadra di Allegri può giocare in modo sereno e spensierato, condizione che ti permette di disputare grandi partite ma anche di avere clamorosi cali di tensione e di rendimento; ovviamente speriamo in questi ultimi, anche perchè il Milan sarà ancora rimaneggiato, nonostante i rientri di Pirlo e Ronaldinho; Leonardo recupera regista e uomo-assist, le cui assenze, come ampiamente previsto, si sono fatte sentire domenica scorsa contro la Lazio e potrà contare su Huntelaar, anche lui infortunato alla vigilia di Milan-Lazio quando sarebbe potuto tornare utile in attacco, ma perde Flamini (squalificato) che stava dando concretezza e dinamismo al centrocampo, Inzaghi e Jankulovski e non recupera Abbiati. Nessuna novità, ovviamente, per i "lungodegenti" tipo Nesta o Pato, quindi ancora una volta sarà un Milan in emergenza e ciò non è stato forse sottolineato a sufficienza per giustificare gli ultimi risultati negativi; Leonardo non ha a disposizione pedine fondamentali per il suo gioco e la stanchezza degli altri giocatori comincia a farsi sentire e questo è il motivo per cui la rimonta potrebbe essere un'impresa impossibile, ma siamo sicuri che la squadra ci proverà fino alla fine, perchè l'impegno non è mai mancato e i ragazzi meriterebbero solo applausi, perchè fino ad ora il miracolo di raggiungere la vetta non c'è stato ma, credetemi, è già un miracolo essere a soli tre punti dall'Inter a sette giornate dal termine, viste le premesse di inizio stagione; lo dimostra il fatto che a Cagliari il Milan non andrà per un'allegra scampagnata di Pasqua o per una spensierata partita di fine stagione, ma per cercare una vittoria che permetta di continuare a sognare; comunque vada sarà un sabato di passione, per tornare finalmente alla vittoria dopo tre partite con soli due punti all'attivo e in attesa di buone notizie da San Siro e Bari, perchè anche se molti già non ci credono più, il Milan è comunque lì a giocarsi qualcosa di importante e vuole lottare fino alla fine per non avere più rimpianti di quanti non abbia già ora, dopo aver sprecato molte ghiotte occasioni in pochi giorni.