Ordine su Rangnick: "Il Milan ha scansato un rischio". E poi spiega il motivo
La dirigenza del Milan prosegue il proprio lavoro senza interruzioni, sviluppando una strategia di mercato che guarda sia al presente sia alla pianificazione della stagione futura. Ogni operazione viene valutata con attenzione per costruire una rosa che possa garantire qualità, equilibrio e numerose soluzioni tecniche all'allenatore.
L'arrivo di Gonçalo Ramos rappresenta soltanto uno dei primi passi di un progetto che potrebbe arricchirsi con ulteriori movimenti nelle prossime settimane. Allo stesso tempo il club continua a esaminare con attenzione anche le possibili cessioni, i rinnovi dei giocatori ritenuti centrali all'interno del progetto tecnico e il percorso di crescita dei giovani più promettenti, destinati a ritagliarsi uno spazio sempre maggiore nel gruppo. Ogni decisione sarà presa seguendo una programmazione precisa e valutando attentamente tutte le opportunità disponibili.
Intanto sul Corriere dello Sport, Franco Ordine ha parlato così di Ralf Rangnick: "Il tecnico, in partenza per gli Usa con la sua nazionale, aveva preparato una serie di condizioni (potere assoluto sulla parte tecnica, dalla scelta dell’allenatore fino al settore giovanile), che trasmesse al numero uno di RedBird non ebbero alcuna risposta. Tanto da indurre lo stesso Rangnick, qualche giorno dopo, a rendere nota l’amara realtà: «Non si sono più fatti sentire!». Adesso nei circoli del tifo milanista il commento dopo Spagna-Austria è stato il seguente: «Meno male!». Tutto sommato vedendo l’Austria difendere, in dieci dietro la linea della palla, senza riuscire a impostare una sola trama offensiva degna di citazione, a tal punto da riscuotere nella contabilità della sfida il misero 0,03xG (gol attesi), il Milan ha “scansato” un rischio. Perché se è vero che la ricerca dell’allenatore del dopo Max deve avere alcune caratteristiche («provare a vincere e non solo a non perdere»; dixit Cardinale e Ibra), Rangnick sicuramente sarebbe stato l’allenatore sbagliato sulla panchina sbagliata".

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