Uno sgradito deja-vu

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giovedì 10 gennaio 2013, 01:57Vista dalla Curva
di Davide Bin
Come nella scorsa stagione, un gol di Vucinic all'inizio dei tempi supplementari condanna un orgoglioso e positivo Milan all'eliminazione dalla Coppa Italia allo Juventus Stadium.

E' finita come un anno fa e ci saremmo volentieri risparmiati questo doloroso replay: ancora una volta è stato un gol di Vucinic nella stessa porta e più o meno allo stesso minuto dei tempi supplementari a condannare il Milan all'eliminazione dalla Coppa Italia; la scorsa stagione si trattava della semifinale di ritorno, questa volta del quarto di finale in partita unica, ma cambia poco e la sostanza è sempre la stessa, anzi la delusione è maggiore perchè in questa stagione la TIM Cup poteva essere l'unico trofeo abbordabile, visto che in Champions la strada sembra sbarrata dall'inarrestabile Barcellona (e anche in questo caso si tratterebbe di un deja-vu) e in campionato il distacco dalla vetta è assolutamente incolmabile. Un'altra costante è aver visto in campo allo Juventus Stadium un Milan orgoglioso e con grande personalità, che ha giocato alla pari con i più quotati rivali, li ha fatti tremare con il gol iniziale di El Shaarawy, ha lottato fino alla fine con intensità e impegno e non ha mollato, sfiorando in extremis il gol che avrebbe portato la sfida alla lotteria dei rigori. Un buon Milan che ha messo in mostra i suoi giovani, ma anche la grinta del suo capitano Ambrosini, che ha dato l'esempio lottando come un leone ed uscendo stremato dal campo vittima dei crampi; una squadra che ha mostrato i recenti progressi, ma che non ha ancora eliminato alcuni difetti ed esce a testa alta da un confronto che sembrava improponibile e, invece, è stato equilibrato e combattuto fino al minuto 120, a dimostrazione che il Milan può ragionevolmente ritenere di essere sulla buona strada per tornare una squadra competitiva ai massimi livelli, visto che è stato capace di giocare alla pari con i migliori in Italia. Dispiace per l'eliminazione, ma la bella prestazione resta e deve dare comunque fiducia al gruppo per il prosieguo della stagione, che ora ha un obiettivo in meno e qualche settimana in più libera da impegni extra e ciò servirà per lavorare e allenarsi in vista di sfide importanti per migliorare la classifica in campionato; è questa l'unica piccola consolazione, anche se tutti avremmo preferito giocare qualche partita in più già in questo mese di gennaio e poter ancora sognare la finale di Roma che, invece, resta un tabù (il Milan non l'ha mai raggiunta da quando si gioca in partita unica all'Olimpico).

Allegri recupera Mexes e perde Constant; difesa ancora in emergenza con due soli centrali a disposizione (il francese e Acerbi); De Sciglio, autentico jolly del reparto, trasloca a sinistra dopo aver fatto il centrale nella partita contro il Siena, mentre a destra c'è ancora Abate; a centrocampo capitan Ambrosini è affiancato da Boateng e Montolivo, mentre in avanti il tridente è composto da El Shaarawy, Pazzini e Emanuelson. Poco turn-over per esigenza ma anche per scelta, perchè è vero che si tratta di Coppa Italia ma si gioca Juventus-Milan, una grande classica del calcio italiano che non si può snobbare. Lo Juventus Stadium fa registrare l'ennesimo "tutto esaurito" della sua giovane storia e all'ingresso della squadra in campo la coreografia è spettacolare ed eseguita da tutti gli spettatori; partecipa anche lo spicchio del settore ospiti, perchè la Curva Sud espone una gigantesca maglia con il n°12 e il nome "Curva Sud", uno striscione di incitamento (FORZA RAGAZZI) e completa il tutto con le plastiche colorate, realizzando una minicoreografia semplice e che non può certo competere con quella dei tifosi di casa, ma che dimostra la voglia di rimanere vicini ai ragazzi in ogni occasione con il massimo impegno.

E' un buon Milan quello dell'avvio di partita e viene spontaneo pensare che i rossoneri dovrebbero sempre giocare contro la Juventus per avere il giusto approccio alla gara, visto che di solito regalano il primo tempo agli avversari e, invece, contro i bianconeri sono stati concentrati fin dal primo minuto nella sfida di campionato vinta a San Siro e si stanno ripetendo in quest'occasione. La prima conclusione è un insidioso sinistro di Ambrosini che Storari deve togliere da sotto la traversa e deviare in angolo; poco dopo è già gol, grazie ad una bella azione iniziata da Boateng con una percussione sulla fascia, impreziosita dal velo con tocco impercettibile di Pazzini sul traversone basso del ghanese e conclusa da El Shaarawy, che batte Storari con un micidiale destro incrociato. Il modo migliore per iniziare una sfida così difficile e sentita e sembra proprio il preludio ad una grande serata, ma la Juve reagisce subito e il Milan è costretto sulla difensiva. Il colpo di testa di Matri su cross di Giovinco è un campanello d'allarme che smorza subito i facili entusiasmi e la punizione dal limite dello stesso Giovinco che supera la barriera e lascia di stucco Amelia riporta tutti con i piedi per terra, facendo capire che sarà durissima battere questa solida Juventus. Prodezza del minuscolo giocatore bianconero, ma il tiro non era angolatissimo e Amelia è rimasto colpevolmente sorpreso e immobile. Il Milan accusa il colpo e la partita cambia copione: dopo il bell'inizio dei rossoneri, ora è la Juve ad avere in mano il pallino del gioco e il più scatenato è sempre Giovinco: ci riprova con una punizione fotocopia, ma questa volta Amelia è reattivo e vola a deviare in angolo, poi la "formica atomica" sfrutta un'indecisione di Acerbi, vola via in contopiede ma grazia i rossoneri con un tiro scentrato che finisce sul fondo. Il Milan fatica a farsi vedere dalle parti di Storari, ma gioca comunque una partita coraggiosa, di sostanza, senza indietreggiare troppo sugli assalti bianconeri e provando a pressare e mantenere il baricentro alto. Partita intensa e combattuta, anche se i primi scoppiettanti minuti avevano fatto presagire una sfida molto più spettacolare.

