Tempi duri
Austerità, rigore, controllo dei costi; sono questi i termini con i quali i tifosi rossoneri devono cominciare a familiarizzare, anche se in verità ci sono già abituati e avrebbero sicuramente preferito continuare ad usare parole come campioni, trionfi e investimenti per rafforzare la squadra. In pratica lo scenario che è stato dipinto in questi giorni e un'autentica mazzata per le ambizioni del popolo rossonero: i tifosi devono scordarsi i colpi di mercato di una volta, perchè il Milan non vuole più fare il passo più lungo della gamba e l'intento è quello di cercare di perdere il meno possibile nei bilanci e, inevitabilmente, anche in campo, laddove una volta la "mission" era, invece, di vincere il più possibile e costruire una squadra che potesse primeggiare in Italia, in Europa e nel Mondo. Ovviamente tutto ciò costringe il Milan ad un ruolo secondario nel panorama calcistico italiano ed europeo, almeno fino a quando ci sarà chi fa spese folli e investimenti cospicui per rafforzare ogni anno la squadra; brucia molto ammetterlo, ma il Milan ha ormai perso la supremazia cittadina detenuta per anni, anzi decenni ed è difficile vedere all'orizzonte il momento in cui la tendenza potrà sovvertirsi. Nel momento in cui l'Inter si gioca scudetto, Coppa Italia e Champions League con buone speranze di fare una clamorosa tripletta mai riuscita in Italia, il Milan tenta faticosamente di raccogliere le briciole di un terzo posto che vale la qualificazione diretta alla Champions League (per l'ultima volta, visto l'imminente retrocessione dal terzo al quarto posto dell'Italia nel ranking UEFA) e si rassegna ad un'altra stagione da "sero tituli". Il malcontento dei tifosi nasce proprio da questo e il fatto che bisogna prepararsi ad un'altra estate di sofferenze dovute ai mancati investimenti sul mercato non fa che aumentare la delusione e la depressione; la rosa è vecchia e logora (e anche da questo nascono i tanti infortuni, non solo dalla sfortuna), la squadra non è competitiva ad altissimi livelli (le sfide contro Inter e Manchester United lo hanno dimostrato in modo impietoso), ma tutto ciò che si può sperare e che viene promesso è che il Milan non venderà le sue (ormai poche) stelle e si affiderà ai giovani; parole già sentite un anno fa, ma poi, in fin dei conti, di giovani ne abbiamo visti davvero pochi, visto che nemmeno con un solo centrale a disposizione Leonardo si è convinto a gettare nella mischia Albertazzi e questo non mi sembra certo il modo migliore per puntare sui giovani.
Ciò che preoccupa è proprio la mancanza di programmazione, l'assenza di un progetto, perchè dire che si punterà sui giovani nel momento in cui l'unico giocatore già preso per la prossima stagione è l'ultratrentenne Yepes (ovviamente a costo zero), sembra l'ennesima presa in giro e si ha davvero l'impressione che la società rossonera navighi a vista, cercando disperatamente qualche scarto di altre società (vedi Mancini), puntando a spendere il meno possibile e facendolo anche male, perchè l'Inter viene accusata di spendere cifre folli (ed è sicuramente vero) ma ad agosto ha preso Sneijder con la stessa cifra spesa dal Milan per Huntelaar e a gennaio ha preso Pandev a costo zero e stiamo parlando di due giocatori decisivi nella stagione nerazzurra. E' stato già detto ma è giusto ribadirlo: i tifosi rossoneri non pretendono investimenti enormi ma vorrebbero capire in che direzione sta andando il loro amato Milan, perchè sinceramente è davvero difficile capirlo; la prossima stagione inizierà con la conferma della quasi totalità della rosa, esclusi i giocatori a scadenza di contratto, con l'innesto di qualche giovane, con qualche acquisto di seconda scelta e, molto probabilmente, con il lancio di un altro allenatore "interno" (Filippo Galli al posto di Leonardo) che conosca già la situazione e, proprio per questo, non possa fare richieste in sede di mercato che non potrebbero essere esaudite. Lo scenario è tristemente simile a quello di un anno fa e, quindi, anche le prospettive per la stagione e ciò non può bastare a tifosi che negli ultimi vent'anni sono stati abituati bene da chi in questo momento sembra non avere più ambizioni sportive ma cerca successi in altri campi. Sono tempi duri per i tifosi rossoneri che meno di tre anni fa erano sul tetto del mondo e ora sono costretti e vedere altri lottare per i massimi traguardi; non si può sempre vincere, è vero, ma almeno bisognerebbe provarci e non rassegnarsi a perdere il meno possibile, nei bilanci e in campo!
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