ESCLUSIVA MN - Carmignani: "Donnarumma vale il miglior attaccante. Milan, con la Juve è decisiva. E Pioli deve restare"

06.05.2021 19:40 di Redazione MilanNews Twitter:    Vedi letture
ESCLUSIVA MN - Carmignani: "Donnarumma vale il miglior attaccante. Milan, con la Juve è decisiva. E Pioli deve restare"
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

La questione Donnarumma, il big match con la Juve e non solo: abbiamo affrontato diversi argomenti, relativi al mondo Milan, con Pietro Carmignani, ex preparatore dei portieri nonché viceallenatore rossonero durante la gestione Sacchi. Ecco le sue dichiarazioni.

Il caso Donnarumma tiene banco: cosa ne pensa?
"Dal punto di vista tecnico è un portiere eccezionale, uno dei migliori del mondo. E ha tutto un avvenire davanti. Dal punto di vista contrattuale è Raiola che comanda: i procuratori hanno in mano il potere in quanto possono valutare le offerte che arrivano da altri club. Francamente non so se Donnarumma ha ricevuto proposte esorbitanti da altre squadre, che poi possono essere tre o quattro, perché non credo ci siano molte società che possono pagare ingaggi così alti. È tutto proporzionato a quello che è il valore del mercato attuale, che poi sia esagerato in assoluto lo sanno tutti, ma Donnarumma deve essere considerato come uno dei migliori attaccanti o dei migliori difensori in circolazione. Queste sono le valutazioni, credo sia una legge di mercato".

È giusto che i tifosi pretendano e ottengano un confronto col giocatore?
"Non posso parlare di cose che non conosco e dire se sia giusto o no. Non so cosa sia successo, quindi mi limito a parlare delle questioni tecniche. Queste cose le sapranno bene i dirigenti del Milan, Raiola e lo stesso giocatore. Credo che i grandi personaggi come Donnarumma, ma come potrebbero essere un cantante o un attore, possono avere un confronto con l’opinione pubblica, ma le cose devono essere studiate, non si può mettere un personaggio così di fronte a cose improvvisate. Poi mi sembra che Gigio parli sempre e si esprima, che non si chiuda in se stesso, quindi mi pare che valga anche come uomo. Ok, potrebbe dire “basta, io rimango al Milan”, e decidere in un certo modo, ma ha firmato un contratto con Raiola e il procuratore cerca di fare i suoi interessi, non quelli del Milan".

Alla fine, secondo lei, resterà in rossonero?
"Credo di leggerlo tra le righe, sento le dichiarazioni e da queste traspare la voglia di Donnarumma di restare. Non sono dentro l’ambiente, ma mi pare di intuire che sarebbe contento di rimanere".

Il Milan vuole comunque tutelarsi e sta cercando un sostituto.
"Non avrà la vita facile, dovrà essere un portiere forte anche caratterialmente, perché sostituire Donnarumma non è semplice. I nomi interessanti sono quelli di Cragno, Audero e Musso, questi in Italia mi sembrano i migliori. Maignan? Sicuramente sarà anche più bravo, ma non l’ho mai visto giocare. Se gli osservatori e i dirigenti del Milan hanno bloccato questo ragazzo, che non è in scadenza di contratto, evidentemente merita, quindi ritengo ci siano dei valori assoluti. Ripeto, non l’ho visto giocare, mentre ho visto in azione Cragno, Audero e Musso".

Passiamo a Juventus-Milan: la Champions passa da questa sfida?
"È la partita che decide. Mancano quattro gare e i rossoneri, dopo la Juve, devono giocare anche con il Torino, il Cagliari e l’Atalanta. Il Milan deve giocare da Milan, quello del girone d’andata, quello con tutti i suoi giocatori e con Ibrahimovic, che purtroppo non ha disputato tutte le partite. Con la Juventus sarà determinante: bisogna andare là e cercare di vincere".

Certo che sarebbe una beffa, per il Milan, non andare in Champions dopo una stagione così.
"Eh lo so. Il Milan ha fatto benissimo, poi ha pagato le troppe assenze. Ibrahimovic ha giocato la metà delle partite ed è venuto a mancare un uomo d’area di rigore. Se ci fosse stato Zlatan o un centravanti capace di fare gol - come Belotti, Lautaro Martinez ecc - i rossoneri avrebbero fatto meglio nelle ultime giornate. Il Milan, attraverso il gioco, arriva a tirare in porta spesso, ma senza Ibra sono mancati i gol perché è mancato chi riempiva l’area. Tra l’altro Zlatan non solo segna, ma fa segnare i compagni con i suoi assist".

Forse bisognava puntare su un profilo diverso da Mandzukic?
"È un discorso che si fa col senno di poi. In quel momento Mandzukic sembrava un’ottima scelta, ma evidentemente non era a posto fisicamente. A gennaio-febbraio, con il campionato che finisce a maggio, bisogna prendere giocatori pronti".

Ha fatto bene il Milan a rinnovare il contratto di Ibrahimovic, che a ottobre compirà 40 anni?
"È giusto, ma non bisogna pensare che possa fare 38 partite su 38. Stavolta Ibrahimovic avrà la fortuna di fare una preparazione più adeguata, perché quest’anno, purtroppo, non ci si è potuti preparare bene, ma con la fisicità e i ritmi che ci sono nel calcio italiano sarebbe un miracolo se le giocasse tutte. Bisogna tenerlo sapendo che può dare il meglio in determinati momenti. Vedo un Ibra che può fare tanto, ma non per tutti i 90 minuti. I giocatori bravi, comunque, devono partire dall’inizio, poi, quando sono stanchi, eventualmente si sostituiscono". 

Al di là di Ibra, serve comunque un’altra punta: Belotti può essere la soluzione?
"Bisogna vedere che progetti ha il Milan: se vuole lottare per il campionato ha bisogno di avere due attaccanti d’area di rigore. Uno è Ibrahimovic, l’altro può essere Belotti, come dice lei. Anzi, lo dico anche io, perché mi sembra che Belotti si un centravanti che incarna la forza, la strapotenza e la voglia di fare che ha lo stesso Ibra".

Il Milan sembra intenzionato a proseguire con Pioli anche senza Champions. Giusto così?
"Ritengo che abbia fatto un ottimo lavoro, poi sono venuti a mancare tanti giocatori. Io sono dalla parte di chi propone Pioli anche per il prossimo anno, ci mancherebbe altro. Non si può dimenticare tutto quello che di buono è stato fatto. È stata una stagione anomala, è mancata la preparazione: è finito un campionato ed è iniziato subito l’altro. Tutte le squadre hanno avuto tanti infortuni, forse l’Inter ne ha avuti meno degli altri. I nerazzurri sono stati comunque concreti e hanno fatto un grande girone di ritorno, lo dicono le vittorie fatte. Ma sono mancate squadre come la Juventus, che è in fase di ricostruzione, e il Milan, non per demeriti suoi ma perché ha avuto tanti infortunati".