Basta alibi, la squadra di fronte alle proprie responsabilità: fuori gli attributi

Basta alibi, la squadra di fronte alle proprie responsabilità: fuori gli attributiMilanNews.it
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
sabato 7 maggio 2016, 18:01Primo Piano
di Matteo Calcagni

Alla vigilia di quello che può essere, per il Milan, l'ultimo viatico per il sesto posto, vista la necessità di successo per non consegnarlo anzitempo al Sassuolo, Cristian Brocchi ha voluto mettere in luce le responsabilità dei suoi giocatori. Il crollo verticale della squadra rossonera è sotto gli occhi di tutti, a prescindere dai piccoli segnali di risveglio visti col Frosinone: due punti incamerati contro le ultime tre della classifica sono una miseria per un club che, nel bene o nel male, ha costruito comunque una formazione accettabile per puntare all'Europa.

LE FRASI DI BROCCHI - Nessuna strigliata da parte del tecnico milanese, ma l'esigenza di togliere alibi ad un gruppo che, a prescindere dalle voci societarie e i cambi di allenatore, li ha esauriti ormai da tempo: "I giocatori si giocano il loro futuro al Milan. Ognuno di loro ha la sua storia, ma se vuoi essere un vero giocatore certe cose le devi avere dentro. Io quando indossavo la maglia del Milan mi sentivo sempre molto gratificato. Voglio vedere quello che mi hanno fatto vedere questa settimana, finchè sarà così io li difenderò sempre". I giocatori devono guardarsi dentro e non lasciarsi condizionare dal resto, ma serve tanto impegno, cosa che, a detta di Brocchi, non tutti sembrano mettere al 100%: "Nella settimana ho avuto delle risposte. Spero che loro contro il Bologna le mettano in campo. Non da tutti gli interpreti, ma in un buon numero di giocatori sì. Poi ci si chiede perché poi in partita non lo fanno, spero di vedere tutto questo in campo". 

FINE ALIBI - Pur con i toni loquaci ed amichevoli che lo contraddistinguono, Brocchi ha fatto capire che, seppur in parte, qualche calciatore non sembra aver dato il massimo in quest'ultima fase della stagione. L'esonero di Mihajlovic e la regressione degli obiettivi non possono essere una giustificazione, vista l'esistenza di obiettivi concreti ancora in essere, tra i quali una finale da disputare ed onorare. Che il Milan possa aver sbagliato qualcosa nelle scelte e nella gestione è evidente, ma i giocatori non possono nascondersi dietro ad un dito. Il sesto posto forse sarà irraggiungibile, ma provarci, e non lasciare nulla di intentato, è quantomeno d'obbligo.