Seedorf ancora in bilico. L'esclusione di Taarabt alimenta i dubbi su un Aquilani-bis. Presidente, meno proclami e più fatti: al Milan serve lei. Capitolo DS: Sogliano ritorna in auge, le ultime
Il Milan uscito dall’Olimpico con un punticino misero misero non è altro che una squadra in piena crisi fisica e tecnica. Le auto convinzioni di Seedorf sulla crescita della squadra dal punto di vista fisico sono solo una sensazione. Ci ha provato l’olandese, un po’ come un ammaliatore di serpenti, a far credere a stampa e tifosi che qualcosa stava migliorando. Nulla di tutto ciò. Ha ragione a ritenere questa squadra, per gran parte, non idonea ad indossare la maglia rossonera ma lui ha l’obbligo di andare avanti con questi giocatori fino alla fine, sempre che ci arrivi. Si perché mercoledì al Franchi contro la Fiorentina, questo Milan, potrebbe essere spazzato via da una viola che sarà carica a mille per la vittoria di Napoli e vorrà prendersi sul campo una rivincita su quello che è un Milan alla canna del gas. Duole dirlo, ma è così. Inoltre Seedorf dimostra tutta la sua mancanza d’esperienza in panchina non leggendo quella che è la chiave della partita ovvero il duello Candreva-Constant. Il terzino milanista va in costante difficoltà, soprattutto nella ripresa. Li sarebbe servito un cambio logico: fuori il guineano, De Sciglio fatto scivolare a sinistra e dentro Bonera a dare copertura a destra.
Rimaniamo ancora a bocca aperta davanti alla seconda esclusione consecutiva di Taarabt dall’undici titolare a favore del flop Honda. Seedorf spieghi queste scelte anche perché i fatti gli stanno dando contro. Taarabt è l’unico giocatore ad avere la gamba e la tecnica per creare la superiorità numerica in fase offensiva. Misteri della fede e un dubbio pervade la mente: non è che siamo davanti ad un Aquilani-bis?. La panchina di Seedorf, comunque, traballa ancora. Non può bastare un punticino fortunoso contro la Lazio a rasserenare la situazione che resta magmatica ed esplosiva. Un’imbarcata a Firenze potrebbe essere letale per Clarence.
Silvio Berlusconi ha annunciato, per l’ennesima volta, di volersi occupare del Milan. Bene, ben venga, ma c’è solo un modo per farlo: essere presente in maniera attiva in tutti gli ambiti societari. Soprattutto ci sarà bisogno di riaprire la cassaforte perché questo Milan, fatto di parametri zero e di panchinari di Genoa e Torino, di promesse fatte bruciare e di pseudo fenomeni che non diventano tali, non può andare avanti. C’è bisogno del Berlusconi vero, di quello che si arrabbia e interviene se un giocatore non lo convince. Metta Adriano Galliani nelle condizioni di poter tornare a fare mercato seguendo però i movimenti dei suoi soldi. Gli errori commessi dall’AD negli ultimi anni sono parecchi. Basta con i proclami, basta con le visite spirituali a Milanello. Serve altro a questo Milan che respira, a fatica, con la bombola d’ossigeno.
Parlando di mercato, se di nomi acquistabili non ce ne sono, anche perché non v’è certezza di chi sarà l’allenatore della prossima stagione, parliamo dei movimenti intorno al nome del DS. Sean Sogliano ha ripreso, in maniera importante, quota nella borsa di via Aldo Rossi. Bisognerà capire cosa gli verrà proposto sia da Galliani sia da Barbara Berlusconi. Sogliano è un DS abituato a stare sul campo e a condurre in prima persona le operazioni di mercato e di scouting. Riuscirebbe a convivere con Galliani? Staremo a vedere. Parlare di futuro sembra quasi volersi coprire gli occhi davanti a questa situazione. Si, forse vogliamo chiudere gli occhi e pensare a quando questo campionato finirà sperando di svegliarci con un futuro migliore.

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