Inzaghi esce allo scoperto: mani avanti o richiesta d’aiuto?
Domenica sera, al termine di Milan-Fiorentina, l’umore tra i tifosi rossoneri era tutt’altro che sereno. Comprensibile d'altronde, è stato come ripiombare bruscamente al suolo dopo aver volato – forse – troppo in alto. Bene ha fatto al termine della gara Filippo Inzaghi a riportare tutti con i piedi per terra, ricordando da dove è partita questa squadra ed evidenziando un concetto: nessuno, fino a qualche settimana fa, avrebbe puntato un euro su un Milan in lotta per il terzo posto. Ma non è stato questo l'unico argomento significativo tratto dalle parole del neo allenatore del Milan nel post-partita.
Andiamo per ordine.
La partita contro i viola è andata un po’ in controtendenza rispetto alle ultime prestazioni rossonere. Fin qui i ragazzi di Inzaghi avevano quasi sempre dato vita a partite spettacolari, condite da tanti gol, numerose occasioni da rete (create e subite), rapidi ed entusiasmanti cambi di fronte, ripartenze esaltanti e purtroppo anche qualche clamorosa toppa difensiva. Milan-Fiorentina è stato invece un match deludente, a tratti noioso, poche emozioni da una parte e dall’altra come se entrambe le squadre fossero un po’ intorpidite.
Eppure il Milan era riuscito a passare in vantaggio e, al cospetto di una Fiorentina completamente spuntata, sembrava in grado di poter tranquillamente passare all’incasso, chiudere la pratica con una vittoria, riscuotere tre punti preziosi e godersi, almeno per qualche giorno, il terzo posto in solitaria. (A proposito, dopo tanti anni di sofferenza su angoli e punizioni, è una gioia constatare che adesso sono gli altri a doverci temere sui calci da fermo.)
Invece la solita distrazione difensiva, multipla dovremmo dire, ha oscurato i sogni di gloria del Milan e rilanciato le ambizioni di una Fiorentina che, pur senza i suoi attaccanti titolari (Gomez e Pepito Rossi), è sempre lì, un po’ defilata, ma ancora in corsa sia in campionato che in Europa League.
Stavolta i protagonisti in negativo della consueta leggerezza del reparto arretrato sono stati Mattia De Sciglio (dopo i segnali di risveglio delle ultime due partite, un preoccupante passo indietro per il gioiellino rossonero) e purtroppo anche capitan Abbiati, apparso non troppo reattivo sul tiro angolato, ma non certo irresistibile, di Ilicic da fuori area.
Pippo Inzaghi è comunque riuscito a trovare spunti interessanti da questa partita, soprattutto in difesa, dove, a parte la sciagurata azione che ha provocato il pareggio viola, il Milan ha rischiato davvero poco. È anche vero che una Fiorentina senza punte non può essere considerato un test probante per la retroguardia, ma, come ha sottolineato il tecnico rossonero, «sotto l’aspetto difensivo è stata la migliore partita dell’anno» e soprattutto c’è da ritenersi soddisfatti visto che che dopo otto giornate di campionato «Napoli, Inter e la stessa Fiorentina, sono ancora dietro».
Nel vivace post-partita è un’altra però la dichiarazione di mister Inzaghi che ci ha colpito maggiormente: «Stiamo facendo il massimo delle nostre possibilità».
Come dovremmo interpretare un’affermazione tanto precisa, puntuale e soprattutto inattaccabile? Si potrebbe leggere tra le righe un tentativo di Inzaghi di frenare le aspettative del popolo rossonero, di spegnere i riflettori puntati sul Milan dopo le prime scintillanti giornate di campionato, con la speranza (nella migliore delle ipotesi) di sorprendere tutti in caso di raggiungimento dell’obiettivo terzo posto.
Oppure, dietro le parole del mister, potrebbe nascondersi un S.O.S, una richiesta di aiuto alla proprietà, abilissima fin qui a lanciare proclami, sempre più presente sia a Milanello che a San Siro, ma forse non perfettamente consapevole degli oggettivi limiti tecnici di questa squadra. Ecco, a mio avviso, nella dichiarazione dell’ex centravanti rossonero si intravede soprattutto questo.
Inzaghi sa di poter contare sull'appoggio della famiglia Berlusconi e i continui attestati di stima nei suoi confronti ne sono una dimostrazione. Ma forse, arrivati a questo punto, ad un passo dal definitivo salto di qualità, servirebbe una partecipazione diversa da parte della dirigenza, non solo morale, ma anche economica. Il Milan sta disputando una stagione che in pochi si attendevano. Per puntare al terzo posto però occorre ancora qualcosina in termini di qualità. Ecco perché Inzaghi continua a dichiararsi soddisfatto per quanto fatto finora, pur rammentando a tutti che la squadra sta dando il massimo di quanto è nelle sue attuali possibilità.
Qualche sforbiciata ad una rosa troppo ampia e uno/due innesti di qualità in difesa e a centrocampo ed ecco che si potrebbe davvero tornare a sognare.
Pippo Inzaghi ha lanciato il messaggio…ora è importante che qualcuno in via Aldo Rossi ne colga il significato.
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