Balotelli e Seedorf non sono i veri problemi: l'abisso tecnico è a centrocampo
La sconfitta di Roma, pur essendo totalmente preventivabile, sta creando un clamore ossessivo, sia per la traballante situazione di Seedorf che per il concitato post (e la mite prestazione) di Mario Balotelli. Per entrambi i soggetti, tuttavia, andrebbe utilizzato maggior equilibrio, sia nel bene che nel male. Le cinque vittorie consecutive non avevano fatto di Seedorf un vate della panchina, così come lo scivolone dell'Olimpico non può corrispondere ad incapacità. Un discorso simile si può applicare anche a Balotelli: lodato e stralodato dopo Milan-Livorno, criticato (giustamente) ma anche esageratamente massacrato dopo Roma-Milan. Né Balotelli né Seedorf sono usciti dall'Olimpico con voti sufficienti, ma nessuno di loro rappresenta il reale problema di questo Milan. Confrontando l'undici rossonero con quello giallorosso, si capiscono molte cose. Se la Roma acquista Nainggolan a gennaio, pur disponendo di De Rossi, Pjanic e Strootman, merita di dominare un Milan che da anni non investe come dovrebbe sul centrocampo. A dicembre/gennaio abbiamo evidenziato (per l'ennesima volta) come ai rossoneri servisse un uomo di spessore in mediana, ma nulla è cambiato. Nainggolan è andato alla Roma, Jorginho al Napoli.
IL VERO VALORE DEL MILAN - Il terzo posto dello scorso anno ha funto da panacea, nascondendo solo apparentemente i problemi della rosa e non solo. Non è un caso che, pur con una grande rincorsa e rimonta, il Milan non sia riuscito a vincere un solo scontro diretto, a parte la gara casalinga con la Lazio. Stesso discorso per questa stagione dove, oltre ai punti negli scontri diretti (Fiorentina-Milan a parte), sono mancati anche quelli con le medio-piccole. Quando i rossoneri si confrontano contro squadre di buon livello, non riescono quasi mai ad uscirne indenni: un leitmotiv che prosegue ormai dal 2011, ultima vera annata di grandi investimenti. Oltre a lacune metodiche, il Milan presenta un divario tecnico importante con le prime della classe, resosi sempre più vasto di stagione in stagione. Come già sottolineato in precedenza, il vero problema risiede nella mediana, quasi sempre in affanno di fronte a schieramenti qualitativi e di sostanza.
UN'UNICA SOLUZIONE - Seedorf non può avere la bacchetta magica e Balotelli, impegno a parte, non può da solo trasformare questo Milan. Mario non è Ibrahimovic che, da grande campione, riusciva da solo a trasformare anche i giocatori che gli gravitavano attorno. A prescindere dall'allenatore che siederà sulla panchina, e dalla permanenza o meno del numero 45, in casa rossonera serviranno piedi buoni, soprattutto a centrocampo. La Juventus ha fatto il solco grazie a Vidal, Pirlo, Marchisio e Pogba; la Roma sta seguendo la stessa via con Pjanic, De Rossi, Strootman e Nainggolan. L'Inter sta finalmente innescando il talento cristallino di Kovacic (investimento pesante ma di sicura prospettiva) e la Fiorentina ha tra le sue fila elementi di spicco come Borja Valero e Aquilani (che fu lasciato andare troppo agevolmente dal Milan). Verissimo che Balotelli dovrebbe fare di più, ma è palese che se il pallone davanti non arriva mai, buona parte della colpa risiede in chi dovrebbe costruire gioco.

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