Il mio sogno? San Siro ancora pieno, magari per applaudire quel ribaldo di Pablo Osvaldo!
Il fattore più amaro di questo lungo periodo urfido non è la mancanza delle forti sensazioni che regalano le lotte al vertice, i testa a testa emozionanti con le notizie, via tabellone di San Siro, che lasciano senza fiato. Non è solo la voglia di rivedere le trame più eleganti, che hanno sempre rappresentato il marchio distintivo nella storia rossonera. No, oggi è la amarezza più forte è quella di vedere San Siro troppo spesso desolatamente vuoto. Riconquistare i tifosi, è insomma questo dunque il compito forse più improbo che attende i dirigenti del Milan. Quando ci riempiremo ancora il cuore nel rivedere San Siro con le tribune nuovamente affollate di tanti innamorati del Milan? Anche domenica scorsa è stata una tristezza vedere lo stadio con tutte quelle macchie arancioni o blu, senza l'indimenticabile muro di tifosi, con i loro giubbotti scuri. La rabbia nel vedere i Ragazzi da troppo tempo lontani dalla cima della classifica ha lasciato il posto ad una ben più preoccupante rassegnazione, ad un incredibile fatalismo, come se avessero rubato il futuro al pubblico del Milan. Meno male che la Società ha avuto l'intuizione di invitare tanti ragazzi che riempiono la curva alla destra della tribuna centrale, una garanzia di entusiasmo, felicità, allegria e gioia nel vedere da vicino i loro idoli. Ho tralasciato di sottolineare il tifo della Curva Sud, anche contro l’Atalanta commovente, continuo, positivo, perché è evidente che stia restando l'ultimo baluardo di quello che era una volta lo stadio della nostra vita. Non sto qui a esporre le ragioni di questa disaffezione, anche perché facilmente comprensibili ed identificabili.
Mi auguro solo che presto "QUALCOSA" succeda perché l'Italia Milanista torni a casa sua, come un "figliol prodigo" salutato non con il sacrificio del vitello grasso, ma con il ritorno a un gioco spettacolare, divertente trascinante.
Chiudiamo con qualche riga sul mercato. Adriano Galliani, anche dopo la cessione di Niang, ribadisce che l'attacco non vedrà nuovi arrivi. Mi sembra però che, se Inzaghi optasse per un impiego più continuo del centravanti d'area, il solo Pazzini forse non sarebbe sufficiente. Servirebbe per una valida alternativa in caso di cali di forma di "Scacco Pazzo". Io mi auguro che "I Tre giorni del Condor", cioè le ultime fasi di mercato, possano permettere di cogliere una opportunità interessante. Personalmente, per stare in tema cinematografico, a me da sempre caro, dopo Willie Wonka il padrone della fabbrica del Cioccolato, Clarence Seedorf, spero che non si cambi copione e il Milan possa ingaggiare un giocatore che somiglia tanto a Johnny Deep, protagonista di quel film. Ammiro da sempre per la sua classe, per le sue prodezze balistiche, per il suo fiuto del gol, quel simpaticamente Ribaldo di Pablo Osvaldo.
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