Da Giampaolo a Pioli, nel segno del 4-3-3 e di Suso

17.11.2019 12:00 di Salvatore Trovato   Vedi letture
Fonte: tuttomercatoweb.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Da Giampaolo a Pioli, nel segno del 4-3-3 e di Suso

Dopo dodici giornate, gli allenatori di Serie A hanno definito la fisionomia delle proprie squadre. TMW ha analizzato le venti squadre del massimo campionato, dalle prime uscite all'ultima giornata.

La ricerca del bel gioco - Il quinto posto e la mancata qualificazione in Champions League hanno portato alla dolorosa separazione con Rino Gattuso. Il Milan così si è affidato a Marco Giampaolo, maestro apprezzato da tutti, in cerca di consacrazione dopo le positive esperienze sulle panchine di Empoli e Sampdoria. "Il mio motto sarà testa alta e giocare a calcio", un'evoluzione che sembra scontata per non rimpiangere Ringhio e il pragmatismo. Il nuovo tecnico lavora tutta l'estate sul 4-3-1-2, cercando di insegnare a Suso (dai più dato per sicuro partente) l'arte del trequartista. L'esordio a Udine, però,è il peggiore possibile; lo spagnolo, intoccabile, torna quindi sulla mattonella preferita, portando gradualmente Giampaolo a rivedere le proprie convinzioni. Il 4-3-1-2 si trasforma prima in 4-3-2-1, poi nel 4-3-3 gattusiano, ma la squadra non ingrana e i nuovi acquisti (Bennacer su tutti) faticano a trovare spazio. Confusione e integralismo regnano sovrani, e del bel gioco atteso non c'è traccia. Nonostante il successo di Marassi contro il Genoa, il mister di Bellinzona viene esonerato.

La musica non cambia con Stefano Pioli, che non modifica lo spartito e insiste sul 4-3-3, dando pian piano fiducia a Krunic, Duarte, Leao e al centrocampista algerino. La nota più lieta è Theo Hernandez, che offre nuove soluzioni offensive sulla corsia mancina (tant'è che per liberarlo si pensa addirittura a un passaggio alla difesa a tre), mentre sorprende l'involuzione di Piatek, ombra del bomber che dodici mesi fa faceva impazzire tutte le difese avversarie. I rossoneri non riescono a rilanciarsi nemmeno con la nuova guida tecnica, seppur Pioli abbia quanto meno dato un'identità: prestazioni altalenanti e quattro miseri punti in cinque partite. A Torino, contro la Juventus, arriva la miglior partita stagionale ma anche il settimo k.o.. L'impressione è che la rosa sia troppo giovane (seppur la qualità non scarseggi) e che difetti in termini di personalità. Manca una guida, un leader capace di trascinare i compagni nei momenti più difficili; nelle prossime finestre di mercato bisognerà operare in questo senso, aggiungendo elementi più esperti.

Chi ha giocato di più
Alessio Romagnoli 1080'
Gianluigi Donnarumma 990'
Hakan Calhanoglu 984'
Suso 922'
Krzysztof Piatek 788'
Franck Kessié 785'
Theo Hernandez 738'
Mateo Musacchio 730'
Davide Calabra 701'
Lucas Paquetà 572'
Ismael Bennacer 560'

L'undici tipo (4-3-3): Donnarumma; Calabria (Conti), Musacchio, Romagnoli, Hernandez; Kessie (Krunic), Bennacer (Biglia), Paquetà; Suso, Piatek (Leao), Calhanoglu.

I moduli utilizzati
4-3-3: 7 volte
4-3-1-2: 3 volte
4-3-2-1: 2 volte