Giletti, il Var e il caos AIA: "Chi fa parte di questo sistema, deve avere il coraggio di dire le cose come stanno"

Giletti, il Var e il caos AIA:  "Chi fa parte di questo sistema, deve avere il coraggio di dire le cose come stanno"MilanNews.it
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Oggi alle 13:00News
di Federico Calabrese

Massimi Giletti ha parlato così a TMW Radio del caos Kalulu-Bastoni: "Quando il capo di Rocchi non telefona al capo degli arbitri ma a Gravina, siamo arrivati alla fine. Chi fa parte di questo sistema, deve avere il coraggio di dire le cose come stanno. Ho visto degli scempi quest'anno, nessuno che attacca Rocchi". 

Il dottor Allegri e l’olio Mahanarayana Thailam. Le “veline“ più efficaci di Gerry Cardinale. Il Presidente del Milan e le lezioni di calcio. Buon Compleanno, Milan!

di Carlo Pellegatti 

Mille volte grazie a Massimiliano Allegri. Bravo a Igli Tare che lo ha scelto. Complimenti a Gerry Cardinale che ha capito l’importanza della restaurazione, dopo il tentativo fallito di rivoluzionare il calcio. Insomma l’estate 2025 ha rappresentato per il Milan quello che segnò il Congresso di Vienna dopo gli anni di Napoleone. Anche se di Napoleoni non ne abbiamo visti molti. Ne ha pagato le conseguenze un eccellente allenatore, e una persona onesta e in buona fede, come Paulo Fonseca, lasciato solo tra Cooling Break, giocatori che tiravano i rigori senza ascoltare la panchina e altre difficoltà ambientali, senza controllo.

Sono contento che sia arrivato alla tredicesima vittoria consecutiva e abbia vinto la classifica della Europa League, con una buona squadra come il Lione, priva comunque di fenomeni. Indimenticabile la vittoria di Madrid, che, per una sera, ci ha permesso di respirare quella aria di grandeur, normale per i tifosi del Milan di Silvio Berlusconi. Tornando ad Allegri, privo praticamente per tutto il campionato del miglior Leao, e per mezzo di un campione come Pulisic, il tecnico livornese continua a tenerci attaccati ad un sogno bellissimo. Lo abbiamo cominciato a cullare in una afosa notte di agosto a Lecce e lo continuiamo a coltivare in questi primi giorni tiepidi del nuovo anno. Mentre qualche primula e qualche margherita torna a mettere capolino fra i fili d’erba. A differenza di altri, sono sensazioni belle e forti, che sto gustandomi a fondo, da settimane e settimane, senza lasciarmi fuorviare da altri pensieri sul gioco, sulla estetica e su ogni genere di filosofia. Dopo la stagione scorsa, la più brutta e triste della storia rossonera, questi mesi hanno rappresentato un continuo e benefico massaggio ayurvedico all’olio Mahanarayana Thailam. Grazie dottor Allegri. 

Gerry Cardinale è tornato a Milanello, confermando che, chiusa l’esperienza con Elliott, si è avviata una nuova strada nella gestione del Club. Altre sorprese potrebbero esserci da qui a giugno a livello di assetto manageriale. Senza peccare di presunzione, vorrei dargli un suggerimento sul piano della comunicazione. Non vorrei più leggere “veline", come in occasione della recente visita. Una  ulteriore conferma, trapela, di come l’area sportiva rappresenti il cuore del Progetto Milan, di come la crescita debba essere interpretata come un percorso continuo. Quasi a tranquillizzare il popolo rossonero sulla serietà del progetto etc etc etc. I tifosi non hanno bisogno di parole, ma di fatti.  

Come quelli della estate scorsa, quando  Cardinale, come detto, ha affidato la gestione a Tare e Allegri. Quando vedranno una unità di intenti nella acquisizione di nuovi campioni funzionali al progetto di Allegri. Non per forza costosi, perché di denaro ne è stato investito, ma spesso male. Quando non verranno più ceduti grandi giocatori, per rimediare a errori chiari. Quando Cardinale e i suoi collaboratori capiranno che una delle priorità è trovare una soluzione per quanto riguarda la questione biglietti sul piano del costo e soprattutto della reperibilità. Evviva il tifoso che viene dal Minnesota o da Belo Horizonte, ma soprattutto evviva l’appassionato rossonero che, tra andata e ritorno, passa 16 ore sul pullman per cantare, soffrire e sostenere la squadra. Per cancellare inoltre una triste convinzione, ormai diffusa, è inutile fingere, che, al nuovo Milan americano, il tifo, come siamo abituati a vedere e a vivere, non interessi più di tanto. Queste sono le vere e più credibile “veline", che Cardinale deve presto trasformare da vuote parole a piene iniziative. In  attesa sempre, che in uno dei prossimi viaggi, si possa sentire al sua voce, magari in una conferenza stampa o in un incontro, come vediamo spesso nelle sue attività o nelle sue iniziative oltreoceano. Sarebbe importante per un nuovo rapporto con la gente milanista. 

A proposito di parole, ha lasciato perplessi molti l’ultima esternazione di Paolo Scaroni: "Devo prendere lezioni di calcio da Marotta tutti i giorni!” Non è una questione di Beppe Marotta ma varrebbe per tutti. Il Presidente del Milan è seduto sulla sedia, che è stata di Pirelli, Trabattoni, Rizzoli, Carraro e Silvio Berlusconi. Dirigenti illuminati, precursori, punti di riferimento del calcio italiano e internazionali, che hanno dato lezioni, mai ne hanno prese. Non siamo abituati a vedere derubricato il Milan, come un Club non presieduto da  professori. Posso anche capire il beau geste, l’educazione istituzionale, ma sempre dopo la storia del Milan.

Chiudo ricordando il bellissimo compleanno che, il prossimo 20 febbraio, compie il nostro caro Milan. Sono passati quaranta anni appunto da quel 20 febbraio 1986, il giorno che ha visto Silvio Berlusconi comprare il Club rossonero. Un momento indimenticabile che ha cambiato la storia della società. Non ha potuto veder esaudito il suo ultimo desiderio: la seconda stella, quella del ventesimo Scudetto, cucita sulla maglia. Mi auguro che, quando accadrà, il primo saluto e il primo omaggio sia riservato proprio a lui, a Silvio Berlusconi!