Gatti: "La prima volta è una botta di fortuna, la seconda è una simpatica fortuna, la terza è una fortuna spudorata. Ma all’11esima non c’è più niente di casuale"

Gatti: "La prima volta è una botta di fortuna, la seconda è una simpatica fortuna, la terza è una fortuna spudorata. Ma all’11esima non c’è più niente di casuale"MilanNews.it
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Ieri alle 00:10News
di Antonello Gioia

Cristiano Gatti, giornalista, si è così espresso sul Corriere dello Sport commentando il dato che Milan che cita i 12 gol segnati dai rossoneri al primo tiro nella porta avversaria:  "La prima volta è una botta di fortuna, la seconda è una simpatica fortuna, la terza è una fortuna spudorata. Ma all’undicesima volta non c’è più niente di casuale, è una vera filosofia. Certo che sì: se per undici volte il Milan segna al primo tiro in porta qualcosa significa. Naturale, tutti pronti con la risposta, in coro: è il corto muso di Allegri. Che evidentemente sa diventare cortissimo. 

 Ma ragioniamo seriamente: un conto sono le dicerie, i luoghi comuni, le etichette, un altro le rigide statistiche. E tra tutte le più cervellotiche che ormai ci vengono riversate da ogni parte, quante volte il portiere ha calciato di sinistro, quante volte di destro, quante volte figliolo, questa è molto interessante per davvero. Miseria, undici centri al primo tiro è fenomeno da baraccone, in senso buono, baraccone da luna-park.  
Ci sono le squadre che per fare un gol ne devono sbagliare dieci, poi ci sono le squadre di Allegri. Un marchio, uno stile, una corrente di pensiero. Antispreco e antisuperfluo. Ottimizzare il gioco, massimizzare la resa. Anche perchè segnare al primo tentativo non è un gioco fine a se stesso, in questo caso è un investimento sicuro, che garantisce profitti sostanziosi: di queste undici volte, sette si sono poi tramutate in vittorie finali. 
Basta chiacchiere, siamo di fronte a un’evidenza scientifica. In altre epoche magari si chiamava volgarmente cinismo. Qui e adesso è ora di chiamarlo allegrismo, movimento culturale che ottiene il massimo con il minimo sforzo, un tiro un gol, al primo tentativo".