ESCLUSIVA MN - A. Cerruti: "Date tempo a Bonucci. Suso deve giocare largo a destra. Silva? Non capisco perchè non sia titolare..."

 di Thomas Rolfi Twitter:   articolo letto 24244 volte
Fonte: intervista di Thomas Rolfi
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
ESCLUSIVA MN - A. Cerruti: "Date tempo a Bonucci. Suso deve giocare largo a destra. Silva? Non capisco perchè non sia titolare..."

La redazione di MilanNews.it ha contattato Alberto Cerruti. Con la firma della Gazzetta dello Sport abbiamo parlato del momento di forma del Milan in vista della gara contro la SPAL, del passaggio alla difesa a tre e dei problemi che ne possono scaturire, della posizione di Suso, dell'importanza di Andrè Silva. Infine, una domanda su Bonucci e le critiche ricevute nelle ultime settimane.

Come giudica il nuovo Milan visto in queste prime partite stagionali?
"E' una squadra che si deve formare ancora e il problema è che non c'è un'identità precisa. Penso che ci voglia del tempo, perchè è stata completamente smembrata la squadra dell'anno scorso. E' una squadra che fa ancora fatica, penso che un giudizio sul Milan si possa dare a Natale. Ad ora è ancora un cantiere aperto".

Quanto può essere decisivo, in un senso o nell'altro, il passaggio alla difesa a tre e il conseguente cambio modulo?
"I moduli non sono mai la cosa più importante. I moduli sono la cornice e quello che conta è il quadro, cioè i giocatori. Faccio un'eccezione per Bonucci, perchè gioca meglio nella difesa a tre. Però per tutto il resto, che poi ci siano due attaccanti, quattro centrocampisti o cinque non c'entra nulla. L'importante è avere buoni giocatori e che stiano bene".

Con il 3-5-2, però, chi sembra essere un po' sacrificato è Suso. Qual è la posizione ideale per lo spagnolo mantenendo la difesa a tre?
"Non solo Suso, anche Bonaventura è imprescindibile, perchè sono stati i migliori nella scorsa stagione. Suso deve giocare sulla fascia destra. Prima ci sono i giocatori e poi si cerca il modulo per esaltare le caratteristiche di questi giocatori. Io non credo che Suso debba fare la seconda punta o la mezzala. Bisogna trovare il modo e il modulo per far giocare Suso in quella posizione senza rinunciare a Bonaventura, che ha già dimostrato di essere un giocatore importante. Mentre Calhanoglu lo deve ancora dimostrare, occorrono una serie di partite, non basta la gara facilissima di Vienna per esaltarlo".

Difesa a tre con Suso largo a destra vorrebbe dire 3-4-3.
"Sì, certo. Può essere questo modulo, mettendo dall'altra parte un giocatore con caratteristiche più difensive. In modo che Suso va avanti e l'altro difende di più. Ad esempio Bonaventura. Poi si può giocare con due punte, si può giocare con il trequartista e due punte. Non bisogna fossilizzarsi. La cosa importante è che Montella decida qual è la strada. Al Milan serve un'identità precisa, continuare a cambiare moduli e tanti interpreti non aiuta".

Dopo la tripletta in Europa League contro l'Austria VIenna, quella di domani contro la SPAL può essere la partita di Andrè Silva?
"Secondo me Andrè Silva deve giocare sempre. E' stato pagato tantissimo e allora vuol dire che c'è fiducia in questo giocatore. O è stato pagato troppo o, altrimenti, se è stato pagato il giusto, deve essere titolare. E' titolare nella nazionale portoghese, non capisco perchè debba giocare una partita sì e una no nel Milan. I giocatori si ambientano giocando, non stando in panchina".

Oggi Montella in conferenza stampa ha sottolineato i margini di miglioramento di Andrè Silva in termini di voglia di segnare. E' un aspetto che si può allenare o è innato?
"O uno le ha queste caratteristiche o non ce le ha. Cutrone è più giovane, ma ha queste caratteristiche. Sono caratteristiche innate, come la personalità. Se Montella vede in lui questi difetti, vuol dire che il giocatore è stato pagato troppo. C'è qualcosa che non quadra. Se lo paghi così tanto deve essere uno nel quale credi e che scenda da subito in campo".

Ritiene siano state eccessive le critiche a Bonucci delle ultime settimane?
"No, le critiche se sono costruttive possono servire. Sicuramente non abbiamo visto il miglior Bonucci. Anche lui deve trovare la condizione e l'affiatamento con i compagni. I cambiamenti di modulo e di interpreti di chi ha il suo fianco non aiutano. Alla Juventus era abituato a giocare ad occhi chiusi in una squadra che andava a memoria. Deve adattarsi a una nuova realtà".