Masala: "Il Milan pensa al futuro, ma dopo tanti anni la priorità è un vero 9"
Nel corso del consueto appuntamento con la rubrica "Opinioni" de La Gazzetta dello Sport, Andrea Masala ha parlato di Milan, soffermandosi in modo particolare sulla necessità (e priorità) del club rossonero di andare alla ricerca di un nuovo numero 9:
"Milan, contiamo fino a tre: così abituarsi a inseguire. Un rinforzo in difesa, uno a centrocampo e, soprattutto, un centravanti vero, non un surrogato. Il club rossonero è a caccia da tempo, ha già individuato i candidati per la prossima stagione: per le retrovie si punterà in prima battuta su Gila, della Lazio. Per l’asse mediano c’è nel mirino Goretzka, a parametro zero, che andrebbe a riempire la casella che verrebbe liberata da Fofana. In avanti il nome più caldo sembra essere quello di Retegui, in pole su Guirassy, altro osservato speciale. Il tris di rinforzi sarebbe indispensabile per costruire una rosa non soltanto capace di un piazzamento tra le prime quattro in A, ma in grado di lottare per lo scudetto e di rientrare a testa alta nella Champions League, ritenuta l’habitat naturale da chi la ha conquistata in sette edizioni. Gila si è ben distinto agli ordini di Sarri, tanto che piace a diversi club: sarebbe utilissimo alla retroguardia rossonera. Goretzka non è giovanissimo, eppure si mantiene su livelli di rendimento all’altezza del Bayern, basta la parola.
Più complicata sarà la scelta del centravanti: il Milan non si potrà più permettere di sbagliare, altrimenti tra dodici mesi o forse meno si tornerà a parlare di un’incompiuta. Retegui è la prima scelta, e qui pesa anche il passaporto. Tra Mateo e il Milan potrebbe esserci un matrimonio d’interesse, con reciproci vantaggi per tutti. Retegui ha le qualità per diventare un attaccante di fascia alta, l’importante è che si creda in lui e lo si aiuti in un processo di crescita che, al momento, non si è concluso. L ’ostinazione di Allegri nel reclamare un vero 9 è più che comprensibile. Lasciamo stare le gazzarre di Leao, che più prima che poi deve decidere che cosa farà da grande: scenate a parte, è appurato che Rafa centravanti non è, inutile accanirsi in correzioni in corsa. Gimenez ancora è fuori dai giochi, ammesso che vi sia mai entrato davvero. Nkunku, al di là dell’effetto dei palloncini rossi per l’esultanza, non lascia traccia. Max ce la mette tutta, si arrabatta, coinvolge anche un mestierante come Fullkrug, però siamo all’arte di arrangiarsi: a volte spuntano buone idee, ma alla lunga non ci si può illudere di ottenere risultati duraturi. E allora varrebbe la pena di investire cifre pesanti su un uomo-gol in tutto e per tutto. Guarda caso, quando il Milan ha calato un 9 autentico, ha sbancato: il caso più recente è Giroud, ottimo interprete del copione di Pioli, che ha partecipato a uno scudetto e a una semifinale europea. L ’attuale Diavolo è bene avviato a compiere la missione che si è dato, con il pass per la Coppa più ricca e prestigiosa che ben conosce. Non è però immaginabile che un azionista come RedBird si accontenti di soli piazzamenti. La guida tecnica è in solide mani con Allegri, ora è necessario puntellare l’organico in ogni reparto, anche se il focus più caldo è sulla prima punta. C’è chi in pieno 2026 ribadisce: una squadra forte non può fare a meno di un super portiere e di un centravanti che segna a ripetizione. Il concetto è antiquato, ma conserva un fondo di verità, che un allenatore pragmatico come Max non disdegna.
Il portiere, e che portiere, c’è già: Maignan si è legato a lungo ai rossoneri. Ci vuole ora un 9 degno di tale maglia. L ’innesto di uno come Retegui, ma Guirassy non sfigurerebbe, risponderebbe a un progetto senza soluzioni di ripiego, perciò più ambizioso. Da Nordahl in poi, fino a Van Basten, Inzaghi e Shevchenko, i centravanti top hanno portato titoli e scandito i cicli rossoneri. Allegri conosce la storia, anche perché lui stesso l’ha fatta in panchina. Perciò insiste: datemi un 9 e vi solleverò il Milan".

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