Frenata per Ibra e Kondogbia, il Milan però non molla e tornerà alla carica. Inzaghi, l’addio nel peggiore dei modi

Frenata per Ibra e Kondogbia, il Milan però non molla e tornerà alla carica. Inzaghi, l’addio nel peggiore dei modi
© foto di Antonio Vitiello
mercoledì 17 giugno 2015, 00:00Editoriale
di Antonio Vitiello

Nuovo corso a Casa Milan, da ieri è iniziata l’era Mihajlovic e le prospettive per una stagione da protagonista ci sono tutte. E’ giusto considerare lo scetticismo della tifoseria, illusa negli ultimi due o tre anni di cattiva gestione, ma questa volta i segnali sono diversi. Da quando non si sentivano nomi altisonanti accostati al Milan? Almeno da tre stagioni eravamo qui a scrivere di parametri zero e prestiti gratis. In questo momento invece discutiamo di Martienz, Ibrahimovic e Kondogbia. La griglia di partenza è proprio questa, il colombiano è in testa, il giocatore più vicino ad arrivare. Le trattative sono quasi concluse, mancano pochi dettagli legati ai bonus, mentre sono già previste le visite mediche entro qualche giorno. Un attaccante che il Milan ha cercato di prendere già in passato, senza affondare mai il colpo, mentre questa volta si è presentato con prepotenza in Portogallo, strappando il si del Porto.

Per Ibrahimovic invece le cose si sono complicate. Lui vuole tornare al Milan, non sta cercando di ottenere il rinnovo, prova ad ottenere il via libera per legarsi ai rossoneri ma il Psg non intende mollare. L’incontro con Raiola a Doha non è andato bene e lo svedese per il momento resta imprigionato nella gabbia d’oro degli sceicchi. Il Milan però si aspettava una prima risposta negativa e potrebbe riprovarci nei prossimi giorni, magari pagando parte del cartellino del giocatore. Ibra e Raiola hanno chiesto di rescindere il contratto e la notizia non è stata presa al meglio dai proprietari del club parigino. Nei prossimi giorni sono previsti nuovi tentativi, sicuramente era difficile chiudere un’operazione del genere al 17 di giugno.

Il vero colpaccio sarebbe Kondogbia, centrocampista completo e futuro prodigio del calcio europeo. Ancora molto giovane ma potente fisicamente, cattivo quanto basta, giocatore che per caratteristiche manca al Milan da anni. Da Monaco però fanno sapere che le richieste sono tante, oltre al duello con l’Inter c’è anche l’Arsenal di mezzo, che però gioca la Champions e potrebbe pareggiare le offerte delle milanesi. Qui si tratta di essere veloci, la squadra più rapida si aggiudica il campioncino che tutti desiderano, forse anche più di Ibra e Martinez. Poi Galliani dovrà occuparsi della difesa. Sono in tanti che potrebbero andare via, il Milan ha bisogno di giocatori affidabili per porre rimedio al problema cronico dei tantissimi gol incassati.

Ieri è stato il giorno di Sinisa Mihajlovic, che sarà presentato soltanto a luglio. L’incontro a Casa Milan con Galliani e Barbara è stato solo una formalità, l’accordo era già stato trovato nella famosa cena di Arcore, si aspettava solo di chiudere il capitolo Inzaghi per dare il via a quello di Sinisa. Purtroppo però la storia di Pippo con il club rossonero ha avuto un epilogo triste e amaro. Nel giro di un anno è riuscito quasi a rovinarsi la splendida reputazione che si era costruito con tanta fatica da giocatore. Un vero peccato per SuperPippo, non solo per l’inesperienza mostrata in panca, ma per le sconcertanti e surreali parole che ha spesso rilasciato prima e dopo le partite. Inzaghi non ha scelto la risoluzione consensuale, pensava ancora di rimanere in sella, nonostante fosse stato avvisato da settimane dell’addio. Ha così macchiato il suo primo anno da allenatore con un esonero, non certo un bel biglietto da visita per il futuro.