Le reazione dopo il no di Ancelotti. Toto-allenatore: chi sale e chi scende dalla panchina del Milan
Il no è arrivato, una mazzata per chi credeva nel colpo di scena, chi sperava nel grande ritorno di Ancelotti. Solo una conferma invece per chi non ci ha mai creduto realmente, per chi pensava fosse solo una trovata elettorale del presidente Berlusconi. Il tentativo di Galliani c’è stato, ma per onor di cronaca va detto che l’entourage di Carletto ha sempre dato percentuali bassissime sull’eventuale ritorno in rossonero. Il no di Ancelotti è l’ennesima ferita per il popolo milanista, deluso per le continue prese in giro della società. La fiducia nei confronti della dirigenza è ai minimi storici, questo mercato sarà ancora più delicato e importante perché delineerà la definitiva rottura con l’ambiente o il possibile rappacificamento.
Dal club sono arrivati segnali di ripresa, il Milan è intenzionato a spendere, ma di certo l’inizio non è stato positivo. Nel senso che il rifiuto di Ancelotti è stato il primo pesante punto a sfavore di Galliani e Berlusconi, dopo tanti proclami si ritrovano con un pugno di mosche in mano. Il tifoso milanista è esasperato, deluso e amareggiato, ora serve dare una risposta immediata, un colpo importante sul mercato. Il tempo degli annunci sbandierati ai quattro venti si è concluso a fine maggio, il presidente Berlusconi dovrà mantenere le promesse fatte in tutto questo periodo per scacciare via i fantasmi, altrimenti sarà l’ennesima brutta figura.
Il punto ora è capire chi salirà sulla panchina rossonera. Non è facile individuare il prescelto, anche perché non c’è programmazione in casa Milan, si vive alla giornata e questo non fa ben sperare per il rilancio del club. Al momento in pole position c’è Mihajlovic, l’ex tecnico della Samp è l’unico libero sul mercato ed è un’idea che aveva preso luogo già diversi mesi fa. Sinisa però piace anche al Napoli, e rappresenta l’alternativa ad Emery. Le storie di Napoli e Milan si intrecciano, entrambe sono su Mihajlovic ed Emery, con la differenza che il Siviglia non vorrebbe cedere il suo condottiero. Entrambe quindi potrebbero ripiegare sul serbo e iniziare un duello.
Ci sarebbe anche l’alternativa a Mihajlovic, si tratta di Vincenzo Montella, voglioso di cambiare aria a Firenze e attento alle dinamiche rossonere. In lizza restano Donadoni e Sarri, altri due nomi d’esperienza ma che non accendono l’ambiente. Si sono abbassate le percentuali di Antonio Conte che qualche settimana fa sembrava molto più vicino, dopo un incontro avuto con lo stesso Galliani per parlare di futuro. Alla base di tutto regna la confusione. Il Milan dovrebbe rilanciarsi con prepotenza ma al 3 di giugno non è stato nemmeno individuato il timoniere. Nelle prossime ore ci saranno comunque contatti tra l’ad e il patron per trovare una soluzione definitiva. Questa è stata la prima battuta d’arresto della dirigenza, ancora prima di iniziare tutte le trattative di mercato.

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