Ibra vuole rinnovare ed è uscito allo scoperto: non tiratela per le lunghe come con Gigio. Finalmente la panchina lunga. Brahim: il Milan vuole tenerlo

Ibra vuole rinnovare ed è uscito allo scoperto: non tiratela per le lunghe come con Gigio. Finalmente la panchina lunga. Brahim: il Milan vuole tenerloMilanNews.it
lunedì 2 novembre 2020, 00:00Editoriale
di Pietro Mazzara

Le parole di Zlatan Ibrahimovic sul suo possibile rinnovo di contratto non sono dette a caso. Lo svedese sente, dentro di sé, di avere ancora tanto da dare. Non solo in questa stagione, ma anche nella prossima e se i risultati sono quelli che si sono visti da gennaio ad oggi, allora la dirigenza rossonera che si affretti a fare un pacchetto unico con i nuovi contratti di Ibra e Gigio Donnarumma. Gli anelli polistici della struttura milanista, entrambi in scadenza, ma attorno ai quali c’è un silenzio sulle contrattazioni. Maldini era stato il primo a parlare di una possibilità di rinnovare Zlatan, ieri lo svedese al termine della vittoria contro l’Udinese, è tornato sul discorso e ha dato la notizia: o rinnovo con il Milan o smetto. No way. A Milano e in rossonero lui è davvero venerato come una sorta di dio pagano del calcio, in realtà è l’uomo che sta facendo svoltare la squadra. Si è già preparato ai momenti di difficoltà, dove sarà lui a fare da scudo ai compagni più giovani per proteggerli dalle critiche e dalle avversità che un eventuale momento negativo potrebbero portare dentro Milanello. Di certo c’è che ieri la squadra, pur muovendosi secondo i dettami di Pioli, è sembrata avere un crollo fisico nella parte centrale della partita per poi riprendere linfa con i cambi, azzeccati, da Pioli.

Girarsi in panchina e avere a disposizione ragazzi che potrebbero partire titolari e che, invece, “subiscono” le scelte del mister senza fiatare e con la voglia di fare bene nei minuti che avranno a disposizione è una manna dal cielo. Rebic, Tonali, Dalot, Krunic e Brahim Diaz sono stati gli spariglia carte di ieri, senza dimenticare Jens Petter Hauge che attende la sua chance anche in campionato dopo il gol con il Celtic. Un bello scegliere per l’allenatore, che può cambiare l’inerzia della partita anche con i cambi, cosa che al Milan non si vedeva dal biennio 2010-12. Da lì in avanti, il livello della panchina è sempre stato basso con il risultato che i titolari arrivavano spremuti oltre ogni limite e con l’impossibilità di recuperare. Invece adesso, con tutta la rosa a disposizione, si potrà optare per un turnover mirato e anche per una miglior gestione di Ibra.

Ma ieri chi ha spaccato la partita, al netto di un Calhanoglu incupito come il cielo di Udine, è stato ancora una volta Brahim Diaz. Il folletto spagnolo è stato schierato da trequartista di destra con licenza di uccidere per vie centrali. Il risultato è stato che il sistema difensivo friulano ha subito dei bug importanti, perché Brahim non solo ha portato imprevedibilità, ma anche sostanza. E sul suo futuro, come vi abbiamo raccontato nei giorni scorsi, c’è l’intenzione del Milan di sedersi al tavolo col Real Madrid. Il ragazzo, ad oggi, è valutato sui 25 milioni ma c’è la volontà di fare un investimento importante, anche e soprattutto se Calhanoglu dovesse spezzare la corda del rinnovo. Intanto il Milan si gode il primato in campionato e pensa alla partita di giovedì contro il Lille che può già essere determinante ai fini del primo posto nel girone H di Europa League.