Altri 4 acquisti. Domanda a Cardinale

Altri 4 acquisti. Domanda a CardinaleMilanNews.it
Oggi alle 00:00Editoriale
di Andrea Longoni

È la vigilia del raduno, la vigilia dell'inizio dei lavori sul campo, quello che alla fine sarà il giudice supremo della stagione del Milan. Sarà interessante capire anche la risposta dei tifosi: non sarà sicuramente un raduno deserto, con le prime operazioni che sicuramente hanno riavvicinato un po' il popolo rossonero al Club.

Gli arrivi di Goncalo Ramos e di Mario Gila sulla carta rappresentano dei rinforzi importanti, ma la strada per diventare davvero competitivi è ancora lunga. L'approccio pare diverso rispetto agli altri anni, anche se la prudenza è d'obbligo. Cardinale anche venerdì a 'Calcio e Finanza' ha voluto precisare che ogni decisione passi da lui, sottolineando ancora una volta il concetto già espresso di un Milan che porterà la sua firma.

Diverse domande sorgono spontanee. Perché non ha iniziato prima? Perchè fino a ieri ha gestito il Club come se non avesse davvero interesse? Perché non ha investito a gennaio? Qual era il freno o l'ostacolo? Aveva le mani legate? Dopodiché, attenzione: mentre tanti si esaltano per la sua presenza costante nel mondo Milan o perchè si è fatto vedere al cancello di Milanello con Amorim, è giusto sottolineare che questa non è assolutamente garanzia di successo. Perchè per tanti, probabilmente per Cardinale stesso, l'equazione è automatica: ora c'è lui, ora decide lui, e allora finalmente le cose andranno bene. Nulla di più sbagliato. Le incognite restano tante: a partire da una dirigenza priva di figure forti e di esperienza. A oggi anche Amorim non può essere vissuto come una certezza. Insomma, il percorso andrà valutato strada facendo.

Capitolo squadra. Questa estate ci sarà davvero tanto da fare. Inserito l'ottimo Gila, dietro sarà determinante la figura del centrale. Senza mancare di rispetto a Gabbia, giocatore che sarà preziosa risorsa anche il prossimo anno. Tra l'altro uno dei pochi italiani in rosa: anche su questo c'è molto da lavorare. A centrocampo, manca un titolare al fianco di Rabiot. Modric andrà gestito e Jashari è ancora un'incognita tremenda. Lo svizzero ha fallito la stagione, complice anche l'infortunio: ma è rientrato a novembre e non ha fatto vedere nulla. Giusto tenerlo in rosa per rigenerarlo, ma non lo si può considerare oggi un punto fermo nell'11 titolare. Poi l'esterno di centrocampo e il trequartista. Quest'ultimo, in modo particolare, può essere l'acquisto 'caratterizzante' che darà un'immagine chiara e netta a quello che, a regime, sarà il nuovo Milan di Amorim.