ESCLUSIVA MN - Condò: "Scudetto di chiarezza e coerenza. Leao da blindare, Tonali campione. Calciomercato? Scamacca al Milan non fallirebbe"

06.06.2022 16:00 di Antonello Gioia  Twitter:    vedi letture
ESCLUSIVA MN - Condò: "Scudetto di chiarezza e coerenza. Leao da blindare, Tonali campione. Calciomercato? Scamacca al Milan non fallirebbe"
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© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Paolo Condò, noto giornalista ed opinionista di SkySport, ha rilasciato un'intervista esclusiva ai microfoni di MilanNews.it sui tanti temi riguardanti il mondo Milan.

A due settimane dallo Scudetto rossonero: trofeo meritato?

"Il Milan ha vinto meritatamente lo Scudetto perché chi arriva primo, secondo me, lo merita. Non è giusto fissarsi su un singolo episodio come l'errore di Radu che, visivamente, è più ricordato perché commesso a poche giornate dalla fine, ma nel girone d'andata anche i giocatori del Milan avevano fatto qualche errore che si equivale a quello di Radu. Non è mai giusto, dunque, dire che uno Scudetto sia stato buttato da una squadra, a meno di casi eccezionali (e non è questo il caso): chi arriva primo merita".

Il progetto Elliott ha dato i suoi frutti...

"Ho un grafico sugli ultimi 10 anni del Milan. Si parte dallo Scudetto del 2011, poi un secondo posto e un terzo; poi c'è un crollo con ottavo e decimo posto, una delle fasi più buie della storia del Milan con il compratore cinese. Poi arriva Elliott e si assiste ad una costante risalita: si passa dal decimo posto al settimo, al sesto, due volte quinto, poi l'anno della pandemia con il sesto e poi secondo e poi primo. Nel corso degli ultimi 11 anni il Milan è sceso ai suoi minimi storici, per poi risalire impetuosamente, dall'arrivo di Pioli in poi, grazie alla chiarezza e alla coerenza del progetto milanista".

...comprensivo di calciatori dal grande talento

"Alcune cambiali sono andate a scadenza... Mentre non avevo pronosticato la grandezza di Maignan, dicendo che il Milan avrebbe perso perdendo Donnarumma e ho detto una fesseria, su Leao avevo detto al suo arrivo che se il portoghese fosse riuscito a diventare ciò che prometteva il Milan sarebbe tornato a vincere; è un fuoriclasse: lo era in potenziale, è ancora lontano dalla sua realizzazione completa, ma in questa stagione lui, Tonali, Maignan e Theo sono stati imprescindibili. Leao è quello che ha preso per mano la squadra e l'ha portata oltre le ultime paure".

Tutto ciò dimostra ancora una volta che ad una società forte corrisponde una squadra forte?

"È stato sempre così. Il Milan di Berlusconi e la Juventus degli ultimi 10 anni hanno avuto una forza societaria spaventosa. La differenza è tra la gestione e la visione: il Milan, negli ultimi anni, ha avuto una visione che ha portato allo Scudetto; se le cose proseguiranno in questa maniera - e giro queste "se" alla nuova proprietà; benissimo i proclami, poi servono i fatti - magari con qualche aggiustamento... Leao non può essere perso, non voglio pensarci nemmeno come campionato in generale: dobbiamo tornare a tenerci i campioni e Leao è il più cristallino di questi".

La incuriosisce l'arrivo di Red Bird e il suo binomio per lo sport risultati-spettacolo?

"Ben vengano coloro che hanno piani che vanno al di là del proprio naso. Poi, per onestà intellettuale, sono anni che sento dire queste cose... Poi gira e rigira non c'è mai una risposta di sistema; ci sono delle anime troppo differenti in Lega, 20 volanti diversi: c'è chi vuole spingere sull'acceleratore (e la nuova proprietà del Milan sembra andare in questa direzione) e chi vuole stare nella propria posizione perché, magari, se le cose diventassero più grandi diventerebbero, di conseguenza, troppo più grandi anche di lui".

Primo passo deve essere il rinnovo di Maldini e Massara.

"Non è neanche da discutere. Sono rimasto stupefatto dal leggere l'intervista di Maldini, tanto che ho pensato che fossero parole strategiche affinché la catena di comando rossonera non si riempisse di un nuovo anello. Bisognerà capire per il futuro il ruolo di Gazidis; oltre a lui, ci sono anche Maldini e Massara e se c'è qualche ruggine se la risolveranno tra loro... Ma se dovesse arrivare un mister X le gerarchie cambierebbero ed è legittimo che la nuova proprietà possa piazzare un suo AD. È importante che la direzione resti sdoppiata: a Maldini e Massara la parte sportiva, a Gazidis o mister x la parte finanziaria. Sarebbe talmente un'enormità fare a meno di Maldini, dopo un successo del genere e una dimostrazione di capacità del genere, che... non posso neanche pensarci ad un Milan senza Maldini...".

Calciomercato Milan: dove interverrebbe?

