ESCLUSIVA MN - Passerini: "Milan, mercato da 7: meglio di tutti in Serie A. Piatek la soluzione al problema Higuain. Ora candidati al 4° posto"

01.02.2019 20:00 di Fabio Anelli Twitter:   articolo letto 24768 volte
Fonte: Intervista di Fabio Anelli
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
ESCLUSIVA MN - Passerini: "Milan, mercato da 7: meglio di tutti in Serie A. Piatek la soluzione al problema Higuain. Ora candidati al 4° posto"

Si è conclusa da 24 ore la sessione invernale di calciomercato. Per commentare i movimenti del Milan e per approfondire il valore degli acquisti di Piatek e Paquetà, la redazione di MilanNews.it ha intervistato in esclusiva Carlos Passerini, giornalista del Corriere della Sera. 

Il calciomercato invernale si è appena concluso, come giudica le operazioni del Milan:

“Do sette al mercato del Milan. È se non altro il voto più alto delle venti squadre di Serie A, ed è nettamente più alto rispetto a quello delle squadre rivali dei rossoneri per il quarto posto. Il Milan, grazie a come si è rinforzato, ha la possibilità oggi di guardare ai prossimi quattro mesi che decideranno la stagione e la corsa al quarto posto, con un rinnovato entusiasmo e una squadra sicuramente potenziata. Questo è un mercato da 7 perché il Milan aveva bisogno di risolvere la grana Higuain e lo ha fatto prendendo la migliore soluzione possibile. Non c’era una soluzione migliore rispetto a Piatek. È un giocatore che risponde ai nuovi dettami di Elliott, dal potenziale enorme e con una prospettiva di crescita altrettanto importante. Soprattutto, Piatek conosceva già il calcio italiano. Il suo valore vero aggiunto è quello di conoscere la Serie A, siccome il Milan aveva bisogno di un attaccante pronto all’uso. È poi giovane, piace ad Elliott perché è di prospettiva. A me piace da morire, è un attaccante che arriva dal passato mi sembra, guarda sempre la porta con una fame pazzesca, è minimalista. I paragoni si stanno sprecando, credo funzionino e non funzionino. Ha caratteristiche molto particolari. Ha un’ossessione per il gol, cosa che oggi gli attaccanti hanno in maniera diversa. È un centravanti d’altri tempi”

Secondo lei, quindi, gli acquisti di Paquetà e Piatek possono innalzare il livello della rosa a disposizione di Gattuso?

“Senza ombra di dubbio. Il Milan ha preso due titolari, di cui aveva bisogno. Gli avrebbe fatto comodo anche un terzo acquisto. Io ero scettico già settimana scorsa sull’arrivo di un esterno. Non risultava che il Milan avesse tutta quella convinzione e tutte quelle possibilità, che ci fosse la possibilità concreta di prendere un giocatore che al Milan convinceva. Siccome al Milan non convinceva nessuno dei profili realizzabili, i rossoneri sono rimasti senza una mezza punta ma le priorità erano altre”.

A suo parere, Cutrone potrebbe soffrire la presenza del polacco?

“Questa è l’altra faccia della medaglia. Sicuramente, il grande danneggiato, e mi dispiace, è Patrick. Io l’ho detto più volte, con una provocazione, se lui si fosse chiamato Cutrones o Cutroski forse avrebbe avuto maggiore credibilità agli occhi di chi doveva decidere. Con questo non sto dicendo che Cutrone poteva già essere il centravanti titolare in questa squadra. Probabilmente non è ancora pronto per fare il titolare, con il peso che comporta, nel Milan con una corsa ossessiva al quarto posto. Sto dicendo, però, che Patrick sconta il fatto di essere un ragazzo della Primavera, italiano, che manca quindi di quell’esotismo che avrebbe spinto, a parità di numeri, in altre situazioni a scommettere maggiormente su di lui. L’arrivo di Piatek lo confina in panchina, è un giocatore dalle caratteristiche tattiche somiglianti, quindi o giocherà uno o l’altro. Sarà difficile vederli insieme, come ha detto anche Rino. Chi ci perde è Patrick ma sono convinto che farà di tutto per mettere in difficoltà chi deve decidere, è la sua forza e ci è sempre riuscito, ma sono sicuro che questa sarà una rivalità che farà bene alla squadra”

Il Milan non è riuscito a rinforzarsi sugli esterni. Pensa che questo potrà pesare nell’economia della stagione?

