Così si distrugge il Milan

Così si distrugge il Milan
© foto di Antonio Vitiello
mercoledì 9 marzo 2016, 00:00Editoriale
di Antonio Vitiello

E’ bastata una sconfitta dopo una striscia di risultati utili creata negli ultimi due mesi per trasformare il Milan nuovamente in una polveriera. Il chiaro segnale di un ambiente fragile, le cui basi si poggiano su un rapporto non così chiaro tra allenatore e società. Non crediamo che Mihajlovic voglia mollare questa opportunità, e dunque le sue smentite sull’addio a giugno possono essere veritiere, il punto però è che il presidente Berlusconi sta ragionando ugualmente su un nuovo cambio in panchina. In ogni caso, indipendentemente da chi si accollerà la paternità della decisione, il saluto di Mihajlovic a fine stagione appare sempre più probabile.

Le nove partite senza sconfitta avevano parzialmente mascherato lo scarso feeling tra Mihajlovic e Berlusconi, ma dopo la sconfitta con il Sassuolo e ormai il terzo poso quasi irraggiungibile, la decisione pare essere presa. Resta però da chiudere degnamente una stagione che propone ancora dieci gare da disputare in serie A e soprattutto una finale di Coppa Italia. Non sarebbe niente male riportare un trofeo in bacheca dopo cinque anni ma con questo clima potrebbe essere tutto compromesso, a favore della Juve, già di per sé superiore ai rossoneri.

Se dovesse andare via Mihajlovic, il Milan cambierebbe il 5° allenatore in 4 anni. Nel dettaglio: stagione 2013/14 Massimiliano Allegri e Clarence Seedorf. Stagione 2014/15 Filippo Inzaghi, stagione 2015/16 Sinisa Mihajlovic. Nella stagione 2016/17 potrebbe arrivarne un altro. Vogliamo credere che il serbo abbia ancora delle speranze di restare ma come può allenare se dopo ogni mezzo passo falso viene messo in discussione? Come può allenare se non convinci a pieno il tuo datore di lavoro?

Il Milan sta sbagliando scelte anno dopo anno, affidare la panchina ad allenatori che poi non vengono supportati fino in fondo è un grosso errore di programmazione, un grande club non cambia guida tecnica ogni stagione, per poi ricominciare tutto da capo. In questo momento si vive alla giornata, ogni estate si cambia mezza squadra e allenatore, eliminando del tutto la continuità, ovvero ciò che serve per fortificare un gruppo e un modo di giocare. Un caos societario che dura da cinque anni e che sta portando il club alla deriva.