ESCLUSIVA MN - Papà Ganz consiglia: "Simone è ora di misurarsi con i grandi: la B è una soluzione. Milan: rimonta fantastica, obiettivo 3° posto"
In esclusiva per MilanNews.it Maurizio Ganz ci racconta le sue sensazioni all'indomani dell'amaro epilogo nel torneo di Viareggio. In campo nei rossoneri il figlio Simone Andrea. Si parla del futuro del ragazzo e della Prima squadra, pronta a ricaricare le pile dopo il pari nel derby.
Maurizio Ganz, partiamo dal ko del Milan Primavera nella finale del Viareggio. In campo Suo figlio Simone Andrea
“Le partite vanno in questa maniera. Mi sembrava di vedere Inter-Milan. Tre occasioni per i rossoneri sciupate nel primo tempo, poi un episodio ti compromette la partita. Un peccato, perché il primo tempo è stato dominato, anche Simone Andrea ha avuto due occasioni. Mi aspettavo una ripresa diversa, di certo non lo 0-3 per l’Anderlecht. E comunque risultato bugiardo per quello che si è visto in campo”.
Cosa rimane di positivo?
“Tutto, anche la finale. Perché la squadra ha giocato molto bene. Poi gli episodi cambiano la storia e magari ti condannano. Come nel derby. Con la differenza che almeno contro l’Inter è arrivato un pareggio”.
Di questi ragazzi c’è qualcuno che è pronto per il grande salto?
“Intanto Simone Andrea deve fare il salto di qualità. È venuto il momento che giochi con i grandi. In 3-4 anni ha dimostrato di essere un attaccante con un gran fiuto per il gol. Media-reti altissima, dimostrata anche in campionato. Gli altri ragazzi sono molti interessanti, penso a Petagna e Cristante: hanno buone doti”.
Dove potrebbe giocare Simone Andrea?
“Lui ha voluto rimanere qua per vincere col Milan. È un milanista sfegatato e avrebbe barattato il titolo di capocannoniere con la vittoria del Viareggio. È un leader ed è ora di giocare con gli altri, quelli più grandi. Questo è lo step successivo. La Serie B credo sia un buon punto di partenza, ma a prescindere dalla categoria l’importante è che gli si dia la possibilità di giocare per continuare il suo percorso di maturazione”.
Lei a differenza di questi ragazzi ha esordito molto presto
“Ho esordito a 17 anni con la maglia della Sampdoria, ma per conquistare un posto da titolare in Serie A ho dovuto fare tanta gavetta, partendo dalla B. D’altronde in blucerchiato c’erano Vialli e Mancini. Insomma, non era certo più facile emergere ai miei tempi: le rose erano di 16 giocatori e non di 30. E quei 16 erano giocatori veri. Ora, e mi riferisco agli attaccanti, ne vedo pochi di un certo livello”.
Passiamo alla prima squadra. Cosa lascia in eredità il derby?
“Il derby ha lasciato un Milan in salute, dagli alti valori non solo tecnici ma anche morali. D’altronde aver recuperato tutti questi punti negli ultimi 3 mesi significa avere una grande determinazione. E poi ho visto un buon calcio. Insomma, questo Milan può arrivare nei primi 3 in classifica e sarebbe un traguardo importantissimo”.
Galliani ha escluso la possibilità di vincere lo scudetto, perso nelle prime otto giornate
“Quando parti così male è poi difficile stare al passo della Juve. Penso che effettivamente l’obiettivo sia il 3° posto, per poi riproporsi il prossimo anno. Adesso vediamo col Barcellona in Champions. Tutti davano all’andata il Milan perdente, ma adesso può giocarsi benissimo la qualificazione”.

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