Bomber, portieri e fantasia: il Mondiale a 48 squadre è la festa degli highlights

Bomber, portieri e fantasia: il Mondiale a 48 squadre è la festa degli highlightsMilanNews.it
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Oggi alle 16:12News
di Enrico Ferrazzi
fonte ANSA

(di Riccardo Rimondi) (ANSA) - ROMA, 23 GIU - Tre reti a partita, lo 0-0 consegnato alla storia come reperto archeologico o quasi, bomber protagonisti e portieri eroi. Il Mondiale allargato, capace di mettere insieme Germania e Curacao, Norvegia e Iraq, è quasi al giro di boa. E in attesa di sapere chi porterà a casa la coppa, un primo verdetto è stato emesso: si segna come mai prima e la classifica dei marcatori è dominata dai protagonisti annunciati dei Mondiali. Messi, Mbappè e Haaland viaggiano a colpi di triplette e doppiette, complici difese avversarie non inappuntabili. Non piacerà ai puristi, ma questo è il Mondiale dei gol e delle parate. Certo non sempre le reti sono spettacolari e i salvataggi miracolosi, però la formula funziona per gli highlights e i social. Tradotto, per quella che è la fruizione del calcio - e in generale dello sport - nel 2026. Gli appassionati storceranno il naso, ma non è un mistero che sia sempre più difficile tenere incollati i giovani sulla stessa partita per tutto l'incontro. E così la narrazione di un match vive delle sue azioni salienti. Pazienza se il racconto prevede Messi approfittare della serata da incubo di Zidane junior, o Mbappè affondare come il burro nella difesa dell'Iraq. In una riedizione delle partite del campetto il più forte scarta la difesa avversaria ed entra in porta con la palla, senza i vari correttivi che prevedono l'obbligo di tirare da fuori area, oppure l'uomo in meno per chi ha il big dell'oratorio. Il torneo americano vive su 104 partite, il triplice fischio di Giordania-Algeria ha mandato in archivio la numero 44. Finora sono state segnate 134 reti, tre a incontro. Un record, almeno da quando il Mondiale è stato allargato a 32 squadre nel 1998. Stanno per abdicare le 136 realizzate nella fase a gironi del Mondiale brasiliano nel 2014, ma in 48 partite.

L'America si conferma terra delle opportunità per tutti, visto che al giro di boa sono andati in gol 95 giocatori. E, complice il ripescaggio delle migliori terze, ancora molte sognano di passare ai sedicesimi: la Turchia è l'unica vera delusione di un quartetto di eliminate che comprende Giordania, Haiti e Tunisia. Si contano solo tre 0-0 e non è una novità, in tutta la fase a gironi dei Mondiali 2018 finì a reti inviolate solo Danimarca-Francia. Ma stavolta hanno fatto il giro del mondo pure Spagna-Capo Verde, Ecuador-Curacao e Belgio-Iran: tre imprese di tre outsider, guidate da tre portieri che non hanno mai calcato i grandi palcoscenici, in opposizione a Messi, Mbappé e Haaland. Certo non parliamo di Olanda-Italia del 2000, ma alzi la mano chi non si è emozionato per le parate di Vozinha contro Yamal e soci, per il muro eretto da Room davanti agli ecuadoregni o per la storia di Beiranvand, meno elegante del dirimpettaio Courtois ma altrettanto efficace. È l'altra faccia della medaglia di un Mondiale in cui si segna tanto: c'è gloria anche per i portieri. Tutti emuli di Guillermo Ochoa, che li guarda dalla panchina ma che per tante estati è stato il volto - e l'eroe calcistico - del Messico. Tra una settimana si farà sul serio, i palloni peseranno e forse per Messi e rivali sarà più difficile muoversi come al campetto. Ma in questo momento si gioca con leggerezza, saltano gli schemi e il torneo si nutre delle storie da copertina. E poi sì, ci sono più squadre, più volti, più gol, ma gli ingredienti sono gli stessi di sempre. Le polemiche per le goleade non sono una novità: ci furono nel 2002, quando la tripletta di Miroslav Klose fece da copertina a Germania-Arabia Saudita 8-0, e nel 2010, quando Cristiano Ronaldo e compagni bucarono sette volte la difesa nordcoreana. E chissà cosa si disse nel 1954, quando la grande Ungheria seppellì 9-0 la Corea del Sud e 8-3 la Germania Ovest. E quanti prevedevano che, alla fine, quel Mondiale l'avrebbero vinto i tedeschi. (ANSA).