“Il Milan aveva bisogno di un centravanti e di un centrocampista che sostituisse Bonaventura, che non si vedrà più per il resto della stagione. Numericamente, il Milan ha gli esterni: ha Calhanoglu, ha Borini, ha Castillejo, ha Laxalt. Dal punto di vista numerico, ci sono i potenziali sostituti, prima di tutti Calhanoglu che è chiamato a dimostrare quello che fino ad ora non ha dimostrato. Sicuramente, un grande esterno avrebbe fatto bene al Milan. Credo che dovendo scegliere, visto che il Milan è sotto il regime UEFA, ha fatto delle valutazioni e dei calcoli di convenienza. L’esterno alto non era una priorità rispetto a un centravanti e a un centrocampista o mezz’ala. Io credo che il Milan sia attrezzatissimo per il quarto posto. Ha un allenatore che è un valore aggiunto. I risultati che ha portato, nonostante le difficoltà del girone di andata, gli infortuni e la situazione di Higuain che è stata deleteria. Il caso dell’argentino ha rischiato di rovinare il girone di andata. Se non fosse stato per Rino che ha dovuto gestire da un punto di vista comunicativo in maniera praticamente esclusiva questa situazione, facendolo in maniera eccezionale, il Milan oggi non sarebbe dove è. Non solo in piena corsa per il quarto posto, ma ad oggi la prima candidata per il quarto posto. Il Milan anche da questo mercato viene fuori rinforzato rispetto alle altre concorrenti perché la Roma è da 5 e la Lazio da 5,5. Il Milan ne esce rinforzato, anche per l’entusiasmo. Queste ultime settimane del Milan suggeriscono entusiasmo, perché i rossoneri stanno uscendo da questo trittico tremendo composto dalle due partite contro il Napoli e quella contro la Roma, vedremo come andrà, con un bilancio sontuoso”

A proposito di campo, che partita si aspetta domenica sera tra Roma e Milan?

“Dipende molto dalla Roma. Il Milan in questo momento ha scoperto le carte. Gattuso fa alcune considerazioni che spiegano bene questo. Il Milan ha smesso di giocare bene, di giocarsi addosso. Dieci partite fa i rossoneri giocavano bene, oggi bada più al sodo, difende bene e cerca di risolvere la partita. In questo senso Piatek è il giocatore giusto al momento giusto, segna. Il Milan ha bisogno questo, non ha bisogno di farsi dire che gioca bene ma deve vincere. Il quarto posto non è un premio ma sopravvivenza per questa società, è l’obiettivo da cui dipende tantissimo. Il Milan è questa squadra, giovanissima con una rabbia feroce, che ha trovato una sua identità, diversa da quella di inizio campionato. La Roma vive un momento di totale bufera. È una squadra travolta da tutti i suoi difetti congeniti, dal fatto che sia stata costruita male in estate, che non sia stata corretta nel mercato di riparazione. È una squadra in cui chi deve decidere non si parla. Anche la situazione di Di Francesco mi sembra poco chiara. Mi pare di capire che se fosse per la società, Di Francesco non sarebbe più l’allenatore della Roma ma per Monchi la cosa giusta è continuare con lui. È sempre complesso sfidare squadre in queste situazioni. C’è da capire se la squadra è con l’allenatore o meno. Se la Roma è con Di Francesco, questa è la classica partita in cui la squadra può dare tutto per salvare il suo tecnico. Al di là delle parole relative al fatto che la sfida contro il Milan non sarà decisiva, non è proprio così dopo i sette gol subiti in Coppa Italia. Dipende molto dal rapporto tra giocatori e squadra. Se, come sembra e come mi risulta, la maggior parte dei giocatori della Roma non è in sintonia con l’allenatore, queste sono partite che mettono a nudo la crisi del gruppo. La squadra è fatta di tanti giocatori, dipenderà da quali anime nello spogliatoio avranno la meglio. È un discorso complesso, dipenderà dalla settimana, dalle parole che troverà Di Francesco. Sarà una partita molto mentale, soprattutto dal punto di vista della Roma, servirà capire quanto i giallorossi subiranno la contestazione che è inevitabile, da quanto questa carica diventerà positiva o meno. La Roma vivrà una partita in cui l’aspetto psicologico conterà moltissimo. Il Milan deve avere la capacità di inserirsi in questo enigma, deve sfruttare questo momento. La Roma si presenta con dei dubbi, i rossoneri devono saper sfruttare questo. In ogni caso, Piatek non può essere la soluzione a tutti i problemi del Milan. I rossoneri hanno ancora delle criticità, dei limiti che si possono risolvere solo con la squadra, ci sarà bisogno di Cutrone in grado di essere risolutivo. È una sfida ancora lunga, questa partita dirà molto. Tuttavia, il segmento più importante è quello successivo in cui sfiderà Cagliari, Atalanta, Empoli e Sassuolo. Questo sarà fondamentale perché di queste quattro partite, tre si giocheranno a San Siro, il Milan deve piazzare un’accelerata forte, dimostrare di essere da quarto posto. La partita con la Roma resta una partita complessa, la Roma è una rivale per il quarto posto. Se il Milan dovesse tornare dall’Olimpico con un punto sarebbe comunque un risultato positivo, perché permetterebbe di congelare il distacco. Il Milan deve andare a punti per poi dare il massimo nel mese successivo e consolidare il quarto posto, mantenendo il vantaggio d’entusiasmo, più che di punti, di cui ora gode”.