ESCLUSIVA MN - Mondonico: "Miha sta trovando certezze. Balotelli? Non è ancora uomo squadra"

ESCLUSIVA MN - Mondonico: "Miha sta trovando certezze. Balotelli? Non è ancora uomo squadra"MilanNews.it
© foto di ALBERTO LINGRIA/PHOTOVIEWS
venerdì 4 dicembre 2015, 12:15ESCLUSIVE MN
di Cristian Longo

La redazione di Milannews.it ha contattato in esclusiva Emiliano Mondonico, ex tecnico di Torino e Atalanta, per parlare del lavoro di Mihajlovic, di Balotelli e del salto di qualità che deve fare il Milan per tornare grande. 

Mister cosa ne pensa del lavoro di Mihajlovic? Secondo lei si comincia  a vedere il suo apporto, in termini di carattere oltre che tattico, alla squadra?

"Mihajlovic in questo momento sta effettuando un lavoro di conoscenza, vuole valutare bene nel dettaglio i giocatori che ha a disposizione e capire chi può essere utile alla sua causa. Per questo sta facendo delle prove, anche tattiche. Una, quella con Cerci e Niang larghi, è andata male. L’altra, con Niang seconda punta, è andata molto bene. E grazie a questo Mihajlovic ha raggiunto una certezza che sfrutterà nelle prossime gare. In mezzo al campo ci sono i soliti problemi, o qualità o quantità, che il tecnico rossonero deve cercare di mediare".

Tra qualche settimana tornerà a disposizione del tecnico serbo Balotelli. Può essere un problema, viste le buone prestazioni degli altri attaccanti, o una soluzione in più?

"C’è per me un grande differenza tra l’essere un uomo squadra o un valore aggiunto. Se un giocatore è un elemento che cambia il corso di una gara, ed è perciò in grado di cambiare le sorti della squadra, per me è un fuoriclasse. Se invece ha colpi da grande giocatore ma nel lungo periodo non riesce a incidere come dovrebbe è solo un valore aggiunto. A me in questo momento sembra che Balotelli faccia parte della seconda categoria. Da quello che abbiamo visto non ha ancora assunto la figura del leader. Se al suo rientro il Milan andrà bene Balotelli potrà contribuire a farlo andare meglio. Se invece andrà male dubito che possa apportare un cambiamento significativo all’andamento della stagione del Milan".

Secondo lei cosa manca al Milan per diventare una squadra da vertice?

"Faccio una premessa. Stiamo assistendo ad un campionato dove, a parte la Juve, nessuno è abituato a vincere. Nessuna squadra sa, nei 90 minuti, giocare per la vittoria. Ciò che manca al Milan, così come alle altre squadre in serie A, per ritornare ad essere un club di prima fascia è l’assuefazione alla vittoria. L’importante non è saper perdere. L’importante è saper vincere ed essere abituati a farlo. Solo così si ottengono i grandi risultati".