Non cambia granchè nella ripresa: è sempre Giovinco contro tutti e per fortuna il folletto bianconero spara su Amelia dopo una carambola fortunata su Vidal che lo aveva smarcato solo davanti al portiere; è la Juve a fare la partita, ma il Milan resiste e prova qualche ripartenza, affidandosi sempre alla velocità e all'intraprendenza di El Shaarawy, che dà una mano anche in difesa e conferma di essere davvero l'uomo in più di questa squadra. Sorprendentemente Conte toglie il suo giocatore più pericoloso, Giovinco e manda in campo Vucinic; i più scaramantici fra i tifosi rossoneri tremano al ricordo di chi ha deciso la sfida dello scorso anno (proprio il montenegrino) e, purtroppo, i loro tristi presentimenti verranno confermati. Allegri risponde con mosse analoghe e cambia anche lui l'attacco: fuori Pazzini ed Emanuelson, dentro Bojan e Niang, che con il Faraone vanno a formare un attacco giovanissimo. Conte risponde con il grande ex Pirlo, ma intanto la partita cala di ritmo e intensità, complice un po' di stanchezza e man mano che passano i minuti cresce anche la tensione e la paura che un errore possa compromettere tutto, perchè un eventuale gol potrebbe diventare irrecuperabile con poco tempo a disposizione. Le due squadre si temono e si rispettano e il Milan tiene il campo con grande personalità nonostante i molti giovani in campo; non ci sono più occasioni colossali e i tempi supplementari diventano, così, inevitabili. Da segnalare che nel finale Ambrosini deve lasciare il campo sfinito e vittima di crampi e ciò dimostra che si è comportato da vero capitano, ha dato l'esempio lottando su tutti i palloni e ha dimostrato cosa si intende con l'espressione "dare tutto in campo" e "giocare con il massimo impegno". Al suo posto entra l'oggetto misterioso Traorè, che non si vedeva in campo da tantissimo tempo.

Purtroppo i tempi supplementari iniziano nel peggiore dei modi: palla in profondità di Giaccherini sulla quale diventa decisivo il liscio di Mexes che dà via libera a Vucinic che batte Amelia; è un colpo durissimo per il Milan che, però, non si arrende e tenta la rimonta: Niang ha la palla buona in area ma il suo tiro in diagonale è una "mozzarella" semplice da bloccare per Storari. L'occasione più ghiotta capita a Traorè nel convulso assalto finale, ma la sua forte conclusione è troppo centrale e Storari può respingerla; anche nella partita della scorsa stagione il Milan aveva avuto un'occasione nel finale e l'aveva sprecata e purtroppo anche questa volta l'epilogo è simile e il triplice fischio di Mazzoleni, che arriva di lì a poco, sancisce l'amaro verdetto per i rossoneri, ancora una volta costretti a vedersi sbarrata la strada in Coppa Italia dalla Juventus.

La bella prestazione è sicuramente una consolazione, ma la delusione rimane e con essa la beffa di aver dovuto giocare inutilmente i tempi supplementari; la fatica e le tossine di trenta minuti in più di gioco potrebbero farsi sentire nel fine settimana, a maggior ragione considerando che è arrivata l'eliminazione e non c'è l'effetto euforia che non fa sentire la fatica nelle gambe. Il Milan ha mostrato le sue qualità, ma ha messo in evidenza anche i suoi difetti, soprattutto in difesa con le tante sbavature di Acerbi e Mexes che hanno fatto rimpiangere giocatori di un'altra categoria come Thiago Silva e Nesta; il francese ha rischiato anche l'espulsione con un'entrataccia su Giovinco (Mazzoleni lo ha graziato una prima volta mostrandogli solo il cartellino giallo) e con un fallo tattico inutile su Storari nell'area bianconera (graziato una seconda volta dall'arbitro che non lo ha ammonito), mentre l'italiano ex-Chievo è sembrato impacciato e poco rapido; buona la prestazione di Boateng in mediana (esperimento da ripetere), molto positivo come al solito El Shaarawy, un po' in ombra Pazzini ed Emanuelson, giustamente sostituiti con i più vivaci Niang e Bojan; ammirevole e commovente l'impegno di capitan Ambrosini, un autentico leone che ha trascinato la squadra e fatto capire cosa voglia dire onorare la gloriosa maglia rossonera anche in una stagione difficile e complicata. Per la seconda volta consecutiva il Milan esce a testa alta dallo Juventus Stadium, ma la triste realtà è che i rossoneri sono ancora una volta fuori dalla Coppa Italia e tutta la stagione diventa ora ancor più complicata; bisogna lasciarsi alle spalle la delusione, ripartire dalle tante cose positive che si sono viste, lavorare per correggere i difetti e riprendere la marcia in campionato per riavvicinarsi alle zone alte della classifica, perchè il Milan ha saputo giocare alla pari con la Juventus per la seconda volta consecutiva in questa stagione e questo è un grande merito indipendentemente dall'esito negativo della sfida che ci lascia un po' di amaro in bocca.