Qsvs - Il Milan costa 800 milioni
Che cosa resta del vecchio amore di Silvio Berlusconi per il Milan? Di quel legame che vent’anni di successi sembravano aver reso eterno? Di certo una passione di lungo corso non può spegnersi al primo alito di vento, ma dopo avere difeso strenuamente la causa rossonera, a dispetto di bilanci tutt’altro che confortanti, e del parere contrario di una parte della famiglia, anche il presidente si sarebbe infine arreso. Sia chiaro: il Milan non è ufficialmente in vendita, ma per la prima volta dall’inizio della sua gestione, Berlusconi starebbe prendendo in considerazione l’ipotesi di separarsi da quella squadra raccolta nel momento peggiore della sua storia e portata sul tetto del mondo. Secondo una fonte vicina al Premier, la stessa che ci aveva rivelato in anticipo gli imminenti addii di Kakà e Ancelotti, sarebbe già stato fissato anche il prezzo del divorzio: 800 milioni di euro. Non c’è fretta, cedere non è indispensabile, ma possibile, e questa è già una svolta.
Al momento, nonostante le indiscrezioni degli ultimi mesi, non ci sarebbero trattative già avviate, ma se in futuro qualcuno si presentasse con tale cifra, l’operazione potrebbe prendere il via. Resta da capire chi abbia la disponibilità economica per sostenere un affare di tale entità, e soprattutto l’intenzione di investire in un settore che secondo gli esperti finanziari promette più perdite che ricavi. Di certo la liquidità non manca agli sceicchi arabi, né a Gheddafi, mentre le informazioni sono più frammentarie sul petroliere albanese Taçi. Ora che l’Ac Milan però ha un costo, tutti i pretendenti sono liberi di farsi avanti.

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