Scuffet-Milan, nuovi dettagli sulla trattativa saltata. Al Vismara c'è già il futuro portiere rossonero. L'EL porta comunque soldi: il quadro. Missione Emirati: si entra nel vivo

Scuffet-Milan, nuovi dettagli sulla trattativa saltata. Al Vismara c'è già il futuro portiere rossonero. L'EL porta comunque soldi: il quadro. Missione Emirati: si entra nel vivoMilanNews.it
lunedì 7 aprile 2014, 00:00Editoriale
di Pietro Mazzara

L’esplosione di Simone Scuffet ha fatto molto rumore così come ha fatto molto rumore la notizia del Corriere della Sera secondo la quale il Milan, nel mese di gennaio, ha tentato di prenderlo. Galliani si era messo all’opera e aveva fatto una richiesta ufficiale al club friulano con tanto di offerta da un milione per la metà con il diritto di tesserare il giocatore a favore del Milan. In prima istanza è stato il club friulano a non volersi privare del giocatore e, in seconda battuta, anche i genitori hanno opposto resistenza. Scuffet era sulla lista dei regali chiesti da Inzaghi una volta rimasto sulla panchina della Primavera rossonera dopo aver detto di no al Sassuolo. Sulla lista, in alternativa all’attuale portiere dell’Udinese, vi era Stefano Gori (poi effettivamente arrivato con Andrenacci ceduto a titolo definitivo al Brescia) e Andrea Petagna, anche lui tornato dalla Sampdoria e protagonista della vittoria dell’ultima Viareggio Cup.

Ma tra i campi del Vismara e anche quelli di Milanello si aggira un ragazzone che, in casa rossonera, hanno indicato come il futuro portiere titolare. Dopo tanti tentativi, il prospetto giusto è stato trovato e sta impressionando tutti, dai preparatori agli osservatori neutrali. Si tratta di Gianluigi Donnarumma, fratello di Antonio (ex portiere della Primavera milanista, oggi secondo di Perin al Genoa). Portiere classe 1999, è stato definito da molti come: “Il migliori portiere di prospettiva d’Italia e tra i primi cinque in Europa”. La sua strada al Milan è appena iniziata ma ha già fatto il primo salto di categoria passando dai Giovanissimi Nazionali agli Allievi I e II Divisione in più occasioni. Per i prossimi anni è attesa l’esplosione a livello giovanile e poi quella nel calcio dei grandi. Segnatevi questo nome, ne sentirete parlare.

Parlando della prima squadra, quella di questa sera è una partita fondamentale per rientrare pesantemente nella corsa al quinto o sesto posto, quelli utili per accedere all’Europa League. La seconda competizione europea, lo si sa, non è che la sorella povera della Champions League anche se la Uefa starebbe pensando, negli anni futuri, di diminuire questo gap a livello economico per rendere più appetibile l’ex Coppa Uefa. Ma che giro d’affari può produrre la partecipazione con vittoria dell’EL? I conti sono presto fatti. La squadra che alzerà al cielo di Varsavia la coppa intascherà, di soli premi Uefa, 10 milioni di euro ai quali andranno aggiunti il market pool dei diritti televisivi e gli introiti da stadio. In più, alcuni contratti degli sponsor rossoneri, prevedono dei bonus in caso di vittorie europee. Un club come il Milan, dunque potrebbe incassare circa 25 milioni di euro, non male rispetto allo 0 della non partecipazione.

A proposito di sponsor: il viaggio di Barbara Berlusconi e Jaap Kalma negli Emirati sta per entrare nel vivo. Oggi e domani ci saranno degli incontri con importanti industriali interessati ad esportare “Casa Milan” nel loro paese. Ma in che modo? Una delle idee al vaglio è quella di un parco tematico sul modello del Ferrari World. Mercoledì, con l’arrivo di Mauro Tavola, ci sarà l’incontro con i vertici di Emirates dove oltre a parlare della sponsorizzazione delle maglie si metterà sul tavolo anche la questione stadio. Sono loro i principali indiziati alla partnership mentre Peter Lim, magnate singaporegno, ha solo avuto un contatto esplorativo prima tramite Infront e poi direttamente con Galliani. Solo una richiesta d’informazioni e niente più.

Chiudo con due proposte: la prima è relativa al logo societario. Quello che compare al fianco della scritta Casa Milan non identifica il club come l’attuale stemma, riconosciuto in tutto il mondo. La seconda invece è relativa all’inno. Una questione, quest’ultima, non di primaria necessità ma ormai è uso comune, in tutti i maggiori club, avere un inno che coinvolga tutto lo stadio. Quello attuale del Milan è molto istituzionale ma poco coinvolgente. Che sia l’ora di cambiare anche quello?