Honda-Rami rimpianti del mercato estivo. A gennaio serve finalizzare la rosa. Cristante merita fiducia. Uniformità modulo-allenamenti: per ora il progetto non funziona
Che stagione sarebbe stata se ci fossero stati fin da subito Adil Rami e Keisuke Honda? Difficile dirlo ma i due futuri acquisti del Milan stanno dimostrando la bontà delle scelte fatte per gennaio ma aumentano il rimpianto per quello che sarebbe potuto essere. Contro gli svizzeri dello Young Boys, il difensore francese ha dimostrato parte di quello che sa fare mettendo in campo la sua grande personalità e ha dimostrato di potersi ben integrare sia con Bonera sia con Mexes. Vero è che era un’amichevole, che le cose vanno tarate per quello che sono, ma Rami ha impressionato e dopo la sosta invernale sarà sicuramente uno dei tasselli fondamentali per il Milan del 2014. Honda invece, sia con il CSKA Mosca sia con il Giappone sta continuando a mettersi in mostra. Prestazioni di livello, gol costanti e alcuni di pregevole fattura fanno si che il giapponese non sia solamente un uomo immagine per il Milan nel paese del Sol Levante ma sarà, di certo, una risorsa da sfruttare al meglio anche dal punto di vista tecnico. In più, l’amichevole di Berna ha consegnato altre note positive. Riccardo Saponara ha messo in mostra colpi non da comune mortale del pallone mentre Bryan Cristante ha confermato che il suo processo di maturazione sta proseguendo nel migliore dei modi. La prestazione da mezz’ala del classe 1995 ha convinto di più rispetto a quella da regista puro ma si sa che giocare defilati rispetto al fulcro dell’azione è più facile. Ma lui ha le basi, il talento e la testa per essere, in futuro, uno dei migliori interpreti del ruolo che è stato di Albertini e Pirlo. Basta avere pazienza e dargli fiducia. Saponara, bollato come oggetto misterioso, inizia a carburare anche lui e le sue parole nel post partita sono da giocatore che tiene davvero alla maglia.
Contro il Genoa si rivedrà Stephan El Shaarawy. Difficile che parta dal primo minuto ma il ritorno in gruppo, previsto per domani, è un’altra buona notizia per Allegri che a breve potrà contare su tutta la rosa con elementi fondamentali, come De Sciglio, che si stanno riprendendo dai rispettivi problemi. E la seconda parte di stagione sarà importante per molti giocatori rossoneri. Da Robinho a El Shaarawy passando per Poli, Matri e Pazzini fino ad arrivare a Kakà, da gennaio in poi inizia lo sprint per conquistarsi, con le rispettive nazionali, un posto per il Mondiale del Brasile. Queste motivazioni in più dovranno essere messe a disposizione della squadra che è chiamata a rialzare la testa anche se contro il Genoa, con ogni probabilità, non ci sarà un San Siro caldo ad attendere la squadra. La frattura con la tifoseria consumatasi tra le partite con Fiorentina e Chievo è di difficile ricomposizione. L’accusa che viene fatta a molti giocatori è quella di uno scarso impegno e di non tenere alla maglia che indossano. Serve un bagno d’umiltà da parte di alcuni membri della rosa che troppo spesso si sono infilati per primi nel tunnel degli spogliatoi per scansare la rabbia dei propri sostenitori.
A gennaio ci sarà bisogno di altri innesti rispetto a quelli già ultimati di Rami e Honda. Adriano Galliani lo sa bene ma dovrà anche lavorare in uscita per snellire una rosa dove ci sono giocatori che, alla luce dei fatti, non rientrano nelle idee tecniche di Allegri. L’Amministratore Delegato rossonero, dal suo nuovo ufficio di via Aldo Rossi 8, lavorerà alacremente per seguire anche quelle linee che sono state dettate da Barbara Berlusconi. Nuovi talenti ma anche giocatori che possano far fare un salto di qualità alla squadra. Non sarà facile ma per tenere buoni i propri campioni c’è bisogno di un colpo di coda importante. E su questo, penso, che tutti siamo d’accordo.
Da inizio stagione ad oggi abbiamo analizzato l’andamento di quasi tutte le categorie del Settore Giovanile, incuriositi dalla nuova area metodologica introdotta dal Milan per uniformare i sistemi d’allenamento e, successivamente, i moduli di gioco. Ebbene, fatte salve poche eccezioni, abbiamo notato come squadre che l’anno scorso andassero in un certo modo, a livello di ritmo, quest’anno vanno in maniera diversa e le ripercussioni si vedono anche nelle classifiche e nella qualità del gioco. Segno che c’è qualcosa che non è stato digerito sia dagli staff tecnici che dai giocatori. La partita di ieri degli Allievi Nazionali, dove l’Inter ha dominato dal fischio iniziale a quello finale, è la prova provata che non basta uniformare metodi e schemi per dare un’identità unica a tutte le squadre. Perché i giocatori forti, nel proprio settore giovanile, il Milan li ha. E sono i moduli a doversi adattare ai giocatori, non viceversa.

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