"Devo fare una premessa. Affronto questo tema parlando di qualsiasi club, ma ho una posizione definita: mi piacerebbe che ci fossero dei calciatori italiani a giocare la Champions League. Chiarisco: io racconto e descrivo i singoli club, ma ho a cuore gli interessi del calcio italiano nella sua globalità. Io desidero che Scamacca giochi in Champions League, vorrei che Raspadori facesse lo stesso, ma per citare due nomi eh... Zaniolo? Zaniolo gioca già in Europa, magari anche in una più importante. Abbiamo visto i giovani dell'Italia di Mancini e, secondo me, sarebbero tre volte più forti se giocassero abitualmente in Champions League. Poi ben venga Origi, per carità, anche se ha giocato poco ultimamente considerando l'attacco del Liverpool... Ma vorrei vedere Scamacca centravanti del Milan o dell'Inter, del Napoli... Vorrei che i grandi attaccanti - faccio il nome di Scamacca e mi fermo lì - si mettessero alla prova in questo palcoscenico; su Scamacca sono abbastanza convinto che non la fallirebbe: al Milan da titolare farebbe 25 gol in una stagione in tutte le competizioni".

Tonali, in questo senso, è già pronto per essere perno del Milan e della Nazionale?

"Assolutamente sì. Tonali è un campione. L'anno scorso, in partenza, la coppia era Bennacer-Kessie e quest'anno, avendo delle opportunità per mostrarsi, Tonali... guarda come ha risposto: è stato fragoroso. Tonali deve essere il perno, anche per questo suo ruolo ibrido: è un po' Pirlo, un po' De Rossi e nel mondo è un unicum: non ce ne sono tanti del suo livello... È implicito il complimento a Pioli, Maldini e Massara: Tonali non aveva fatto una buona prima stagione, ma loro hanno dimostrato che, perseverando sul giovane, avevano ragione".

In questi discorsi può rientrare anche Pobega?

"Pobega ha fatto dei passi avanti al Torino importanti, una stagione fantastica. Pobega è veramente forte. È chiaro che non parte titolare al Milan, ma se continua in questo processo di crescita, che l'ha portato anche in Nazionale... Non ci sarà Kessie, ma io sarei rassicurato dall'innesto gratuito di Pobega".

In difesa, secondo lei, il Milan dovrebbe intervenire?

"Dipende tutto da Kjaer. Tomori è uno dei 2-3 difensori top del campionato, Kalulu lo abbiamo visto tutti e quando hai un giocatore giovane così forte... è un peccato di Dio rimandarlo in panchina! Il grande club cresce il giovane alle spalle del titolare anziano. Da quando il Milan ha preso Ibrahimovic io parlo di Scamacca: per il ragazzo crescere all'ombra di Ibrahimovic sarebbe stato fondamentale, anche perché i due si assomigliano a livello di caratteristiche... Quando il titolare anziano termina, è pronto a giocare il giovane. Con l'infortunio di Kjaer c'è stato Kalulu e sarebbe un peccato rimetterlo in panchina ora...".

Dopo tanti giovani bisogna anche parlare del grande vecchio: cosa vorrebbe per il futuro di Ibrahimovic?

"Ibrahimovic è stato molto importante nel triennio, basti pensare all'influenza che ha avuto su Leao... è evidente che c'è qualcuno che gli ha rotto le scatole: l'allenatore è sempre come il professore, mentre il rimprovero o i consigli di un compagno di classe dotato di un certo carisma - in questo caso, compagno di squadra - lo senti di più, lo ascolti soprattutto sé lui è il leader del gruppo classe. Non c'è dubbio che Ibra abbia fatto così con Leao. Ieri ho guardato Nadal terrorizzato dal fatto che potesse smettere: quando ci sono campioni anziani, che soffrono fisicamente, sei preparato al fatto che possano non esserci più... Ibrahimovic tornerà dopo il Mondiale e potrebbe avere senso continuare ancora per una stagione; il suo minutaggio è sempre calato negli ultimi anni ed è una valutazione che devono fare i dirigenti e il calciatore e deve essere fredda, non basata sulla gratitudine. Ibrahimovic cosa è disposto a fare? La punta titolare sarà un'altra e lui potrà dare qualità nei minuti finale: se a lui questo basta ben venga".

Vede pronto Pioli per guidare questo Milan più lontano anche in Champions League, oltre ad una conferma in Italia?

"Pioli ha fatto un salto di qualità impressionante: non era così prima di arrivare al Milan. Forse non aveva mai trovato l'ambiente necessario e i giocatori ideale per scalare i gradini che gli mancavano... Il Milan non ha fatto male in Champions League quest'anno. Ha avuto molta sfiga quest'anno nei sorteggi ed, essendo in prima fascia, non la riavrà; era andato in vantaggio a Liverpool, ha battuto l'Atletico in trasferta e ha perso in casa con un rigore inesistente. Secondo me il Milan, soprattutto con un paio di correttivi, può arrivare almeno agli ottavi di finale... Poi ho visto talmente tante finali del Milan che non mi stupirei se andasse anche più lontano!".