Si riparte da zero con un nuovo allenatore: Inzaghi per il futuro, Donadoni o Prandelli per il presente

Si riparte da zero con un nuovo allenatore: Inzaghi per il futuro, Donadoni o Prandelli per il presente MilanNews.it
giovedì 15 maggio 2014, 00:00Editoriale
di Carlo Pellegatti

Ho chiuso con l’aritmetica. Non è mai stata la mia materia preferita, ma è stata la mia compagna di queste ultime settimane. Mi sono divertito infatti a calcolare ogni possibile intreccio, per capire se il Milan potesse approdare in Europa. Certo, proprio i numeri dicono che la possibilità esista ancora, ma è una stagione che ha prosciugato ogni barlume di entusiasmo. Vivo quindi l’ultima partita di campionato, solo con la gioia di veder entrare in campo le nuove undici maglie rossonere, come mi accade da tanti anni. Hanno vinto i dietrologi, che erano sicuri che dopo la vittoria nel derby, la squadra avrebbe deluso contro l‘Atalanta. Hanno vinto gli sfortunati che antepongono le idee personali alle fortune del Milan. Ora si riparte da zero, con una futura rosa di 22/24 giocatori, con un nuovo allenatore, come è successo per il dopo Sacchi e alla fine degli anni ‘90, in entrambi momenti della storia milanista, con situazioni difficili e complicate da normalizzare. Era stato un Milan fortunato perché i risultati di Capello e di Zaccheroni, prima, e di Ancelotti, dopo, avevano permesso all’ambiente interno ed esterno di ricompattarsi, di tornare ad appassionarsi, unito, alle vicende di campo, di godere per le vittorie rossonere. Fondamentale allora era l’aver trovato la guida tecnica giusta per gestire i futuri Invincibili e, con Ancelotti, l‘allenatore che ha creato un gruppo fantastico. Oggi il compito è ancora più delicato perché, rispetto agli anni passati, non sono previsti larghi investimenti.

Verrà impostato un mercato mirato e intelligente, per rendere il gruppo competitivo intanto per il campionato che, con il possibile addio di Conte, potrebbe vedere la Juventus avere un logico contraccolpo, da ben sfruttare per gli avversari. Nomi oggi sarebbe poco serio elencarli, perché può succedere di tutto, veramente di tutto. Dato che Pippo Inzaghi rimane sempre nel mio cuore, mi auguro che non sia ancora lui a sedere sulla panchina, ma possa acquisire l’esperienza necessaria per guidare il Milan a vincere la Champions League, perché possa risuonare il grido “Pippo Mio” su un campo d’Europa. Dovesse essere, invece, subito Superpippo il prescelto, sarò il suo primo tifoso anche come allenatore, perché sono sicuro che darà tutto, da tecnico come come da giocatore, per ridare lucentezza al simbolo del Milan. Due i nomi mi sembrano poter avere le giuste caratteristiche per guidare il Milan di questa fase della sua vita, Roberto Donadoni e Cesare Prandelli. Uno è stato protagonista della storia milanista, quindi ama il gioco propositivo, le sue squadre offrono un buon spettacolo, sa gestire anche le figure forti dello spogliatoio, apparendo maturo per giocare le sue possibilità in una squadra di assoluto vertice. L’attuale C.T. della nazionale è persona garbata, saggia, educata, pronta ad assorbire le pressioni, un tecnico che crede nei giovani e soprattutto nella gioventù italiana già, nel passato, protagonista con le sue squadre in campo nazionale ed internazionale. Mi permetto, però, di dare intanto un consiglio ai tifosi milanisti. I nomi indicati sono tanti ma, ripeto, può succedere di tutto ed attendano con pazienza. Il Milan infatti non deciderà subito, perché non può sbagliare sulla figura più importante della sua futura, speriamo aulentissima, rosa.