Dalla Bona confessa: “Andare al Milan un errore, ma era difficile dire di no”
In una lunga intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, l'ex centrocampista tra le altre di Milan e Chelsea, Samuele Dalla Bona, ha raccontato tutte le tappe più importanti della sua carriera e di alcune decisioni che ha preso nel corso degli anni. In particolare ha parlato anche della sua breve parentesi al Milan della quale, a posteriori, si è pentito. Vediamo nel dettaglio le sue parole:
Difficile dire no al Milan di Ancelotti - "Braida mi anticipò alle 11 che sarebbe stato a Stamford Bridge per Chelsea-Fulham. Spinto dalla famiglia, dall’agente e dagli amici, accettai".
Solo 16 partite, però. Cosa andò storto? - "La sfida col Real, giocata da titolare al Bernabeu, mi segnò. Giocai un tempo, e male. Ancelotti mi schierò esterno destro, di fronte avevo Roberto Carlos che andava a tremila. Presi un giallo dopo un quarto d’ora e poi uscii. Era un test. Se l’avessi passato, allora ok, avrei continuato. Purtroppo, il calcio italiano è questa roba qui. Vieni giudicato subito".
Qualche anno fa disse che il calcio italiano le faceva "schifo" - "Magari ho esagerato, ma ciò che gira intorno a questo mondo è nocivo, dannoso. Qui un giorno sei scarso, un altro sei il migliore. E questo sì, fa schifo".
Nel 2003 fu campione d’Europa - "Vidi la finale con la Juve dalla tribuna. Ricordo una discussione tra Inzaghi e Sheva durante la rifinitura, si presero a male parole. Maldini si avvicinò e gli disse di fermarsi. Un capitano vero, mi ha sempre messo un po’ di soggezione, dico la verità. Pippo, invece, era un cannibale: prima della finale provò i movimenti da solo in un campo da golf".

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