Pato e il primo gol con la maglia del Milan: "Mia mamma e mio papà erano lì: vedere tutta la gente gioire in quel momento per me è stato bellissimo"

Pato e il primo gol con la maglia del Milan: "Mia mamma e mio papà erano lì: vedere tutta la gente gioire in quel momento per me è stato bellissimo"MilanNews.it
© foto di Alberto Lingria/PhotoViews
Oggi alle 15:48Gli ex
di Lorenzo De Angelis
Alexandre Pato ha ripercorso le tappe più importanti della sua carriera al Milan in un'intervista concessa al canale della Lega Serie A

Alexandre Pato, ex attaccante del Milan, è stato protagonista di una lunga intervista da parte del canale della Lega di Serie A per la serie di interviste Storie di Serie A. L'ex calciatore rossonero ha ripercorso alcune delle tappe più importanti della sua carriera milanista. Di seguito tutte le sue dichiarazioni.

Vero che c'era un interesse anche dell'Inter?

"Sì, c'era... C'erano alcuni interessi anche da parte di altre squadre. Per quanto mi riguarda, penso che oggi sia stata la scelta migliore, perché ho giocato nel Milan che vinceva, ho vinto con il Milan. E poi ho giocato con tantissimi campioni italiani oltre che con i brasiliani"

Il primo incontro in uno spogliatoio di campioni a Milanello?

"Il primo è stato Ancelotti a Milanello. E prima ancora il dottor Galliani: sono andato a Forte dei Marmi a incontrarlo, io ero giovanissimo. E questo è bello, perché io vivevo a Porto Alegre, venivo da una spiaggia piccolina. Mi ricordo che mentre andavo a Forte dei Marmi è passata una Ferrari: non ne avevo mai vista una.... Quindi sono andato lì a incontrarlo, e poi da lì lui mi ha portato a incontrare il mister. Davanti a tutti mi presenta, a me piccolino e tutto timido... Tutti si sono alzati, tutti mi hanno dato la mano e mi hanno abbracciato: quello per me è stato bellissimo"

Kakà era già un tuo idolo?

"Sì, lui era uno che seguivo tanto, però giocava in una posizione diversa dalla mia. Per me Ronaldo è sempre stato l'idolo: mi ero persino fatto i capelli come lui! Poi, mentre ero al Milan, è arrivato anche quello che per me è stato il massimo assoluto, il più forte di tutti: Ronaldinho"

Ti sei subito sentito a tuo agio con quei campioni?

"A 18 anni arrivare in una squadra che ha appena vinto la Champions, dove c'è il Pallone d'Oro che è Kaká, andare in uno spogliatoio in cui ci sono solo super campioni... Per me era voi decidete quello che devo fare: se devo correre 100 metri, io vado; se devo correre sulle montagne, io vado, basta che me lo diciate. Però quando ero col pallone, mi piaceva divertirmi. Penso che mi abbiano dato tutto per lasciarmi tranquillo e fare il mio lavoro. Mi faceva impressione stare in quello spogliatoio, però non avevo paura. Davanti a me c'erano Ricky Kakà e Paolo Maldini. Poi di fianco a me c'era Seedorf. Ti guardavi intorno e c'erano Pirlo, Inzaghi, Ambrosini, Nesta... c'erano tutti! Per me è stato davvero divertente".

L'esordio con il gol al Napoli lo avresti mai immaginato?

"Ho dovuto aspettare sei mesi per giocare la prima partita, perché mi ricordo che sono arrivato il 2 settembre e il mercato chiudeva il 31 agosto. E dicevo a mia mamma: 'Sai mamma, perché non mi hai fatto nascere due giorni prima?'. Perché così potevo iniziare a giocare già dall'inizio e magari vincere pure il Mondiale per Club, che per noi brasiliani è il massimo. Però è andata così, ho dovuto aspettare sei mesi per giocare. La prima partita contro il Napoli: Ronnie fa gol, io ci provo a fare gol con i suoi passaggi ma non ci riesco. Lui mi dà due palloni davanti alla porta, io sbaglio e viene da me a dirmi: 'Dai, mi devi aiutare!'. 'Io aiutare te? Ma cosa stai dicendo?!'. Poi io calcio, la palla rimane lì sul piede a Clarence Seedorf che segna, poi segna Kaká e mi sono detto: 'Mamma mia, manca il mio gol!'. Poi Favalli lancia da dietro, da lontanissimo, spara un lancio lungo davanti; io stoppo benissimo davanti al difensore, poi viene incontro il portiere... mi ricordo che la palla rimbalzava un pochino e ho pensato: 'Se la metto in alto, lui farà il gesto per cercare di prenderla in alto. Allora la metto sotto, sotto le gambe'. Quando la palla è entrata, è uscito fuori tutto quello che avevo dentro: il sogno di giocare nel Milan, di giocare con questi campioni e di segnare all'esordio. Mia mamma e mio papà erano lì: vedere tutta la gente gioire in quel momento per me è stato bellissimo".