Milan, tra le sedici più forti d'Europa. Spazio solo agli elogi, da Abbiati defender a Balotelli moschettiere
A metà del secondo tempo, mentre il tempo scorre lento come olio pesante da una giara, ho pensato che sarebbe stato più rilassante trascorrere una serata con Jack Torrance, nel freddo dell’Overlook Hotel. Magari mi avrebbe preoccupato un poco l’ascia, con cui il personaggio di “Shining”, usava accompagnarsi, ma sempre meglio dei continui, asfissianti, ripetitivi attacchi dei giocatori olandesi. Invece sono qui a rivivere novanta minuti emozionanti, ricchi di passione, di pathos, di sofferenza, con i Ragazzi uniti e potenti, come il coro del Tannhauser di Richard Wagner. Sempre intonati, sempre concentrati, sempre reattivi, una squadra epica e leggendaria come la falange macedone. A fine partita, sono impazzito, quando ho sentito qualcuno mormorare: ”Ero abituato ad un altro Milan! Ma dove vogliamo andare?” Eh, no, oggi solo spazio agli elogi, agli epinici, ai peana. Se lo meritano tanto i giocatori, che hanno onorato la maglia rossonera. Se lo meritano i tifosi, che nell’igloo di San Siro, hanno assistito al miracolo dello scioglimento dei ghiacci e sono stati accarezzati da zeffiro dolce, scaldandosi alla prestazioni dei loro idoli. “Dove vogliamo andare?” Io non lo so, ma intanto abbiamo già lasciato il campo base, lo scorso agosto, e da ieri abbiamo raggiunto la prima vetta degli ottavi di finale, ribadendo che il Milan,ancora una volta, si conferma fra le prime sedici squadre più forti d’Europa. Ripeto, fra le prime sedici squadre più forti d’Europa. Non è chiaro per gli scettici, per gli ormai tiepidi cronici diventati i lobster radicals del tifo? Nessun problema, lo riscrivo. Il Milan è fra le prime squadre più forti d’Europa!!! Bravo Allegri, che ha condotto nel porto degli yacht più eleganti e ricchi, la sua nave, anche se con qualche macchia di ruggine, figlia degli infortuni e di un assetto da inventare anche in questa stagione. Lode ad Abbiati. Nonostante un acciacco, che lo ha tormentato da metà del primo tempo, non ha mollato la sua porta, come un defender, il lucchetto inviolabile anche per i sette uomini d’oro. Concentrato Costant, che ha lavorato duro sulle fasce, luogo di caccia preferito per gli aiacidi. Sig. Prandelli, ha ammirato la partita di Daniele Bonera? La cultura italiana al servizio di sua maestà, la difesa. Un leader, pronto ad una chiamata importante colorata di azzurro. Non ha molti “followers” questa mia opinione, ma Zapata è un giocatore, che personalmente, mi lascia tranquillo.
E’ volato nella troposfera di San Siro, salutando Sandra Bullock sulla sua navicella spaziale, senza una sbavatura ,senza una incertezza. E’entrato bene in partita Filippo il Francese, che non dimentica mai di essere nato nella patria di Paul Bocuse, quello del “Coq au Fleurie”, salvando con colpo di tacco, nel momento più rovente del match. Il soprannome “Apprendista Stregone“ sta diventando stretto e limitativo per Mattia De Sciglio, il predestinato. Autorevolezza, sicurezza, brillantezza, un Campione. E’ uscito dal campo, sputando un po’ di filo spinato, che gli è rimasto nei denti Nigel De Jong. Ha lavorato duro, non ha mollato nemmeno un centimetro, tipico soldato che avrebbe fatto la gioia di Eisenhower, quando era da scegliere il primo soldato, l’eroe più coraggioso, da sbarcare sulla spiaggia di Omaha Beach, il 6 giugno 1944. Andrea Poli gioca sempre da grande vecchio cuore rossonero. E’ la sublimazione del tifoso, che non potendo purtroppo scendere in campo per aiutare i suoi beniamini, si incarna nell’atteggiamento di “What’s Up”, dai messaggi sempre grondanti amore verso i colori del suo cuore. Sulley Muntari non è proprio la tipologia del giocatore che più amo, ma ogni volta ha ragione lui. Il campo, infatti, esalta la sua personalità, il suo carisma, la sua forza. Un giocatore al quale Massimiliano Allegri non rinuncia mai, perché anche mercoledì il Milan ha tamponato, ha lottato, ha resistito grazie alla prestazione dell’Urlo d’Ebano. Parlo anche di Montolivo che, paradossalmente, ha aiutato il Milan a mandare ai posteri una impresa indimenticabile per intensità e calore. Kaka è forse condizionato dal gol numero 100, un traguardo ormai vicino. A livello di qualità, il suo Smoking Bianco aveva qualche piega mal stirata. Ma ha lottato e poi è….Kaka! Chiudiamo con Balotelli. Ha dimenticato a casa la tarte tatin della sua classe, le dolcezze da servire sulla tavola verde, ma ha usato le spezie più forti, i sapori più pesanti,giocando una partita tutta sostanza, tutta sacrificio, tutta intelligenza. Ha lottato, ha fatto respirare i compagni, come se avesse riletto “I tre Moschettieri” Quelli che, alzando le spade urlavano, “Uno per tutti, tutti per uno”. Solo grazie a lui ed ai suoi fantastici compagni, il Milan oggi è fra le prime sedici squadre più forti d’Europa!!!

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