Sei punti nelle ultime sei partite: Milan sesto, ma in crisi di risultati. Tre partite per l'Europa, poi la rosa venga ribaltata. Gigio: ho finito gli aggettivi

Sei punti nelle ultime sei partite: Milan sesto, ma in crisi di risultati. Tre partite per l'Europa, poi la rosa venga ribaltata. Gigio: ho finito gli aggettiviMilanNews.it
© foto di Pietro Mazzara
lunedì 8 maggio 2017, 00:00Editoriale
di Pietro Mazzara

Adesso è legittimo parlare di crisi. Il Milan non sa più vincere e rimane ancorato al sesto posto grazie ai contemporanei passi falsi di Inter e Fiorentina. Ma la fortuna non può durare in eterno se non è accompagnata dai risultati. Le quattro sberle che i rossoneri hanno rimediato contro la Roma sono lo specchio del momento, perché la squadra è apparsa spenta del punto di vista mentale e tecnico. La sensazione che si è avuta dallo stadio, fin dalle prime battute dell’incontro, è stata quella di un senso di smarrimento da parte dei giocatori milanisti, incapaci di trovare trame di gioco degne di tal nome. Sosa è stato spesso pachidermico nel liberarsi del pallone, Suso non ha mai avuto una visione completa delle situazioni in fase offensiva, ignorando spesso il cambio di gioco su Deulofeu. Quest’ultimo, poi, arriva con facilità nella zona calda, ma poi porta a spasso il pallone senza trovare il colpo risolutore. Un limite evidente che ne determina la connotazione tecnica, visto che il catalano è fortissimo a creare la superiorità, ma quando c’è da esser concreti verso i tre legni avversari, diventa evanescente.

Donnarumma è stato il solito fuoriclasse. Fenomenale in almeno quattro interventi ed assolto con formula piena sui gol romanisti. Ma Gigio, per la prima volta in stagione, ha perso la pazienza in maniera palese con i compagni di squadra. Sintomo evidente di come lui si sia reso conto, fin da subito, che l’interruttore della concentrazione dei compagni era stato cementificato sull’off. Non si è salvato nessuno in questo naufragio, tecnico e mentale, di un Milan che ha fatto sei punti nelle ultime sei partite e gli avversari, va detto, non sono stati di certo il Real o il Barcellona, ma Pescara, Palermo, Empoli e Crotone oltre alla Roma e all’Inter. La vittoria manca dal poker, fin troppo facile, contro i siciliani ed il calo è stato evidente, nonostante sia stato mascherato dal 2-2 godurioso del derby. Insomma, le prossime quattro partite saranno un mini campionato: riuscirà Montella a rialzare la squadra da questa fase depressiva in termini di risultati?

Dopo la partita di Cagliari, che manderà in archivio questo campionato in chiaro scuro, si dovrà tracciare una linea di demarcazione netta all’interno della rosa. C’è un reparto offensivo che va rifatto (ad avercelo Dzeko…) così come il centrocampo va rimesso in piedi da zero. Ben vengano i 28 milioni per Kessié, ben vengano i tentativi per Pellegrini e, magari, Fabregas. Per non parlare della difesa, dove nel reparto dei centrali servirà un altro innesto oltre a Musacchio. Insomma, si pensi a rifare il Milan. Non  sarà possibile in una sola estate, ma il cambiamento deve essere radicale. Ad Europa acquisita.