ESCLUSIVA MN - Bellinazzo: "Alla UEFA interessa un Milan ad alti livelli, ma vuole prima capire il percorso economico prospettato. E sul debito del club..."

12.11.2017 14:00 di Thomas Rolfi Twitter:   articolo letto 26563 volte
Fonte: intervista di Thomas Rolfi
ESCLUSIVA MN - Bellinazzo: "Alla UEFA interessa un Milan ad alti livelli, ma vuole prima capire il percorso economico prospettato. E sul debito del club..."

Fassone e Han Li giovedì si sono presentati a Nyon davanti alla commissione UEFA per presentare il piano di rientro quadriennale per convincere il massimo organo calcistico europeo a concedere il Voluntary Agreement. La redazione di MilanNews.it ha contattato Marco Bellinazzo, esperto di economia applicata al calcio de Il Sole 24 Ore, per provare a fare un po' di chiarezza sulle tematiche emerse durante l'incontro e sui possibili risvolti futuri.

Come dobbiamo interpretare questa attesa di una risposta da parte della UEFA?
"Mi sembrava strano che si parlasse di una risposta della UEFA in tempi brevi, si diceva che avrebbe risposto lo stesso giorno. Invece, proprio perchè è la prima volta che viene richiesto il Voluntary Agreement, deve fare una valutazione attenta e non basta una settimana per prendere una decisione. E' un caso che farà scuola, è la prima volta da quando è stato introdotto due anni fa. Il Milan fa trapelare un cauto ottimismo. Magari prenderanno una decisione anche prima di Natale".

Il 'peso' del Milan a livello di importanza per il calcio europeo potrà incidere nella decisione finale?
"Naturalmente sì. Ci sono delle valutazioni di carattere politico da fare. Al di là dei numeri, è una scelta che dipende molto dalla fiducia che la UEFA vuole accordare alla proprietà cinese e al percorso che è stato prospettato. E' chiaro che la UEFA ha un interesse primario: quello di riportare il Milan ad alti livelli in Europa, perchè è un asset fondamentale del calcio europeo ed è un brand che conta. Detto questo, la preoccupazione della UEFA, a differenza del Settlement Agreement - che viene quasi sempre accettato - è quella di andare a guardare nel dettaglio il percorso economico prospettato dal club ed è il motivo per cui a giugno si è deciso di rimandare tutto a novembre. Non c'erano elementi fondati per cui poter giudicare il piano. La UEFA ha, in qualche modo, timore di poter mettere un sigillo su un percorso prospettato da una proprietà su cui dei dubbi oggettivamente ci sono proprio per la situazione societaria mai del tutto chiarita".

Alla UEFA interessa avere ulteriori garanzie, magari attraverso la richiesta di ulteriore documentazione?
"La UEFA non ha ancora chiesto un'integrazione documentale. Quello che interessa alla UEFA è capire se la proprietà può garantire la continuità del progetto, in quest'ottica ha chiesto che possano essere date tutte le garanzie del caso. La risposta di Fassone è stata quella di prospettare vari piani di sviluppo in funzione dei risultati con delle vie d'uscita. Il Milan ha prospettato vari scenari con e senza coppe europee e che prevedono anche la possibile cessione di giocatori per fare plusvalenze in caso non ci siano quegli aumenti di ricavi che garantisce l'Europa. A vantaggio del Milan c'è, inoltre, il fatto che la UEFA ha sempre avuto un'atteggiamento benevolo nei confronti delle squadre top, basti pensare al PSG e al Manchester City negli anni scorsi".

Questione debito contratto con Elliott. Quanto è preoccupa la UEFA da questo punto?
"Il Fair Play Finanziario valuta la questione relativa all'indebitamento non in prima battuta. E' in secondo piano rispetto ai bilanci d'esercizio. Per la UEFA se tu riesci a produrre dei ricavi tali che ti permettano di pagare gli interessi sul debito e alla fine comunque restare nei parametri del FPF per quanto riguarda il bilancio, tu puoi avere anche un'indebitamento di centinaia di milioni di euro di debiti. La situazione debitoria rossonera non è tra le più pesanti del circuito calcistico europeo e non è preoccupante rispetto al fatturato del club. Però, nei casi come il Manchester United e il Chelsea, ad esempio, c'era anche una redditività che ha portato negli ultimi 10 anni a ridurre di molto l'indebitamento e a far rientrare questo pericolo. Il problema del Milan è legato alla solidità della proprietà, che sta facendo un'operazione di carattere finanziario: risanare il club, portarlo in Europa e poi quotarlo in Borsa o trovare altri soci che possano ripagare l'investimento fatto da Li Yonghong. Per fare un esempio. Se andiamo a vedere qual è la situazione delle due milanesi, l'Inter ha un indebitamento più alto rispetto al Milan, ma Suning fattura 50 miliardi all'anno e quell'indebitamento ha più ragioni tecniche che finanziarie. L'operazione di Li Yonghong può andare bene o male e per male non intendo il fallimento del club, però in quel caso il processo di costruzione si rallenterebbe perchè Elliott dovrebbe cercare nuovi proprietari. Rifinanziamento? Non è detto migliori la situazione economica del Milan. Io prendo in prestito più soldi da un altro, con interessi minori e da ripagare in un periodo più lungo, ma comunque carico di debiti il club e quindi poi se non riesco ad innescare un circolo virtuoso per cui io poi quel debito riesco a ripagarlo è evidente che io appesantisco la situazione, anzichè migliorarla, anche se rifinanzio il debito.

In caso di subentro da parte di Elliott e, quindi, di una nuova proprietà, l'eventuale Voluntary Agreement verrebbe cancellato?
"No, da quel punto di vista ci sarebbe continuità. Poi, chiaramente, la nuova proprietà avrebbe tutta la possibilità di andare a ridiscutere un nuovo piano, ma la
UEFA non è che lo ritira. E' anche per quello che Elliott sta guardando da molto vicino la vicenda, perchè c'è un investimento da 300 milioni i ballo".