ESCLUSIVA MN - Nosotti: “La classifica del Milan non è bugiarda. Ibra a Sassuolo aveva intuito la conferma di Pioli"

14.11.2020 16:30 di Pietro Andrigo   Vedi letture
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ESCLUSIVA MN - Nosotti: “La classifica del Milan non è bugiarda. Ibra a Sassuolo aveva intuito la conferma di Pioli"

Intervistato in esclusiva dalla nostra redazione, Marco Nosotti, noto inviato di Sky Sport, ha risposto ad alcune domande attinenti al mondo Milan. Ecco, di seguito, le sue dichiarazioni:

La prima volta che ho avuto il piacere di parlare con lei eravamo in pieno lockdown (28 marzo) e il Milan non aveva ancora incominciato l’incredibile striscia positiva di risultati utili. Sembra una vita fa ormai ma quale è stato il fattore fondamentale, secondo lei, per questo cambio di rotta del Milan? Oltre ai meriti emotivi e caratteriali, quale sono state le qualità tattiche di Pioli?

"Il cambio di rotta arriva da una serie molteplici di cause. Un gruppo che trova motivazioni condivise e che l'allenatore è stato bravo a plasmare. Partendp dalla difesa, la presenza di uno schermo difensivo e di un play basso è stata importante. La crescita di Kessie e la qualità di Bennacer davanti alla difesa sono state un altro fattore fondamentale. L'algerino, in particolare, è perfetto per giocare a due garantendo qualità e intensità. Theo Hernandez sta completando la crescita nel suo ruolo e garantisce sempre profondità. Al di là dei singoli, sono cresciuti tutti i giocatori complessivamente come ad esempio Saelemaekers sull'esterno destro. È una squadra che ha una delle migliori difese, che ha palleggio e un gioco preciso. E' una squadra a cui fai fatica a tirare in porta, che costruisce da dietro e che garantisce sempre almeno un attacco a 4 uomini. C'è disponibilità da tutti, c'è condivisione e lo stiamo vedendo anche ora. Il Milan è in testa alla classifica perché lo merita. E' un campionato particolare in cui la squadra è stata brava a gestire le assenze per Covid ma anche la preparazione fisica. Saper convivere con queste difficoltà e trasformarle in opportunità, è una qualità di questa squadra."


La sera della conferma di Pioli a Sassuolo lei era presente come inviato al mapei. Tra l’altro è vivo il ricordo del suo annuncio ad uno stupito Ibrahimovic. Può descriverci la sorpresa e le emozioni di quella sera?

"Quella sera a Sassuolo ho colto la notizia della conferma di Pioli. E' stata una soddisfazione per Ibra e per la squadra perchè un certo percorso virtuoso per la squadra, poteva essere preservato. Ibra secondo me se lo aspettava considerato il grande cammino fatto con Stefano e con la squadra"

Oltre ai meriti emotivi e caratteriali, quale sono state le qualità tattiche di Pioli?

"Pioli al di là dell'empatia e nella bravura nel relazionarsi con tutti i giocatori della rosa, è stato bravo a creare un ottimo rapporto con Ibrahimovic. Oltre ad essere un grande gestore di uomini, sa dove andare a mettere le mani, sa lavorare anche contro l'avversario. Ha instillato nei giocatori maturità e consapevolezza che si sono visti anche durante l'assenza di Zlatan. La serenità che ha trasmesso è data anche dall'ottimo rapporto con la dirigenza. Maldini e Massara hanno lavorato molto bene e hanno azzeccato gli acquisti, creando una squadra coerente e in linea con le direttive societarie"

Dove può arrivare il Milan secondo lei alla luce dell’inizio positivo ma anche della giovane età del gruppo rossonero?

"Secondo me e in testa meritatamente. Da qui a Natale si potranno fare i conti: dipenderà dagli avversari e dallo stato di forma e dal fatto che è una situazione molto particolare. C'è un'età giovane che viene supplita dalla crescita di alcuni, ma qui vedo una continuità totale. Vedo un Theo Hernadez che sta crescendo in fase difensiva, un Leao che si sta mettendo a disposizione per la squadra e sta trovando il suo posto. Brahim sta crescendo e Calhanoglu poi è un giocatore importante. Con queste premesse il Milan giocherà per i primi quattro posti per la Champions League. Per lo scudetto ci sono tante varianti e il tempo e le varianti diranno se il Milan potrà puntarci concretamente. Sarà importante anche la disponibilità continua dei giocatori, soprattutto in ottica infortuni. Può puntare tranquillamente alla Champions, ma deve pensare a fare bene anche in Europa League. Le armi per restare davanti ci sono: segna, ha gioco e ha una fase difensiva importante. Un valore aggiunto poi può essere Tonali che può e deve crescere compiendo il salto dalla provincia al vertice. Bisogna aspettare questo ragazzo."

L’uomo più rappresentativo della squadra sicuramente è Ibrahimovic. Ha avuto il piacere di raccontarlo sia nelle sue prime esperienze in Italia sia ora. In cosa lo vede cambiato?

"Lo vedo sempre attento alla gestione del proprio corpo e alle priorità. Lo vedo meno concentrato su sè stesso e piu al servizio della squadra. È cresciuto molto nell'essere altruista e a disposizione per i compagni. L'apporto di Ibrahimovic, oltre che dal punto di vista caratteriale, è importante anche a livello tattico. E' un giocatore che ti permette di giocare in una certa maniera ed è importante sia in zona gol che in fase di costruzione del gioco.

Quale è il ricordo più bello che la lega al Milan?

"Ce ne sono tanti. Ad esempio nel '93/94 ho seguito il Milan, una squadra ricca di grandi giocatori e capeggiata da grandi dirigenti come Galliani e Braida. E' stato bello capire come venivano costruite le vittorie con grandi idee di calcio. Ho seguito il Milan sia nei momenti positivi sia in quelli negativi, come ad Istanbul. Sono stato un testimone del grande Milan. Poi, nel corso degli anni, ho conosciuto anche diverse persone che sono diventate mie amiche, come il mio coetaneo e compaesano Ancelotti a cui voglio molto bene. Sono legato anche al Milan di Massimiliano Allegri, un uomo di calcio geniale e pragmatico. Rino Gattuso è un altro uomo incredibile. E' stato un campione in campo e campione del mondo con la nostra nazionale ma ha ricominciato dal basso per riconquistarsi tutto."