Allegri: l'errore è all'origine. Stagione compromessa: ecco perché sarà ridimensionamento. Il Milan si può salvare solo in un modo...

Allegri: l'errore è all'origine. Stagione compromessa: ecco perché sarà ridimensionamento. Il Milan si può salvare solo in un modo...
© foto di antonio vitiello
mercoledì 13 novembre 2013, 00:00Editoriale
di Antonio Vitiello

Facile dirlo ora che le cose vanno male, ma era altrettanto facile ed intuitivo anticipare che l’attuale stagione sarebbe stata peggiore di quella passata. Doveva saperlo anche mister Allegri quando a giugno ha accettato di rimanere al Milan senza rinnovare il contratto, rifiutando la grossissima opportunità di andare alla Roma.  L’errore è stato quello di continuare per il quarto anno di fila e non cambiare appena conquistati l’accesso ai preliminari di Champions. I risultati si vedono ora: 13 punti in 13 gare, tanti gol subiti e attacco che stenta a segnare (due gare consecutive a secco), mancanza di gioco e di idee, svalorizzazione dei calciatori più rappresentativi. Bisognava cambiare a giugno, ora è troppo tardi, la stagione è già compromessa. Non ci sarà un altro miracolo, il terzo posto è impossibile da agguantare perché il gruppo di testa corre forte, ma soprattutto è il Milan a non dare risposte concrete sul campo.

Allegri è stato riconfermato perché il Milan non vorrebbe sprecare risorse per stipendiare un altro allenatore. Inoltre una soluzione interna, come ad esempio Inzaghi, potrebbe compromettere la carriera dello stesso, non è prudente gettare nel mare in tempesta un allenatore novello. Il Milan ha capito che deve chiudere questa stagione di transizione per poi provare a riaprire un altro ciclo, affidando la squadra a giugno ad un nuovo allenatore.

Allegri ha una buona fetta di responsabilità, l’altra parte però sono da suddividere tra società e  giocatori, così come della proprietà che ha drasticamente ridotto il budget per la campagna acquisti. Il ridimensionamento sarà ancora più ampio l’anno prossimo, a meno che il presidente Berlusconi non metta soldi di tasca sua. Sarà infatti un miracolo vedere il Milan in Europa League, piazzandosi quinto o passando per la Coppa Italia. Ma a livello economico cambierebbe ben poco. La partecipazione all’Europa League vale quasi zero, e c’è un dispendio di energie non indifferente che potrebbe ripercuotersi sul campionato. Nel dettaglio ecco i proventi se il Milan riuscisse a qualificarsi per l’Europa League:

La partecipazione ai gruppi vale: 1,3 milioni.

Vittoria nei gruppi: 200 mila euro. Pareggio nei gruppi: 100 mila.

Primo posto nei gruppi: 400 mila. Secondo posto: 200 mila.

Sedicesimi di finale: 200 mila. Ottavi: 350 mila. Quarti: 450 mila. Semifinali: 1 milione.

Finalista: 2,5 milioni. Campione: 5 milioni.

Cifra massima per chi vince, market pool escluso, 9,9 milioni

Esiste una differenza abissale rispetto a chi va in Champions, solo la partecipazione fa guadare quasi quanto la vittoria finale dell’Europa League. Ecco perché il Milan è destinato a investire poco per il prossimo mercato, i soldi della Champions non ci saranno e potrebbe anche decidere di vendere giocatori importanti (come è già successo) per galleggiare a livello economico. Balotelli ed El Shaarawy sono i nomi più richiesti e dove si potrebbe effettuare una plusvalenza.

Il quadro è abbastanza pessimistico ma tutto cambierebbe, ovviamente, se la proprietà investisse capitali per rilanciare il progetto Milan. La speranza è solo questa, capire se la famiglia Berlusconi a fine stagione quando ci sarà probabilmente un cambio dirigenziale con l’addio di Galliani e Braida, ristrutturi il club anche a livello di squadra. Se invece bisogna affidarsi solo ai risultati sportivi e agli introiti derivanti da essi, il destino dei rossoneri è già tracciato.