ESCLUSIVA MN - Mondonico: "La società intervenga, voci su Ancelotti distruggono la stagione. Montella alzerà trofei"

30.09.2017 17:17 di Daniele Castagna Twitter:   articolo letto 36679 volte
Fonte: intervista di Daniele Castagna
© foto di DANIELE MASCOLO/PHOTOVIEWS
ESCLUSIVA MN  - Mondonico: "La società intervenga, voci su Ancelotti distruggono la stagione. Montella alzerà trofei"

Il terremoto calcistico di Monaco di Baviera ha scosso anche il terreno di Milanello. In una settimana difficile per Vincenzo Montella, con la debacle di Genova ed il rischio Rijeka, appare minacciosa un’ombra tanto scomoda quanto vincente come quella di Carlo Ancelotti. Nella vigilia di Milan-Roma, una delle sfide più difficili e significative del campionato, la redazione di MilanNews.it ha intervistato Emiliano Mondonico, storico tecnico italiano con più di 1150 panchine (in 9 club diversi) in 30 anni di carriera ai massimi livelli.

Sig. Mondonico, per parlare della gara di domani torniamo a quella di giovedì sera. Che sensazioni le ha lasciato Milan-Rijeka?
Rispetto a ciò che leggo e sento dire in giro, io l’ho trovata una vittoria convincente. Come si fa a dire che è stata una delusione quando una squadra al 93’ ancora spingeva compatta per cercare comunque la vittoria? Volevano vincere come dei dannati e lo hanno fatto. Solo nelle difficoltà vere Montella può osservare chi realmente vuole far parte di questo progetto e vuole emergere. Innegabile, c’è stato un momento di crollo in cui il Milan è stato punito dai croati, ma questo fa parte di un bagaglio di esperienza che un gruppo nuovo deve obbligatoriamente fare per crescere e diventare squadra. È una rosa assemblata da tempo zero rispetto a quelle che sono le tempistiche del calcio, ai giocatori servono molte più partite per arrivare al punto giusto di coesione”.

La fermo subito sig. Mondonico. Lei crede che sia un momento di nervosismo collettivo? Di ‘tutto e subito’, per intenderci?
Assolutamente sì. I giocatori, soprattutto quando viene rifondato un intero spogliatoio, hanno l’estrema necessità di continuare a passare del tempo insieme sul campo di gioco. Si affinano i movimenti, le sicurezze, gli automatismi, le giocate a memoria. Come diceva lei, il Milan sta rischiando l’autolesionismo con questo concetto del ‘tutto e subito’, ma non può e non deve essere così. Una formazione vincente e che possa puntare a qualcosa di importante, come vuole fare il Milan, nasce dopo mesi di lavoro, 6 giornate sono niente. Vincenzo vincerà ancora su questa panchina, magari alzando altri trofei”.

Contro il Rijeka però, Diavolo punito da due gravi errori singoli piuttosto che manovra avversaria. Come si aggiustano? È solo questione mentale?
Bonucci prima e Romagnoli dopo, hanno commesso errori elementari. E per quanto possa sembrare strano, sono in assoluto le cose più facili da correggere e sistemare. La motivazione è molto semplice: sono inciampi che tutti possono notare e capire, quindi basta far rivedere al ragazzo ciò che ha combinato. Parliamo di professionisti ai massimi livelli, gente di rapida comprensione. Il caso opposto, invece, sarebbe stato molto più difficile da valutare: io li chiamo errori di laurea, quelle situazioni difensive nelle quali subisci il gol e non capisci cosa sia andato storto”.

Spostiamoci invece sulle note dolci di Europa League, protagonisti i baby bomber Cutrone e André Silva. Meritano più spazio o condivide la gestione di Montella?

In un momento come questo, è difficile trovare dei giovani che abbiano gli attributi per giocare da uomini. Il rischio di bruciare due simili talenti è altissimo, ma nessuno meglio di Vincenzo sa come gestire e centellinare le abilità di due ragazzi così. L’esperienza di Kalinic, poi, è un ulteriore aiuto, permette a Montella di poter lavorare con serenità e nei dettagli come il taglio visto l’altra sera che ha portato al terzo gol”.

Il tema più caldo degli ultimi giorni, il divorzio di Ancelotti con il Bayern Monaco. Quanto può essere difficile per Montella affrontare questo ciclo di Roma ed Inter con un’ombra scomoda come quella di Carlo nell’aria?

“Ho sempre reputato Vincenzo un tecnico ‘da società’, non uno yes-man ma comunque un’aziendalista moderno. Un ragazzo intelligente, scaltro, molto attento a non fare mai a botte mediaticamente con la dirigenza e nei rapporti con la stampa. Ecco perché non mi spiego queste voci su Ancelotti, trattasi di cattiverie fatte e finite. Sono voci che destabilizzano l’ambiente lentamente, come le gocce d’acqua fanno con la roccia. Rovinano l’atmosfera, nocive e pericolose per i tifosi e lo spogliatoio. Mi aspetto che la dirigenza del Milan prenda una posizione ancor più netta rispetto a quella del pre partita contro il Rijeka. Una smentita secca, altrimenti si vive il rischio che Montella possa perdere il controllo dei giocatori… E quando succede è finita, situazione irreversibile”.