Orsato precisa e ammette: "Il VAR è nato per il chiaro ed evidente errori, come quelli sui quali non siamo intervenuti nelle prime 5 giornate"

Orsato precisa e ammette: "Il VAR è nato per il chiaro ed evidente errori, come quelli sui quali non siamo intervenuti nelle prime 5 giornate"MilanNews.it
Oggi alle 17:36News
di Lorenzo De Angelis
Alcune dichiarazioni del Responsabile Commissione Arbitri Nazionale Serie A e Serie B Daniele Orsato sul palco del Festival dello Sport

Nel corso del suo intervento sul palco del Festival dello Sport, il Responsabile Commissione Arbitri Nazionale Serie A e Serie B Daniele Orsato ha parlato di tanti temi legati all'attualità del campionato italiano, dal VAR agli errori commessi (e ammessi) in queste prime cinque giornate di campionato. Di seguito alcuni estratti delle sue dichiarazioni. 

Il gioco oggi è più veloce grazie alle novità, come quella in cui il giocatore che sta a terra poi deve stare fuori un minuto.
"Cosa è entrato nella testa dei giocatori? Che se sto giù, la mia squadra deve giocare in 10 per un minuto e lì può prendere gol. L'introduzione dell'IFAB ha smosso il movimento per avere un gioco più veloce. Certo, i miei arbitri sono stanchi morti. Sono lì che devono contare tutto a mente, stanca da morire. Non è troppo, perché vediamo i risultati".

Sull'uso del VAR. Crosetti disse "È calcio e non Play Station".
"Abbiamo fatto degli errori che non sono accettabili e ci lavoriamo. Sulla Play Station: sono quei contatti che ci portavano a revisionare all'infinito e a forza di riguardare il contatto ti sembrava rigore. Se devo stare qui a spiegare che la trattenuta di Kalulu a Rowe in Juventus-Atalanta è rigore vi offenderei. Ci sono altri episodi che possiamo discutere e lì il VAR non deve intervenire, perché decide l'arbitro in campo".

Il VAR interviene solo sul chiaro ed evidente errore?
"Il VAR è nato per il chiaro ed evidente errore. Uno può chiedere: qual è? Sono quegli errori sui quali non siamo intervenuti in queste prime 5 giornate e che abbiamo detto che sono stati errori".

Sugli errori fino ad oggi?
"Me ne aspettavo molti di più viste le nuove indicazioni. Quei 4-5 errori che abbiamo fatto sono 'errori facili'. Abbiamo sbagliato nella lettura dell'episodio, nella dinamica del calciatore. Con gli allenatori nell'incontro fatto ci siamo detti che anche loro dopo 5 giornate non sono contenti del tutto. Ci lavoreremo sugli errori".

I club si sono detti tutti soddisfatti. Come riuscirà a convincere 20 arbitri ad avere tutti un'interpretazione univoca?
"I miei arbitri sono un mazzo di matite con un elastico intorno: il primo che si sfila fa cadere tutti gli altri. Vedo i loro occhi e sono consapevoli della strada che hanno preso: non si legge sui giornali che gli arbitri sono scarsi, ma che è stata presa una linea che è coerente, poi ci sono degli errori, ma ci si sta lavorando. C'è una gara fra di loro a fare bene: sono soddisfatto. E quando sbagliano si confrontano fra di loro prima di arrivare a me. Stiamo trasformando il gruppo in squadra".

Si andrà avanti con questa linea?
"Sì. Io non cerco di convincere nessuno, solo i miei arbitri devono essere convinti. Una persona mi diceva che per lui un contatto era stato rigore. Ok, io non ti posso convincere, anche se chiaramente si lavora sulla valutazione, ma non ci nascondiamo".